E’ arrivata la risposta dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in merito al parere richiesto dal ministero della Salute su sollecitazioni del MiTE (ministero della Transizione Ecologica) sulla metodologia utilizzata da ASL Taranto, ARPA Puglia e AReSS Puglia, nella stesura della Valutazione del Danno Sanitario (VDS) all’interno del procedimento di richiesta di Riesame AIA per il sito siderurgico ex Ilva di Taranto.

Un parere atteso come abbiamo riportato nell’articolo di ieri che trovate al link qui sotto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/01/25/danno-sanitario-si-attende-ministero-salute3/)

Nel parere dell’ISS viene ricorda che “il Rapporto VDS  trasmesso rappresenta un aggiornamento della valutazione già prodotta il 30/12/2019, in quanto riporta anche le valutazioni degli impatti dovuti agli  inquinanti Mercurio da parte emissioni puntuali e diffuse, Rame sempre da emissioni puntuali e diffuse, Naftalene da emissioni solo diffuse, e da PM2,5 e PM10 di origine primaria la emissioni puntuali e diffuse. Questi dati infatti erano stati richiesti con nota del 30/12/2019 dagli Enti estensori del rapporto, evidenziando come la relazione del 2019 era da considerare preliminare proprio per l’assenza dei dati degli inquinanti successivamente comunicati. L’Istituto ha valutato, come richiesto dal Ministero, la metodologia utilizzata nello sviluppo della VDS, riferendosi alle richieste e sollecitazioni sollevate dal MITE e prestando particolare attenzione alla possibile criticità sanitaria/epidemiologica in relazione alle emissioni di polveri fini […) con particolare riferimento alle valutazioni epidemiologiche relative alle emissioni di PM10 e PM2.5″.

Viene inoltre evidenziato come la VDS sia stata redatta secondo la procedura indicata nella legge regionale n.21/2012 della Regione Puglia, e l’aggiornamento rispetto al documento del dicembre 2019 riguarda solo le valutazioni con approccio tossicologico per il naftalene ed ilmercurio, mentre per il particolato PM2,5 e PM10 l’impatto sanitario è stato effettuato con l’approccio epidemiologico dell ‘Health lmpact Assessment’ (valutazione sull’impatto della salute), secondo le indicazioni dello studio VIlAS (valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario).

A tale proposito si vuole ricordare che l’ISS, su richiesta del Ministero della Salute (MdS), ha revisionato la procedura di VDS, producendo un aggiornamento dei “Criteri Metodologici utili per la Redazione del Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario“, recependo anche indicazioni e commenti da colleghi attivi sul territorio tra cui I’AReSS, che è stato trasmesso al Ministero stesso a giugno 2019. Tale aggiornamento e stato approvato dal Consiglio Superiore della Sanità nella seduta del 9 luglio 2019, a seguito del decreto congiunto di approvazione del ministero della Salute e dell’allora Ministero dell’Ambiente.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/12/la-politica-ascolti-la-scienza-e-segua-la-ragione/)

Il parere dell’istituto Superiore di Sanità

In merito alla stima dell’impatto sanitario con approccio epidemiologico, nel parere dell’ISS si legge che “la metodologia adottata nel Rapporto VDS per la valutazione dell’impatto sanitario dell’esposizione a particolato atmosferico fa riferimento ad un consolidato approccio valutativo utilizzato, tra gli altri, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la stima del numero di casi attribuibili all’esposizione ad inquinanti atmosferici e in applicazioni relative alla valutazione di impatto sanitario da inquinanti prodotti da impianti industriali (ISPRA, Linee guida per la valutazione integrata di impatto ambientai.è e sanitario (VIIAS) nelle procedure di autorizzazione ambientale (VAS, VIA, AIA), come anche riportato nelle attuali Linee guida per la valutazione di impatto sanitario (DL.vo 104/2017- Rapporti ISTISAN 19/9). Tale approccio utilizza le funzioni concentrazione-risposta (FCR) attualmente maggiormente affidabili (Chen et al., 2020) adottate anche nell’ultimo aggiornamento delle Air Quality Guidelines dell’OMS”.

L’approccio valutativo, prosegue nel suo parere l’ISS, “si concentra, correttamente, sulle cause/gruppi di cause di morte per le quali è maggiore il grado di evidenza scientifica a sostegno della relazione causale tra esposizione a particolato atmosferico ed effetti sulla salute umana”.

