Non si ferma la gara di solidarietà innescata dalla guerra fra Russia e Ucraina. Oltre alla raccolta di viveri e altri beni di prima necessità di cui vi abbiamo già reso conto nei giorni scorsi (leggi qui, qui, qui e qui), c’è anche chi ha deciso di mettersi a disposizione per ospitare eventuali profughi che dovessero essere indirizzati verso il nostro territorio.

«Già centocinquanta famiglie hanno dato la propria disponibilità in ventiquattro ore, è un dato straordinario» ci fa sapere Gianni Liviano, che si sta adoperando per insediare a Taranto in forma stabile la Comunità di Sant’Egidio. Si tratta di famiglie di Taranto e della provincia, ma «ci ha chiamato anche qualcuno del barese». Le tipologie di accoglienza che si stanno mettendo a punto sono varie. Fra le centocinquanta famiglie ce ne sono alcune che hanno messo a disposizione ville e seconde case, altre hanno aperto i propri bed&breakfast, mentre altre ancora hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i profughi direttamente nel proprio nucleo familiare. «In particolare, stiamo cercando di capire chi dà la disponibilità ad accogliere dei bambini e chi, invece, può accogliere sia i bambini che le madri, che ovviamente è la cosa migliore».

Al momento, tuttavia, non è ancora chiaro se effettivamente questi profughi saranno a Taranto oppure no. La macchina dell’accoglienza si sta solo preparando, in maniera da poter entrare in funzione immediatamente se fosse richiesto a livello centrale.

 

[Foto di skhakirov, licenza CC BY-SA 2.0]

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