La superficie di Taranto si estende per circa 250 km2, i suoi quartieri sono morfologicamente decentrati dal borgo umbertino e talvolta questa distanza non è solo fisica. Abbiamo voluto interfacciarci con gli attori del territorio e le persone che ci vivono e lavorano, per far emergere risorse e criticità di ciascuna periferia. Auspichiamo che chi amministra, e amministrerà la città, ne usufruisca per trarre interessanti spunti di riflessione che possano tramutare in azioni politiche concrete.
SAN VITO: le sue risorse
È uno dei quartieri periferici della città e sostanzialmente nasce – dalle parole di Ylenia Gallo, presidente della Pro Loco Capo San Vito – come una zona turistica/balneare: «Nel tempo molta gente ha costruito le proprie ville per passarci le vacanze e da questo punto di vista noi, come associazione, abbiamo sempre visto nel quartiere delle potenzialità che sicuramente sono espresse in termini di paesaggio. Tutto quello che è introno a noi è spazioso, verde e poi abbiamo la vicinanza al mare che abbraccia il quartiere su tutto l’arco, partendo dalla parte occidentale per poi girare e arrivare sulla costa orientale. Abbiamo la bellezza fisica e strutturale di una frazione dove insiste anche un elemento importante per noi che è il simbolo della nostra associazione: il Faro di Capo San Vito a cui facciamo riferimento anche in termini di attività culturali. Il buon rapporto con la Marina Militare ci permette infatti di organizzare visite guidate al suo interno, facendo accordi anche con le scuole».

L’infrastruttura del faro è molto stretta consentendo un limitato numero di accessi. Il rispetto delle misure sanitarie per fronteggiare l’emergenza coronavirus li avrebbe limitati ulteriormente, di conseguenza, le attività sopracitate sono state momentaneamente interrotte. Diversamente, le visite all’esterno, in cui raccontano la periferia e la struttura del faro al termine delle passeggiate urbane organizzate, proseguono e vi si può partecipare inviando una mail all’indirizzo “proloco.sanvito@libero.it”.
San Vito è anche sede della scuola della Marina Militare e le strutture di quest’istituzione, presenze significate sul territorio, ospitano una branca dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Controlli e punti di ritrovo
Mimmo Persico – vice presidente della Pro Loco di cui sopra: «Negli ultimi anni abbiamo visto un forte incremento di attività ricettive, sia dal punto di vista dei Bed and Breakfast che dei locali protagonisti della movida tarantina». Il quartiere è diventato così meta di ritrovo per tantissimi giovani e parallelamente – ha proseguito Persico – è emersa la necessità di incrementare i controlli per una maggior sicurezza affinché non si verifichino più i riprovevoli aneddoti della scorsa estate.
Quest’afflusso importante di gente però cessa durante l’inverno, i punti di ritrovo siti vicino al mare di Viale del Tramonto chiudono e uno dei pochissimi luoghi di riferimento resta la chiesa “San Vito Martire”. La Pro Loco, a tal proposito, auspica di ottenere una propria sede affinché funga da bacino per qualsiasi attività aperta gratuitamente a tutta la comunità.
Mezzi di trasporto
Ylenia Gallo a riguardo: «questa è un’esigenza che è venuta crescendo perché la popolazione in periferia è aumentata. Se il parco mezzi prima prevedeva un certo numero di corse verso il centro, ora ne richiede altre. Si dovrebbero strutturare dei collegamenti diversi, come l’avvento delle BRT – Bus Rapid Transit o autobus a transito rapido che costituiscono un sistema il cui scopo è aumentare la rapidità del trasporto su gomma – che dovrebbe migliorare e unificare un po’ anche il ritmo di collegamento con le altre periferie limitrofe».
In periferia sono assenti scuole secondarie di secondo grado, dunque, a risentire dell’inefficienza dei mezzi di trasporto sono prettamente i più giovani i quali devono necessariamente spostarsi verso il centro per frequentarla.
Parcheggi
Chi invece è automunito si imbatte nel problema dei parcheggi in specifiche aree di San Vito come quella adiacente la scuola sottufficiali. La Pro Loco ha avviato un’interlocuzione sia con le utenze commerciali che con la Marina Militare perché il fulcro del discorso riguarda la regolamentazione degli ingressi e delle uscite del corpo militare coinvolto nel plesso sopracitato.

«Sino a più di un anno e mezzo fa – ha raccontato Ylenia Gallo – adiacente la chiesa insisteva uno spazio che dava respiro, in questo senso, perché molti andavano a parcheggiare lì essendo gratuito e aperto al pubblico h24. Questo spazio privato era stato concesso in seguito a degli accordi con le amministrazioni passate ma ahinoi sono scaduti e il proprietario di quel terreno ha ritenuto, naturalmente, di doverlo chiudere in attesa di capire cosa farne e se concederlo sempre per lo stesso uso ma con altre formalità».
La perdita del posteggio ha inciso in maniera negativa sul deflusso tra Largo Lorenzo Bezzi, Via Vizzarro, Via del Faro e Viale Jonio creando un vero e proprio ingorgo. Per la presidente l’elemento dei corsisti della marina incide molto in una area così congestionata in cui insistono diversi soggetti e le utenze commerciali ne risentono. Chi non trova posto nelle vicinanze dei negozi desiste e va altrove.

Un’altra zona del quartiere in cui emergono diverse problematiche, non solo relative ai parcheggi, è Viale del Tramonto: «Noi Pro Loco abbiamo focalizzato l’attenzione qui perché è molto complicata come situazione, sia dal punto di vista stradale che di protezione del paesaggio. È una area costiera e sabbiosa quindi accusa fenomeni naturali come le mareggiate, invece la sabbia invade il manto stradale. Non essendo più una zona abitata solo in estate, chi ci vive tutto l’anno ha manifestato l’esigenza di trovare delle soluzioni a questi problemi».
L’associazione ha cercato di trovare degli accordi insieme all’ente pubblico inviando delle proposte, dei suggerimenti e chiedendo degli incontri in quanto crede che Viale del Tramonto dia molto sia in termini paesaggistici che economici: è la meta di punta per chi visita San Vito.
Questo fenomeno si è intensificato con l’arrivo della pandemia da covid-19 infatti è aumentata la quantità di gente che si qui allena o di famiglie che passeggiano lungo il viale anche in pieno inverno, prettamente durante i weekend soleggiati. Sarebbe quindi opportuno attrezzarlo come un vero e proprio lungomare perché è così che le persone ora lo percepiscono.
In quest’area l’associazione intervistata, costituita da volontari e volontarie, organizza delle giornate ecologiche, con altri gruppi o in autonomia, con l’obiettivo di sensibilizzare quanta più gente possibile a proteggere il proprio territorio. Lo fanno dedicandosi almeno un paio d’ore alla pulizia della spiaggia e con specifico riferimento alla plastica. Per unirsi a loro è possibile contattarli sui loro canali social o all’indirizzo proloco.sanvito@libero.it .
Stiamo proprio uccisi a Taranto se non abbiamo la macchina siamo esclusi ed emarginati dal mondo . Un’altra frazione è TALSANO ,San Donato e Sanarica abbandonate al degrado più totale ,facenti parte della città per strategia ,qui pagano quasi tutti in città molto Meno ,quindi solo per un discorso di comodità ,poi il distacco segnato da quella salina abbandonata e ridotta a uno schifo di sterpaglie ,canneti e spazzatura ,sp desolanti buie e pericolose ,distaccato dal resto del mondo e del progresso stesso ,dove il decoro pubblico non esiste e dove il predominio di Taranto è inutile e inoperoso . Mi chiedo che aspettiamo a staccarci dal comune di Taranto,riproporre le tre terre e farla finita con questa conduzione scandalosa e inesistente ,una vera presa per i fondelli ,ci vergogniamo di fare parte di Taranto ci sta penalizzando in ogni senso . Strade distrutte ,ancora mancanza di luce e fogne ,spazzatura ovunque ,degrado e abbandono ,per non dire dei chilometri di vuoto e di abbandono che esistono senza che ci sia un senso a tutto . Dobbiamo staccarci dalla città ,chiediamo di essere ascoltati e di separarci dal comune ionico che può campare dei suo ottantamila abitanti e penare la fame per quello che ci offre ,collegamenti scadenti ,stazione da paesino di montagna senza bar e servizi ,porto mercantile indecente e indecoroso ,e la mancanza dell aeroporto che almeno farebbe superare il gap che ci allontana dal resto del mondo e ci isola a certi livelli . Basta Taranto non merita più un cappero la sua gestione è agli occhi di tutti ,l’indecenza è troppa vogliamo essere liberi di costruirci il nostro mondo almeno senza più i condizionamenti di un comune fallito su tutti i fronti .