Tre punti contro una diretta concorrente (Verona) ed un balzo in classifica che porta al nono posto, addirittura a -2 dai play-off (Padova ottavo i rossoblù lo incontreranno il prossimo 30 gennaio non prima di aver disputato due scontri diretti per la permanenza contro Cisterna e Ravenna), ma soprattutto a +6 su Vibo Valentia che occupa il penultimo posto in classifica.
Non poteva chiedere di meglio la Gioiella Prisma Taranto dal match valido per il quinto turno del girone di ritorno, anzi, sotto gli occhi del CT della nazionale De Giorgi, trova nuova linfa dai suoi ventenni Gironi e Stefani schierati, a sorpresa, da coach Di Pinto nello starting six titolare e protagonisti del match.
Queste le pagelle del match con Verona Volley:
FALASCHI 7,5: governo assoluto del match da parte sua. Ispira e tiene tutti in caldo e sprigiona, come di rado accaduto in passato, i centrali, i quali ricambiano con percentuali altissime di efficienza in attacco. Per lui anche tre punti (uno in battuta, uno a muro e uno in attacco).
STEFANI 7,5: 13 punti (9 su 15 in attacco, 60% di efficienza) di cui 4 a muro. Errori in battuta 3, muri subìti 2. Nessuna paura per questo esordio casalingo da titolare (in precedenza aveva giocato sin dalla prima battuta a Ravenna e Modena). Tranquillità e sicurezza in tutti i fondamentali che denotano tutte le sue qualità di opposto del futuro. Mette la cera lacca sul finale di tutti i set.
ALLETTI 7: 10 punti (5 su 8 in attacco dove chiude con il 62%) di cui 5 a muro. Errori in battuta 1, errori in attacco 1. Entra prepotentemente nel match specie nel terzo set quando, nella prima metà, piazza quattro muri in faccia agli schiacciatori veronesi che finiscono presto nella buca.
DI MARTINO 7,5: 10 punti (8 su 10 in attacco, 80% di efficienza) di cui 2 a muro. Errori in attacco 1. In battuta non commette errori per la seconda volta consecutiva, segnale di un buonissimo stato di forma psico-fisico. Prestazione maiuscola specie in attacco dove sino ad oltre la metà del secondo set ha mantenuto il 100% di efficienza (6 su 6).
JOAO RAFAEL 7: 10 punti (10 su 17 in attacco con percentuale di efficienza del 59%), Errori in battuta 2. Ricezione positiva 63% (53% la perfetta) su 19 palloni ricevuti. Ace subìti: 2. Conferma di essere il collante dell’intero sistema di gioco della squadra. Se lui sta bene la squadra ne giova in maniera evidente.
GIRONI 7: 14 punti (10 su 17 in attacco, chiude con il 59%) di cui 2 a muro e 2 in battuta. Errori al servizio 5, Muri subìti 1, Errori in attacco 1. Ricezione positiva 36% (21% la perfetta) su 14 palloni ricevuti. Ace subìti: 2. Parte in difficoltà (29% in attacco, 20% di ricezione perfetta) ma trova fiducia con il passare degli scambi (ha bisogno di continuità) e diventa determinante nella vittoria del secondo set con due ace (uno sul 12-13 ed uno sul 20-20) e 5 attacchi vincenti (71% di efficienza).
LAURENZANO 7-: il suo scout recita un 69% di ricezione positiva e 31% di perfetta su 13 palloni ricevuti. Sotto gli occhi del suo mentore attuale (il CT dell’under 19 Fanizza) e di quello, glielo auguriamo, del futuro (il CT della nazionale senior De Giorgi), offre una prestazione attenta e concentrata sebbene, come tutta la linea di ricezione di squadra, abbia trascorso cinque minuti di apnea sul finire del secondo set (quattro ace di Verona che portano dal 21-17 al 22-22).
DOSANJH, POCHINI S.V.
DI PINTO 7: sorprende tutti lasciando in panchina Randazzo e Sabbi (croce e delizia sinora della stagione rossoblù) per rischiare, in un match tra i più delicati della stagione, la linea verde costituita da Gironi (classe 2000) e Stefani (classe 2001) più il titolare da tempo Laurenzano (classe 2003). Il CT De Giorgi, sugli spalti, approva…Ci vuole un bel coraggio! C’era anche voglia di mettere in scacco il rude collega dall’altra parte del campo (occhi di ghiaccio Stoytchev) che, come nella gara di andata, ha affrontato la partita con grande spirito agonistico non lesinando battibecchi a distanza. Il “vecchio” mago di Turi con il tempo semina i suoi avversari e ammansisce i suoi critici…
VERONA 5: squadra apparsa troppo Mozic dipendente. Il giovane talento sloveno (classe 2002) randella sino al secondo set, poi scompare. Per il resto il team scaligero appare leggero in attacco (l’alternanza degli opposti e dei martelli non giova tantissimo), floscio a muro ed in difficoltà in ricezione nonostante un libero di buonissimo livello (Bonami). L’attenuante c’è, ossia non giocava (causa Covid) una partita dalla scorso 29 dicembre, ma il suo rude coach Stoytchev non la cita assolutamente come alibi nelle dichiarazioni post gara.
ZIO’S BOYS 8: dalle ceneri del Boys Group e dell’Armata Jonica è sorto questo gruppetto di accaniti sostenitori rossoblù grazie ad uno storico anello di congiunzione (lo Zio, “ultras” del volley sin dal 1998). Pochi, buoni ed in grado, però, di scaldare un PalaMazzola altrimenti semi deserto e freddo. Sostegno incessante, trascinante ed in grado di stimolare dagli spalti la buonissima prestazione della squadra.
OSSERVAZIONI DIETRO LE QUINTE: un presidente gongolante nel post – gara che torna ad “illuminarci” con le sue proverbiali citazioni latine (“animus pugnandi” nella fattispecie), grazie ad un successo netto che regala un sorriso ad un club che sta sostenendo uno sforzo economico pesante in una stagione sportiva che doveva essere, per tutti, quella del rilancio, e che, invece, “regala” incertezze su incertezze (tanti costi, pochi ricavi, nessun ristoro governativo).
Un gruppo di giocatori unito. Tutti, compreso gli esclusi dal sestetto titolare (Sabbi e Randazzo) che, dopo la doccia si sono ritrovati a chiacchierare serenamente ai bordi del campo di gioco, con mogli, compagne e prole al seguito. La vittoria è sempre la medicina giusta…