Dal 1° febbraio cambieranno alcune sostanziali regole. Per chi si è vaccinato e per chi non lo ha fatto, per chi possiede il green pass e anche per chi non lo possiede. Per chi sceglie ancora di non vaccinarsi le nuove introduzioni normative compromettono in modo più stringente la vita sociale. Vediamo i punti essenziali.
La durata del green pass vaccinale e del green pass da guarigione post vaccinazione sarà ridotta da nove a sei mesi. Un ulteriore taglio dopo che il 15 dicembre 2021 il pass era stato ridotto da 12 a nove mesi. Chi invece ha completato il ciclo primario al termine dell’estate e non ha ancora ricevuto la terza dose, dalla prossima settimana potrebbe trovarsi privo del Pass, trovandosi impossibilitato a compiere moltissime attività.
Il green pass rafforzato si ottiene con la vaccinazione o guarigione, il Green pass booster viene rilasciato dopo la somministrazione della terza dose. Coloro che non hanno ancora fatto la dose di richiamo potranno utilizzare il Green pass rafforzato ma unitamente dovranno presentare un documento attestante l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare eseguito nelle 48 ore precedenti. Al momento il green pass booster è necessario solo per l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie e ospedaliere..
Per continuare la didattica in presenza, quando ci sono due casi di positività nelle scuole di I e II grado, e per la riammissione in classe, negli altri casi, degli alunni in autosorveglianza non sarà più necessario il tampone ma la sola verifica della Certificazione verde tramite l’App già in possesso del personale scolastico. L’ultimo decreto ha introdotto i tamponi antigenici rapidi gratuiti per gli studenti delle scuole primarie per il tracciamento dei contatti, oltre che nelle Aziende sanitarie territoriali, anche in farmacia o in strutture convenzionate. E agli studenti in autosorveglianza che possono frequentare le aule in presenza verranno fornite, sempre gratuitamente, le mascherine Ffp2.
Dal primo febbraio cambiano le regole per accedere alle attività commerciali, e si potrà andare solo in pochi posti senza certificazione. Nei mercati, nelle edicole e nei fiorai all’aperto, nei chioschi ambulanti, dai benzinai sarà permesso acquistare senza necessità di esibire la certificazione verde. Questo perché i rischi di contagio, all’aria aperta, sono inferiori. Nei supermercati, nei negozi di animali, ma anche nelle farmacie e parafarmacie, nei negozi di ottica libero accesso, anche senza green pass, per comprare quelli che rientrano nei beni di prima necessità. Libero accesso anche nelle caserme per sporgere denuncia se si è vittime di un reato. Green pass in edicole e tabaccai, per accedere ai quali, se al chiuso, sarà necessario il green pass.
Dal 1 febbraio al 15 marzo chi arriva da uno Stato dell’Unione Europea non dovrà effettuare il tampone. La regola di imporre un test antigenico (valido 48 ore) oppure molecolare (valido 72 ore) associato al green pass per chi arrivava dall’estero — compresa l’Unione Europea — era stata introdotta prima delle vacanze di Natale, quando la morsa del Covid-19 aveva fatto esplodere i contagi. Una scelta che aveva provocato uno scontro con Bruxelles ma il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva difesa sostenendo come fosse “necessaria una precauzione in più per salvaguardare la situazione epidemiologica, migliore rispetto ad altri Paesi vicini”.