Nell’immaginario collettivo degli appassionati di musica adolescenti degli anni ottanta il “Live Aid” occupa un posto speciale. E’ stato il concerto dei sogni, capace di riunire il 13 luglio 1985, in nome di una causa nobile (raccogliere fondi per la carestia in Etiopia), tra il Wembley Stadium di Londra ed il John F.Kennedy Stadium di Filadelfia, una sequela ininterrotta di star internazionali della musica dai Queen, gli U2, David Bowie, Sting, Phil Collins, Bob Dylan, Dire Straits, Paul Mc Cartney,  Mick Jagger e Tina Turner sino ad una giovanissima Madonna o ai lanciatissimi Duran Duran.

Si trattò del più grande collegamento via satellite e della più grande trasmissione televisiva di tutti i tempi. Si stima infatti che quasi due miliardi di telespettatori in 150 paesi abbiano assistito alla trasmissione in diretta.

L’evento fu preceduto da un singolo, “Do They Know It’s Christmas”, uscito nel periodo natalizio del 1984 (precisamente il 3 dicembre), una sorta di inno continentale contro la fame del mondo delle all star della musica inglese degli anni ottanta, coordinate dall’ideatore del progetto benefico, Bob Geldof.

https://www.youtube.com/watch?v=j3fSknbR7Y4

Proprio in questi giorni è uscito un libro, scritto da Giorgio Guarnieri e Mirco Delle Cese, dal titolo “Live Aid – The Endless Dream “ – edizioni Retrottanta.

Un racconto che si fa leggere tutto d’un fiato e nel quale ci si può immedesimare con gli stessi occhi di un adolescente di allora, come lo erano gli stessi Guarnieri e Delle Cese, i quali ci fanno rivivere un evento che fu aspettato, vissuto e consumato con grande trasporto emotivo.

Le parole entusiaste ed entusiasmanti di due ragazzi degli anni ottanta vi guideranno e vi faranno immergere nell’atmosfera di un concerto che cambiò per sempre la storia della musica rock.  Il tutto condito da immagini, aneddoti ed interviste esclusive ad alcuni dei protagonisti che salirono sul memorabile palco di Wembley e Filadelfia (Bob Geldof e Tony Hadley, tra gli altri).

Ve ne spoileriamo uno dei tanti: Freddie Mercury, autentico mattatore del Wembley Stadium, che si avvicina a Bono per rincuorarlo, dopo che il cantante degli U2 non aveva potuto cantare la hit “Pride” per ragioni di scaletta (si era attardato in una lunga versione di “Bad”, conclusa con un salto tra il pubblico e un ballo guancia a guancia con una fortunata fan) e gli sussurra abbracciandolo: “Amico mio, non abbatterti! Sei stato magnifico, da oggi il mondo sarà ai tuoi piedi. Vedrai”.

La prefazione è affidata ad un giornalista musicale, Stefano Mannucci (Radio Rai, Radiofreccia, Il Tempo, Il Fatto Quotidiano) in arte Doctor Mann, realmente presente a Londra in quel caldo pomeriggio di metà luglio del 1985.

Parte del ricavato del libro, in vendita su e bay al seguente link https://www.ebay.it/itm/154746950393?fbclid=IwAR3eNO5U4SquV1Fh6xOLQ6Waa23skuc9R_OZQx6vM8zmLIRP9bncTEzVAoo#shpCntId , andrà in beneficienza alla “The Band Aid Charitable Trust”, la quale sostiene progetti per migliorare la vita delle persone in Etiopia e nei dintorni.

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