Le analisi di sensibilità effettuate “evidenziano la robustezza dei risultati ottenuti. In particolare le stime di impatto non si modificano in modo sostanziale applicando alle PWE (population weighed exposure – esposizione ponderata per la popolazione) stimate in relazione allo scenario emissivo in studio i coefficienti derivati dallo studio di coorte residenziale nell’area di Taranto, Statte e Massafra pubblicato nel 2016 e quelli adottati nello studio VIIAS condotto nel 2019 (Galise I. et al., Epidemio1Prev2019), e coefficienti di altre precedenti valutazioni”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/02/08/valutazione-danno-sanitario-ecco-i-nuovi-dati/)

Per quanto riguarda i criteri di accettabilità del rischio stimato con l’approccio HIA attraverso la stima dell’Incrementai Lifètime Cumulative Risk – ILCR (par. 5.2.6 del Rappo110), “si ritiene che la metodologia e le assunzioni fatte siano condivisibili. In particolare la relazione algebrica tra UR tossicologico (stima del rischio) e RR (rischio relativo) epidemiologico rende possibile, per il tumore del polmone, confrontare gli ILCR (rischio di cancro a vita incrementale) con i criteri di accettabilità del rischio tossicologico proposti dall’US-EPA”.

In conclusione, “la metodologia adottata per la valutazione di impatto sanitario con approccio epidemiologico appare adeguata e quindi affidabili i risultali conseguiti. Le stesse considerazioni valgono per la stima dei valori soglia di PWE al di sotto dei quali si determina un impatto sanitario in termini di ILCR inferiore alla soglia di accettabilità. Si sottolinea, tuttavia, che ai fini di gestione del rischio sanitario (Cap·7 del Rapporto), i risultati conseguiti debbano essere corredati da tutti gli elementi di incertezza che accompagnano le stime eseguite nelle diverse fasi dell’assessment (dai profili di emissione, ai modelli di diffusione, alla stima della esposizione, ai parametri epidemiologici e alle stime di decessi attribuibili). In considerazione di quanto sopra, si ritiene che la verifica di fattibilità, le modalità e i tempi attraverso i quali realizzare le opere di riduzione delle emissioni debbano necessariamente essere definite da tavoli tecnici mu!tisettoriali e inter-istituzionali sotto la guida dei Ministeri competenti. Si segnala per completezza che la fruibilità del rapporto beneficerebbe di una descrizione più dettagliata della procedura di calcolo della population weighed exposure (PWE) a partire dai modelli di ricaduta delle concentrazioni medie annuali di particolato; sempre per motivi di maggiore fruibilità e riproducibilità dei risultati ottenuti sarebbe utile riportare nel testo anche i tassi di mortalità di background (2015-2017) per le cause di mortalità analizzate nella valutazione“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/12/15/tumori-infantili-taranto-quasi-in-linea/)

Le nostre conclusioni

Dunque un parere, quello dell’ISS, sostanzialmente positivo, anche se nelle sette pagina di cui è composto, non mancano i consigli e i suggerimenti per redigere una valutazione del danno sanitario ancora più completa. Detto ciò, lascia francamente profondamente perplessi il fatto che il su citato parere porti la firma del Direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS, dott. Marco Marcuzzi, è stato il coordinatore del Rapporto OMS su Taranto commissionato dalla Regione Puglia. Siamo quanto meno di fronte ad un atto inopportuno. Che potrebbe diventare una carta in mano dell’azienda Acciaierie d’Italia e francamente non se ne sentiva affatto il bisogno.

Detto questo ricordiamo che è attualmente in corso l’aggiornamento della VDS relativo allo scenario di una produzione di 8 milioni di tonnellate annue di acciaio prevista al completamento degli interventi (post-operam) elencati del Piano Ambientale del DPCM del settembre 2017.

E che è ancora pendente al Tar Puglia il ricorso di ArcelorMittal Italia, oggi Acciaierie d’Italia, per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 maggio a seguito dell’istanza del Sindaco di Taranto con la quale chiedeva di avviare il riesame dell’AIA sulla base dei rapporti di valutazione del danno sanitario elaborati da ARPA Puglia e Asl Taranto, a seguito della quale ha “disposto il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (per lo stabilimento siderurgico di Taranto) di cui al Dpcm del 29 settembre 2017, al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie”.

Di fatto, quindi, il riesame potrebbe anche non avvenire, anche a fronte del fatto che la Valutazione del Danno Sanitario è stata effettuata ante operam, con il Piano Ambientale che dovrà essere attuato entro il 30 giugno 2023. E con la possibilità che, a fronte di un nuovo piano industriale che preveda l’innesto nel ciclo produttivo dei forni elettrici, servirà una nuova valutazione su un piano ambientale nuovo. Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/01/15/222salute-e-ambiente-dalloms-uno-studio-utile/)

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