Riceviamo e pubblichiamo l’invito del nostro collaboratore, Emanuele Spataro, a diffondere un questionario online sulle comunità resilienti della città di Taranto. Il disegno di ricerca del dottorando Spataro rientra nel XXXV Ciclo di Dottorato in “Scienze delle relazioni umane” dell’Università degli Studi di Bari e riguarda la cittadinanza attiva, ovvero il mondo dell’associazionismo no profit e del volontariato della comunità ionica. Al questionario possono partecipare, pertanto, sia i responsabili che gli associati ed i volontari di qualsivoglia associazione ambientalista, cattolica, culturale, sociale o di promozione sociale del territorio nonché le associazioni onlus che fanno volontariato ed assistenza, anche sanitaria, in situazioni di marginalità.

Il link per visionare e compilare il questionario online è il seguente:

https://docs.google.com/forms/d/1S_eF77N1y2IPJLTSWYxkPLfgu2jyPVLte6kxd37SfnI/edit

La sua compilazione richiede solo un minuto in quanto [ costituito da domande a risposta chiusa. Di seguito un breve abstract che inquadra sinteticamente il disegno di ricerca e le sue finalità.

Taranto città resiliente? La sfida post-industriale alla monocultura dell’acciaio

La comunità ionica stenta a riprendersi dalla fase di shock avviatasi nel 2012, a seguito del sequestro degli impianti produttivi inquinanti dell’ex Ilva di Taranto, a dimostrazione che la città andrebbe recuperata, oltre che dal punto di vista ambientale e sanitario, anche sotto l’aspetto socio-psicologico, attraverso percorsi educativi che facciano leva sulle strategie di coping per affrontare quelli che risultano essere disturbi post-traumatici da stress su vasta scala. Una città che, oltre a perdere fiducia in sé stessa, ha perso gradualmente fiducia nello Stato (pur ospitando  da sempre una notevole presenza di dipendenti pubblici e di personale delle forze armate)  e stenta ancora a trovare una “ exit strategy” che possa emanciparla dalla monocoltura dell’acciaio. Con il presente studio si vogliono approfondire le dinamiche resilienti che hanno preso piede nel contesto ionico e le conseguenti strategie di coping che la cittadinanza attiva ha posto in essere per traguardare il proprio futuro nell’ottica di una città innovativa e resiliente.  La ricerca si fonda su una interrogazione quantitativa, da realizzarsi  attraverso questionari somministrati alla popolazione (si analizzerà la letteratura scientifica, sondando i precedenti studi in materia di resilienza (Friborg, Connor-Davidson e Godschalk) e su una successiva analisi in profondità delle dinamiche interne al contesto associativo. Lo studio mira a realizzare un modello socio-educativo e proposte di rigenerazione urbana del territorio ionico.

In allegato la lettera di adesione, a firma del docente guida della Ricerca, il Coordinatore del Dottorato in Scienze delle Relazioni Umane dell’Università degli Studi di Bari, Andrea Bosco, inoltrata alle associazioni ambientaliste che, nel recente passato, hanno collaborato con una precedente ricerca coordinata dal prof. Antonio Panico dell’Università Lumsa di Taranto.

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