Sul sito del ministero dell’Ambiente dedicato alle bonifiche è stato caricato il download e la consultazione il rapporto periodico, aggiornato a giugno 2021, sull’avanzamento procedurale delle bonifica delle aree comprese all’interno dei 42 SIN (Siti di Interesse Nazionale) attualmente perimetrati. Nel documento, redatto a cura della ex Direzione Generale Risanamento Ambientale del MiTE, Autorità Competente nei procedimenti di bonifica nei Siti di Interesse Nazionale, sono riportati ed aggiornati alla data di pubblicazione sia i principali indicatori quantitativi di avanzamento, in forma tabellare, sia le rappresentazioni grafiche di sintesi dell’avanzamento procedurale, per ciascun SIN e ciascuna matrice ambientale.

(leggi qui tutti gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche)

Il problema è che i dati contenuti nel documento per quanto riguarda Taranto (dichiarato SIN con la legge 426/98, D.M. 10/01/2000), sono gli stessi che erano presenti nel testo aggiornato al 31 dicembre 2017.

Il SIN di Taranto ha una perimetrazione di 4383 ettari. Secondo il rapporto 2021 del ministero dell’Ambiente, sono state caratterizzate il 46% di aree a terra rispetto alla superficie del SIN;  l’8% di aree a terra con progetto messa in sicurezza/bonifica presentato rispetto alla superficie del SIN, l’8% di aree con progetto di messa in sicurezza/bonifica approvato con decreto rispetto alla superficie del SIN e l’8% di aree con procedimento concluso (rispetto a superficie SIN, concentrazioni < CSC o CSR.).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/01/28/2-bonifiche-taranto-andamento-lentissimo-ministero-dellambiente-ancora-all8-lavori-svolti/)

Ma francamente risulta difficile pensare che negli ultimi quattro anni la situazione sia rimasta la stessa, visto quanto abbiamo documentato in questi anni. Forse sarebbe il caso di effettuare un nuovo monitoraggio affinché i tarantini possano avere maggiore consapevolezza

Piuttosto preoccupa il fatto che a tutt’oggi non ci sono notizie in merito a chi sarà il commissario per le bonifiche peri prossimi tre anni come previsto dall’ultimo decreto. Giova infatti ricordare che l’incarico del prefetto Demetrio Martino è scaduto lo scorso 2 ottobre, oltre ad essere terminato il regime di prorogatio di 45 giorni lo scorso 17 novembre.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/29/bonifiche-taranto-ecco-il-testo-dellultimo-decreto/)

Prefetto che lo scorso 15 novembre è stato audito in via informale dalla V commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati. Durante la breve audizione, oltre a delineare per grandi linee la situazione dei vari lavori e progetti, il prefetto ha dichiarato che dovrebbe essere autorizzato quanto prima “il potenziamento struttura commissariale pari a 6 unità, 5 non dirigenziali e una dirigenziale“. Oltre ad ufficializzare di aver deciso di “sospendere e bloccare la gara“ del Partenariato per l’innovazione, prevista dal bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica.

La situazione è tutt’altro che delle migliori dunque. Perché come scriviamo da sempre, la vera partita, la vera gallina dalle uova d’oro è rappresentata proprio dalla doppia partita che si gioca sulle bonifiche e sul Cis Taranto. In particolare le bonifiche non possono essere lasciate in mano alla politica. O ad una gestione commissariale che manca delle imprescindibili competenze. Pertanto ci auguriamo che la scelta del nuovo commissario (dopo la maldestra e sciagurata defenestrazione della dott.ssa Corbelli nel luglio 2020) ricada su un profilo di altissimo livello che possa portare a termine i tanti progetti ancora in essere e soprattutto riportare il Mar Piccolo di Taranto allo splendore che gli compete.

Noi saremo qui a vigilare. Ed a informarvi. Ad maiora.

(leggi il nostro ultimo articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/12/09/bonifica-mar-piccolo-e-tutto-da-rifare/)

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