“Non possiamo concedere ad alcuno di frenare lo sviluppo del porto di Taranto che resta uno dei più importanti asset per la ripresa e la diversificazione economica dell’area ionica e della Puglia. Bene ha fatto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Ionio Sergio Prete, a scrivere al concessionario del terminal container chiedendo il rispetto degli accordi in termini di volumi di traffico e personale occupato”.
Lo afferma il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd), preoccupato per la situazione venutasi a creare nello scalo marittimo ionico. “L’affidamento della concessione del molo polisettoriale ad una controllata del Gruppo turco Yilport – spiega Di Gregorio – è avvenuto in virtù di una intesa che ha coinvolto anche le parti sociali e che prevede precisi impegni a carico del concessionario. La pandemia ha sicuramente rallentato i piani, ma negli altri porti l’attività non si è mai fermata. A Taranto, invece, il traffico container stenta a ripartire e, finora, non sono state attivate nuove linee di collegamento. Le banchine sono vuote e l’occupazione non decolla. Dei circa 500 ex lavoratori Tct, solo 120 sono rientrati in attività, 20 dei quali a tempo determinato”.
Secondo il consigliere regionale, “il territorio ionico e la Regione Puglia devono sostenere le iniziative volte a difendere il porto di Taranto facendo fronte comune insieme all’Autorità portuale e ai sindacati. L’auspicio è che le preoccupazioni emerse in questi giorni vengano prontamente chiarite dalla società concessionaria. Se così non fosse, l’Autorità portuale ha gli strumenti per rinegoziare i termini della concessione e per valutare eventuali richieste da parte di altri operatori”.