La partita dell’anno nel momento più delicato della stagione. La Gioiella Prisma Taranto sciorina una prestazione di altissimo livello e di elevata concentrazione contro un avversario tecnicamente più dotato ma che ha giocato senz’anima. Quell’anima che in campo ci hanno messo tutti i giocatori rossoblù. Taranto c’è nella lotta salvezza, in una stagione tremendamente competitiva che ha fatto saltare ogni pronostico e ogni tabella, nella quale non bastano 23 punti per considerarsi al sicuro (non accadeva dalla stagione 2011/2012).
Queste le pagelle di Taranto-Piacenza 3-1:
FALASCHI 9: 2 punti. La salvezza passa dalle sue mani e ne ha dato un saggio con una prestazione sontuosa ed una distribuzione del gioco quasi perfetta. L’intesa con i centrali manda in tilt il muro-difesa avversario grazie all’ottima tenuta della ricezione. Tante le azioni in cui le sue alzate hanno strappato applausi a scena aperta.
STEFANI 8: 22 punti (19 su 33 in attacco con percentuale di efficienza del 58%) di cui 2 a muro. Errori al servizio 6, errori in attacco 2, muri subìti 3. Sotto lo sguardo attento del CT De Giorgi conferma di essere l’opposto del futuro. Randella da ogni posizione e anche quando accusa qualche piccolo passaggio a vuoto non perde lucidità.
ALLETTI 8: 15 punti (7 su 13 in attacco con percentuale del 54%) di cui 4 a muro e 4 in battuta. Errori al servizio 1, muri subiti 2. Si potrebbe dire che gioca la classica partita dell’ex, visto che è nato e cresciuto a Piacenza ma nell’occasione ci mette anche qualcosa di più. Tocca tantissimo a muro e poi in battuta con quella salto float velenosa trova lo spazio vuoto dove poter piazzare la palla nella metà campo piacentina.
DI MARTINO 7,5: 10 punti (8 su 9 in attacco con percentuale dell’89%), di cui 2 a muro. Tre errori in battuta. Una sentenza nelle “veloci” al centro dove non riescono proprio a fermarlo. Gli è mancato Falaschi nelle scorse partite e si è visto. Due soli muri per “The Wall” ma uno importantissimo (quello del 22-19 del quarto set su Russel)
RANDAZZO 7-: 15 punti (10 su 27 in attacco con efficienza del 37%) di cui 4 a muro ed 1 in battuta. Errori al servizio 5, errori in attacco 3, muri subìti 1. Ricezione positiva 39% (perfetta 24%) su 33 palloni ricevuti. Ace subìti 1. Attento e concentrato, specie in ricezione dove tiene botta e consente una migliore distribuzione del gioco al suo palleggiatore. Protagonista del primo set con 7 punti (3 dei quali nella fase finale). Poi ha un leggero calo in attacco in quanto sfiancato dalla battuta avversaria.
JOAO RAFAEL 7+: 13 punti (10 su 30 in attacco con efficienza del 33%) di cui 2 a muro e 1 in battuta. Errori al servizio 1, errori in attacco 4, muri subìti 3. Ricezione positiva 53% (26% perfetta) su 34 palloni ricevuti. Ace subìti 1. Ago della bilancia, giocatore in grado di equilibrare la squadra sia in ricezione, che in difesa. Ottimo al servizio dove sbaglia pochissimo rispetto alle recenti uscite e poi in attacco chiude i palloni decisivi (il 24-19 del primo set, il 25-23 del terzo set ed il 25-22 del quarto).
LAURENZANO 7-: il suo scout ci dice 67% di ricezione positiva e 50% di perfetta su 12 palloni. La tattica di Piacenza è chiara, girare al largo da lui e puntare in battuta Randazzo e Joao per farli perdere sicurezza in attacco. I dodici palloni che riceve sono tutti nei tre metri o quasi. In difesa è una garanzia. Da ricordare, addirittura, un palleggio dietro per il punto del 19-17 di Randazzo nel primo set.
GIRONI S.V., DOSANJI S.V.
DI PINTO 7,5: nel momento in cui, dopo la vittoria di Vibo a Monza, la classifica della Gioiella Prisma Taranto si è fatta disperata per la prima volta in stagione lui tira fuori una partita preparata tatticamente con grande attenzione e meticolosità in ogni fondamentale. Lo strapotere fisico dello schiacciatore Recine, viene arginato dall’ordine di indirizzare verso di lui gran parte delle battute (38 su 81 alla fine) in modo da togliergli certezze in attacco.
PIACENZA 4,5: squadra senza cuore e senza anima come dichiarato dallo stesso coach Bernardi nel post-gara. Ha il potenziale tecnico per essere tra le prime 4-5 squadre del torneo ma gli manca, fuori casa (sette vittorie consecutive), grinta e determinazione. Ha una panchina lunga che in pochi possono permettersi in SuperLega eppure non riesce a raddrizzare un match in cui, e forse non se lo aspettava, Taranto parte subito forte mettendo pressione in ogni fondamentale.


