I libri non letti sono quelli che non potranno mai arricchirci, aiutarci, guidarci. L’esigenza della lettura è un piacere che si coltiva fin da piccoli. E non passa mai. Anzi. Cresce, proporzionalmente, al calare delle diottrie e alla consapevolezza di non “sapere” mai abbastanza. Più libri si leggono, più ci si accorge di quanti non ne abbiamo letti.
La lettura ha il potere del viaggio e della memoria. Culla, rasserena, protegge. Leggere è anche impegno, fatica, abnegazione. La lettura, nonostante questo, resta un piacere accessibile. E nel corso dell’ultimo anno, nel nostro paese, si sono registrati significativi, e attesi, cambiamenti.
Un primo risultato importante si era già intravisto in primavera, in occasione della giornata internazionale del libro in cui l’Istat ha pubblicato i risultati del primo censimento delle biblioteche italiane. Poi sono arrivati gli aggiornamenti al 2020 dei dati sui lettori di libri. Dati che sostanzialmente aumentano un po’. Le persone di almeno sei anni che in Italia leggono almeno un libro all’anno per motivi diversi dallo studio o dalla professione nel 2020 sono il 41,4 per cento, l’anno prima erano il 40. L’aumento ha riguardato principalmente le donne fra i 25 e i 34 anni (4,7 punti percentuali in più).
Un trend in crescita, se si considera che dal 2013 al 2019 c’era stato un progressivo calo che aveva interessato anche i cosiddetti “lettori forti”, cioè quelli che leggono almeno 12 libri in un anno. Un segno più che tocca anche i giovani che nel 2020 si sono comportati addirittura meglio degli adulti. Infatti, in quest’anno nella fascia d’età fra i 6 e i 24 anni, i lettori sono il 53,7 per cento e in leggera crescita rispetto al precedente.
Non cambia invece l’identikit del lettore-tipo, che resta lo stesso. La consuetudine alla lettura per quanto riguarda gli adulti è influenzata dal titolo di studio e dal tipo di occupazione, soprattutto nel caso dei lettori forti. Nei giovani, la discriminante è l’età. Sono state rilevate infatti percentuali più alte di lettori fra le ragazze fino ai 24 anni e fra i ragazzi fra gli 11 e i 14 anni.
Ciò che sembra aver favorito quest’incremento è stato l’incontro del libro col mondo dell’e-commerce. E se si pensa che ben un milione di lettori italiani negli ultimi dodici mesi ne ha acquistato almeno uno attraverso i siti delle case editrici, possiamo farci un’idea.
Un fenomeno che si spiega con la maggiore familiarità che gli italiani hanno acquisito nei mesi di pandemia rispetto all’e-commerce. Sono 2,7 milioni le persone che hanno iniziato ad acquistare in rete e che prima non lo facevano, vuol dire l’11 per cento dei lettori (Dati dell’Associazione italiana editori riferiti a settembre 2021).
Oggi, più della metà dei lettori complessivi ha familiarità con gli acquisti in rete e ne ha fatto almeno uno negli ultimi dodici mesi. Un bel cambio di passo.
Una cosa va detta però a vantaggio dell’opposizione solita che si incontra quando per giustificare una scarsa predisposizione alla lettura ci si sente rispondere: “I libri costano troppo”. Argomentazione peraltro non del tutto impropria. Se non fosse che i libri non si trovano soltanto in libreria.
Le biblioteche sono una realtà abbastanza diffusa nel nostro Paese, sia pur con delle differenze. Comunali, private, universitarie, cattoliche, condominiali, scolastiche, interculturali, solidali. Non esiste città italiana nella quale non si possa prendere un libro in prestito. Le avete viste, per esempio, quelle casettine, poste nelle piccole piazze, colorate e realizzate con materiali di recupero? A Taranto ce n’è una nei giardini di via Lucania, lo cura un ragazzo immigrato che si occupa di aggiornare i libri. Qui ciascuno può liberamente prendere (senza pagare) o lasciare dei libri e sono diffuse in tutta Italia da diversi anni.
Il limite è nella mancanza di possesso dell’oggetto-libro. Fattore importante considerato che la crescita editoriale della quale stiamo parlando è legata essenzialmente al mondo del fumetto che ha fatto registrare un vero boom. Alla fiera “Più libri, più liberi”, come confermato da Daniele Giordano editore di Minimum Fax: “In fiera hanno acquistato moltissimi ventenni. Il lockdown e le battaglie sul bene comune e sul clima hanno generato l’urgenza di capire cosa capita. Oggi i ragazzi pensano che anche le macro questioni li riguardano e cercano l’autorevolezza nei libri”.
Se la lettura è viaggio, superamento di confini, memoria, i dati che abbiamo analizzato ci dicono che forse stiamo assistendo al ritorno del libro come oggetto sociale, come mezzo per creare relazioni, per fronteggiare meglio quel digiuno mentale del 60 per cento della popolazione italiana che dichiara, ancora, di non leggere nemmeno un libro nel corso di un intero (e immaginiamo lungo e noioso) anno.