Amici un tempo. Oggi forse non più. Almeno, il muro politico tra i due è ben alto, a questo punto insormontabile. E il passato comune nel Partito Democratico, non serve. Michele Pelillo critica Walter Musillo. Il primo è schierato con Rinaldo Melucci, il secondo è dall’altra parte a fermarne il possibile secondo mandato sulla poltrona di sindaco di Taranto. Frecciate fra i due, che ovviamente fanno discutere negli ambienti politici tarantini e in città. Insomma, la campagna elettorale a Taranto – al netto di certi beceri attacchi sui social – comincia a salire di toni. Speriamo pieni di contenuti…
Questa la lettera dell’ex parlamentare all’ex segretario del Pd, ora candidato sindaco della Grande Alleanza per Taranto: “Caro Walter ti scrivo in forma pubblica e rinuncio alla mia consueta riservatezza perché ciò che sta avvenendo non incrocia soltanto il nostro vissuto ma anche quello di tanti amici e compagni che oggi sono disorientati e perché da qualche giorno sono incalzato da tutti i giornalisti che non mi chiedono altro. Sei stata la persona a me più vicina nella mia lunga e bella vicenda politica. Ti sono stato amico sincero e continuerò ad esserlo, se me lo permetterai, ma avverto la necessità di esprimere ad alta voce il mio grande disagio per la tua decisione di capeggiare una coalizione di centrodestra alle prossime elezioni comunali. Tu sai bene quanto ho sempre tenuto alla coerenza, nella vita e nella politica. Sono stato e continuo ad essere orgogliosamente legato al valore della coerenza come valore fondante della mia esistenza. La tua decisione non è coerente con la tua storia, con la nostra storia. Sai che non ho mai creduto agli steccati ideologici in politica, sai che ho sempre intrattenuto buoni rapporti con tutti, anche con i più agguerriti avversari, che a volte non ho esitato per il bene comune a fare scelte apparentemente poco ortodosse ma l’ho fatto sempre con il mio simbolo, orgoglioso della mia appartenenza politica. Per favore suggerisci a chi oggi ti sostiene di non confondere la vostra operazione politica con altre, ad esempio con quelle targate Emiliano. Emiliano con la sua appartenenza, con la sua coalizione di governo si sforza di allargare il perimetro politico in cui si trova ed ha anche il coraggio di valorizzare competenze tecniche con un trascorso politicamente diverso dal suo. Non avevo alcuna intenzione di rientrare nel dibattito pubblico locale ma ho la necessità di prendere le distanze dalla tua decisione in modo che nei prossimi mesi non nasca alcun equivoco e nessuno possa strumentalizzare. Sai Walter che conosco bene la tua vicenda umana e politica che ti ha unito prima e diviso poi da Rinaldo Melucci. Non entro nel merito perchè ognuno di voi avrà ragione e torto, come spesso accade, ma ho imparato che nella vita non si può costruire sul rancore. Il rancore può essere anche umanamente comprensibile ma è un pessimo cemento col quale provare ad edificare qualcosa di importante. Rinaldo Melucci ha commesso alcuni errori dovuti ad inesperienza e ad un carattere non abituato alla vita politica ma è innegabile che ha amministrato meglio rispetto al passato e si sforza di mettere a fuoco una visione di città come solo la mia cara e compianta amica Rossana Di Bello aveva provato negli ultimi 30 anni. Se il mio contributo di esperienza, di passione e di idee, ritenuto negli ultimi mesi nuovamente necessario da tantissimi, a destra e a manca, continuerà ad essere apprezzato, favorirò la continuità amministrativa di questa nostra amata città, magari evitando qualche errore di troppo di cui Melucci si dichiara consapevole e il mio intento, pur saldamente ancorato alla mia datata decisione di uscire definitivamente dall’agone politico, continuerà ad essere indirizzato nella medesima direzione, quella della riconciliazione sociale e politica di Taranto che ha bisogno, mai come adesso, di ritrovare unità di intenti per essere più forte e più protagonista”.
Naturalmente, non si è fatta attendere la risposta di Walter Musillo: “Caro Michele, che bella la tua lettera, almeno nei principi così delicatamente enunciati: sincerità, amicizia, coerenza. Una lettera però al tempo stesso così inattesa e così inaspettata in un clima politico che, sai, non ha certo bisogno di un ulteriori battesimi d’odio, o di pubblica gogna. Non sono capace di serbare rancore o non lo farò neanche verso di te che forse meglio di altri hai conosciuto passione e tormento del mio impegno politico. Fino al 2016, però, quando le nostre strade si sono divise e mai più rincontrate. Ma se mi conosci sai anche che non sono uno dalla doppia morale. Garantista con gli amici e fustigatore degli avversari. Perchè, spiegami, quando si ricorre a nomine o investiture esterne al perimetro del centro sinistra, nel caso di Emiliano, ma anche del sindaco uscente, si parla di ‘allargamento’, mentre nel caso del centro-destra o meglio della Grande Coalizione per Taranto che comprende molti come me, si parla di ‘tradimenti’ o ‘rancori’? Ti conosco troppo bene e so che non potresti mai scrivere sotto dettatura. So anche che la nomina a Commissario per le opere del nuovo Ospedale San Cataldo, ad opera di Michele Emiliano, non ti avrebbe mai condizionato nella stesura di questa lettera. Offenderei la tua intelligenza. Mentre io non voglio offendere nessuno e paradossalmente sono felice che tu abbia voluto segnare definitivamente questa nostra lontananza. Per sgomberare il campo da equivoci, dicerie e far irrompere finalmente in questa campagna elettorale parole come ‘verità’ o ‘lealtà’. Lealtà e verità che devo a me stesso e verso chi liberamente e coraggiosamente ha deciso di sostenermi andando oltre il mio passato e persino oltre l’amicizia che un tempo ci legò. Di colpo con la tua missiva hai di fatto sigillato definitivamente la mia distanza da te o dal governatore della Puglia, e speriamo tra chi trama nel segreto delle stanze e chi ha deciso di liberare Taranto da tutto questo, allontando per sempre quella nube di sospetti nei miei confronti. Ma una cosa infine ci tengo a dirtela. Sai Michele, io sono sempre io, quel ragazzo dei Tamburi cresciuto con la passione della politica che cambia la vita delle persone e non le carriere dei singoli. Sono Walter e difendo la verità, oltre che i valori che un tempo, forse, condividemmo. Ma purtroppo per te io resto un uomo libero. Ti auguro ogni bene”.