Inizia a definirsi il quadro delle candidature per le imminenti elezioni amministrative. Alla carica di Sindaco aspirano ufficialmente già tre pretendenti: all’ex-primo cittadino Rinaldo Melucci, ricandidato dalla coalizione di centrosinistra nell’istante stesso in cui è arrivato lo scioglimento del Consiglio Comunale, si era subito aggiunto il giornalista Luigi Abbate con una propria lista, “Taranto senza I.L.V.A.”; ai due si è unito un paio di giorni fa il presidente del CTP, Egidio Albanese, anch’egli con una propria lista, il neonato movimento politico “La voce di Taranto”. Il puzzle delle candidature, però, è tutt’altro che completo. Analizziamolo in dettaglio.

Centrosinistra o fronte progressista?

Rinaldo Melucci

Il centrosinistra è apparso sin da subito la coalizione con le idee più chiare (leggi in proposito l’editoriale del direttore Marcello Di Noi del 23 gennaio); la ricandidatura di Rinaldo Melucci non è mai stata messa in discussione («Non si è mai parlato di primarie» ci ha dichiarato Michele De Martino). Tuttavia, anche nel più compatto dei campi non tutto è ancora chiaro. Il più grosso tassello mancante è il MoVimento 5 Stelle. I motivi per cui il dialogo potrebbe andare avanti sono molteplici. In particolare, la presenza di Mario Turco quale figura di riferimento dei pentastellati ionici fa pendere la bilancia verso l’alleanza. Il senatore tarantino, infatti, oltre ad essere stato esponente di spicco del governo giallo-rosso (che ha dato il “la” a quello che ora Conte e Letta definiscono il “fronte progressista”) è anche fra i più stretti collaboratori di Conte, che di quell’alleanza è l’ispiratore a livello nazionale. Il dialogo va avanti da molto tempo ma ancora non è stata sciolta la riserva. Di certo non ha aiutato la sospensione degli organi direttivi nazionali del MoVimento (incluso il ruolo di vicepresidente attribuito proprio al senatore Turco), ma è verosimile che a brevissimo i pentastellati annuncino ufficialmente se intendono appoggiare la ricandidatura di Melucci oppure se decideranno di correre da soli. Nella seconda eventualità, a Melucci rimarrebbe solo il sostegno del centrosinistra classico (fresco l’appoggio di Sinistra Italiana).

Centrodestra ancora in bilico

Egidio Albanese

Il centrodestra appare, in questa partita, come l’eterno indeciso. Numerosi i nomi circolati in queste settimane. Il più quotato è il già citato Egidio Albanese, il cui profilo è da diverse settimane sul tavolo dei leader. La presentazione di un’associazione politico-culturale avrebbe potuto rappresentare la prova generale della sua investitura. Investitura che, però, ha tardato ad arrivare. A questo punto, Albanese ha preferito fare da sé e “La voce di Taranto” si è ufficialmente trasformata in un movimento politico (leggi qui). Il centrodestra, del resto, non ha ancora sciolto il dilemma fondamentale: andare da soli o costruire una candidatura unitaria con i membri del Patto per Taranto? Il dubbio potrebbe essere risolto domani, quando (come riportato da Lo Jonio) esponenti del centrodestra e del Patto si riuniranno a Roma per decidere. Intanto sono stati sguinzagliati i sondaggisti, che stanno valutando la potenziale consistenza di vari nomi: l’avvocato Francesco Tacente, il direttore del dipartimento di prevenzione dell’ASL Taranto Michele Conversano, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti e il consigliere regionale Massimiliano Stellato (con le rispettive chance di trionfo in caso di un ballottaggio con l’ex-sindaco Melucci).

Il Patto per Taranto con un nome in tasca

Giovanni Gugliotti

Proprio Gugliotti e Stellato (leggi qui e qui le rispettive interviste) sono da lungo tempo individuati come le figure più rappresentative (assieme a Walter Musillo) del Patto per Taranto. Le origini dei suoi esponenti sono, come noto, estremamente variegate, per cui la scelta del candidato sindaco finirà inevitabilmente per “caratterizzare” la coloritura politica dell’intera coalizione nell’immaginario degli elettori.

Come spesso è accaduto in questi mesi, a bruciare le tappe è stato Stellato, che ha annunciato che al tavolo di domani proporrà il nome di Francesco D’Errico. Consigliere dell’Ordine degli Avvocati, è soprattutto l’attuale presidente di Kyma Servizi (ex Infrataras). Una figura, dunque, in almeno parziale continuità con la precedente amministrazione comunale.

Tuttavia, non è detto che, qualora non raccogliesse i consensi dell’intera coalizione allargata, questo sarebbe anche il nome di un’eventuale corsa solitaria del Patto, staccato dal centrodestra.

Gli altri

Massimo Battista

Non bisogna dimenticare, poi, la presenza di varie altre formazioni e personalità che a vario titolo prenderanno parte alla consultazione. Oltre al già citato Abbate, nel “campo ambientalista” (definizione di comodo, quanto mai imprecisa) manca ancora il nome del candidato sindaco di “Una città per cambiare”, movimento fondato da Massimo Battista e Rita Corvace dopo la loro uscita dal MoVimento 5 Stelle (leggi qui la nostra intervista a Battista). Ancora da collocare, poi, il battitore libero Gianni Liviano, che si era dichiarato disponibile ad unirsi alla maxi-coalizione Patto-centrodestra solo se guidata da una personalità terza di alto profilo istituzionale (leggi qui la nostra intervista). Di sicuro l’ex-consigliere regionale e comunale sarà della partita. In quale schieramento non è ancora chiaro. Non è totalmente da escludere, però, una corsa solitaria.

I giorni che ci attendono potrebbero essere quelli decisivi. In città già compaiono i primi manifesti…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *