| --° Taranto

Una maratona di ben 138 minuti ha sancito la sconfitta al tie-break del quinto set contro Verona per la Gioiella Prisma Taranto che pure aveva cominciato bene il match vincendo il primo set. Un punto che fa un discreto brodino per la classifica. Si poteva ottenere qualcosa di più se almeno uno dei quattro schiacciatori di banda rossoblù avesse performato migliori percentuali in attacco. Degli attacca palloni, il solo Sabbi (31 punti) ha giocato più o meno con continuità in tutti i set. Si è trattato di un match ad alta tensione psico-fisica tra due compagini che lotteranno per conservare il posto al sole in SuperLega.

Queste le pagelle di Verona Volley – Gioiella Prisma Taranto 3-2

FALASCHI 5,5: bene l’intesa con Sabbi ed i centrali, qualche sbavatura rispetto alle precedenti uscite con i posto quattro (Randazzo, Joao, Palonsky e Gironi) ai quali non sono arrivate sempre alzate precise (specie a Joao Rafael con il quale forse ancora non si è trovata la giusta intesa). Di fondo resta, però, la serata davvero altalenante degli schiacciatori e la loro poca capacità a ripulire i palloni “sporchi”.

SABBI 7+: 31 punti (27 punti in attacco su 48 palloni ricevuti, 56% di positività in attacco, + 3 muri vincenti), 3 errori in battuta, 4 errori in schiacciata e 4 muri subìti.

Dopo la buona prova con Perugia si conferma anche a Verona come terminale d’attacco di riferimento. Tra l’altro è l’unico in battuta a spingere e a mettere pressione alla ricezione avversaria.

ALLETTI 7: 12 punti (7 su 10 in attacco dove chiude con il 70% +3 muri e 2 ace). Un solo errore al servizio ed uno solo in attacco. Ex del match tira fuori una partita molto positiva in ogni fondamentale mettendosi alle spalle le ultime prestazioni opache. Ritrova compostezza a muro ed in battuta la sua salto float è pungente.

DI MARTINO 7: 10 punti (5 su 9 in attacco, 56% di positività + 5 muri).  Torna il “the Wall” che si conosce. Non sempre di fronte ci possono essere i Grozer ed i Leon anche se Mozic è un altro randellatore pericoloso.

RANDAZZO 4,5: serata decisamente da dimenticare ed in fretta se non vuole scalare di posto nelle gerarchie che riguardano gli schiacciatori. Raramente ricordiamo un martello ricevitore, partito titolare in due set, chiudere con 0 punti (10 attacchi nessun punto, due muri subìti). Il resto della prestazione registra anche due errori in battuta, due ace subìti (47% di ricezione positiva e 33% di perfetta su 15 palloni ricevuti).

JOAO RAFAEL 6: 15 punti (14 su 36 in attacco con percentuale di positività del 39% + 1 ace), 1 errore in battuta, 4 in attacco, 2 muri subìti. Ricezione positiva 74% (44% la perfetta) su 27 palloni ricevuti. Non è uno spaccalegna ma uno che può e deve garantire un rendimento costante in tutti i fondamentali (non a muro perché è alto appena 191 cm). Non gli arriva la palla giusta in attacco e spesso deve arrangiarsi come può con colpi inusuali.

LAURENZANO 6,5: il suo scout recita un 52% di ricezione positiva e 30% di perfetta su 23 palloni ricevuti.  Può solo crescere e migliorare facendo esperienza in gare come questa dove la tensione si taglia a fette. Se la cava molto bene. Meglio in difesa che in ricezione.

STEFANI S.V.: 1 punto. Entra a partita abbondantemente compromessa.

GIRONI 6-: 7 punti (5 su 15 in attacco, chiude con il 33% + 2 muri). Un errore in battuta ma grave (sul 13-12 del tie-break), 1 errore in attacco (sull’11-10 per Verona nel quinto set) anch’esso pesante ed un 1 muro subìto. In ricezione 56% la positiva (22% la perfetta) su 9 palloni ricevuti (2 ace subìti). I numeri non sono positivi ma il suo ingresso dal quarto set ha determinato qualcosa di positivo nella distribuzione del gioco in banda.

PALONSKI 5,5: entra al posto di Randazzo e fornisce un contributo migliore rispetto al compagno ma non decisivo per le sorti del match (infatti nel quarto e quinto set gioca Gironi). Per lui 6 punti (6 su 14 in attacco, 43% di positività), ricezione positiva 57% (perfetta 34%) su 14 palloni ricevuti.

DI PINTO 6: imbriglia bene il temuto Mozic nel primo e quarto set raddoppiando il muro in opzione su di lui. Ritrova il muro (14 in totale quelli vincenti) che era venuto a mancare nelle ultime uscite, segnale di un lavoro ad hoc svolto in palestra. Con Randazzo in serata da dimenticare prova con Palonski prima e Gironi poi ad aiutare il suo palleggiatore ad avere qualche alternativa in più in attacco. Il cambio in battuta di Sabbi con Stefani sul 12-11 del tie-break non lo abbiamo compreso.

VERONA 6: non meritava certo quello zero in classifica dovuto più che altro ad un calendario che gli ha messo di fronte in quattro giornate tre big come Trento, Perugia e Civitanova. In panchina ha una vecchia volpe come Stoitchev che ha capito che la posta in palio di questo match era alta ed ha rischiato sin dall’inizio il palleggiatore 42 enne brasiliano, suo vecchio sodale in quel di Trento, Rapahel che ha fatto la differenza con la sua immutata classe. Ha trovato nel ventenne sloveno Mozic una bocca da fuoco inattesa ai più (24 punti, ha attaccato ben 53 palloni sui 143 di squadra e ne ha ricevuti anche 42 su 92, segno che pur puntato dalla battuta di Taranto non ha perso molto di lucidità sottorete). In più il libero, Bonami (64% di ricezione positiva e 56% di perfetta su 32 palloni ricevuti) ha offerto una buonissima prestazione. Squadra giovane con un opposto (Jensen) che gioca intermittenza pur attaccando meno palloni dello schiacciatore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *