Il ministero della Transizione Ecologica (MiTE), con un decreto (n. 92) dello scorso 22 febbraio, ha provveduto all’aggiornamento dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del  territorio e del mare n. 92  del 14 marzo 2018 di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’esercizio della raffineria di ENI  S.p.a., ubicata nei Comuni di Taranto e Statte (TA).

La documentazione inerente il procedimento di Riesame parziale, è stata inviata dal Gestore in riscontro alla nota prot. MATTM/56095 del 26/05/2021, nella quale l’Autorità Competente ha comunicato al Gestore l’avvio – ai sensi dell’art. 29-octies, comma 4 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. – del procedimento di modifica della vigente AIA relativamente alla modifica delle prescrizioni riguardanti le emissioni associate all’unità di Reforming Catalitico (Impianto PLAT – Unità 300).

Il riesame è stato disposto su richiesta di ISPRA a valle di quanto emerso nel corso dell’ispezione ordinaria AIA condotta dal Gruppo Ispettivo, presso la Raffineria di Taranto nel mese di aprile 2021, in merito a potenziali emissioni di PCDD/PCDF (diossine e furani) rivenienti dall’unità di rigenerazione dell’impianto di Refonning Catalitico (Impianto PLAT).

ISPRA, a seguito della verifica ispettiva ordinaria AIA effettuata presso la Raffineria nel mese di aprile 2021, ed in considerazione di quanto previsto dalle BAT Conclusions per le raffinerie (Decisione di esecuzione della commissione europea n.738 del 09/10/2014) nonché da quanto già prescritto per analoghi impianti, ha ritenuto opportuno prevedere – per il punto di emissione in argomento – un protocollo di monitoraggio per il parametro PCDD/PCDF (mediante misurazione diretta tramite campagna di campionamento) in occasione delle fasi di rigenerazione del catalizzatore.

Pertanto, con nota del 17/05/2021, ISPRA ha richiesto all’Autorità Competente di riesaminare la vigente AIA della Raffineria di Taranto affinché possa essere attuata dal Gestore tale tipologia di monitoraggio.

Conseguentemente l’Autorità Competente ha comunicato al Gestore, con nota 26/05/2021, l’avvio del procedimento di riesame parziale dell’AIA (ID 42/ 11560, ai sensi dell’art. 29-octies, comma 4 del D.Lgs. 152/06) per la modifica delle prescrizioni riguardanti le emissioni associate alla fase di rigenerazione dell’Unità 300.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/21/ex-ilva-eni-e-il-syngas-la-transizione-e-roba-loro/)

Impianto di Reforming Catalitico PLAT (Unità 300) ed emissione S7

L’Eni ha evidenziato che le emissioni convogliate rivenienti dallo sfiato denominato “S7” si producono durante la rigenerazione del catalizzatore del!’unità di Reforming Catalitico (Impianto PLAT – Unità 300).

In particolare, il Gestore ha dichiarato che, tale punto di emissione: è uno sfiato le cui emissioni sono generate esclusivamente durante la rigenerazione del catalizzatore dell’Unità U300 – Impianto PLAT. Tale rigenerazione viene effettuata, in occasione della sostituzione del catalizzatore (fine ciclo), con una frequenza stimata pari a circa 1volta l’anno per una durata all’incirca di 10 giorni (ossia solo in occasione di fermate per manutenzione programmata dell’impianto stesso); e che tale operazione è autorizzata come da prescrizione n. 50 del PIC (Parere Istruttorio Conclusivo) allegato al Decreto AIA, ossia: “I 5 sfiati S7, S8, S9, SI O e SI 2 e i 46 sfiati collegati alle cappe di laboratorio (come descritti dal Gestore ENI S.p.A. Raffineria di Taranto-ID 42111560: Riesame parziale AIA 11; nelle schede AIA presentate per il presente Riesame) sono da considerarsi autorizzati come emissioni discontinue e ad inquinamento non rilevante”. In accordo a quanto riportato nel vigente PMC-AIA (Piano Monitoraggio e Controllo), non è sottoposto a monitoraggio analitico.

Di seguito riportiamo una descrizione del processo e delle fasi di rigenerazione da cui sono generate le emissioni del punto di emissione in argomento, fornita dal Gestore.

L’impianto di Reforming Catalitico PLAT (Un ità 300) ha lo scopo di migliorare le caratteristiche “ottaniche” della benzina pesante prodotta principalmente negli impianti di distillazione primaria. La sezione di reforming produce addizionalmente H2 (idrogeno) puro al 70-80%, utilizzato poi in diversi processi catalitici di raffineria.

L’impianto è del tipo semirigenerativo ed ha una capacità di trattamento di 2.750 tld di benzina pesante, proveniente sia dall’impianto HDT che da stoccaggio ed è composto dalle seguenti sezioni: sezione di frazionamento; sezione di reazione catalitica; sezione di  separazione gas da benzina rifonnata ed eliminazione benzene tramite colonna splitter.

La carica viene inizialmente inviata allo splitter C-301 per il frazionamento in benzina leggera, che è inviata all’unità TIP, e in benzina pesante, inviata alla sezione di reazione.

La benzina pesante viene miscelata con gas di riciclo compresso attraverso il compressore K-301, preriscaldata attraverso scambio con l’effluente dei reattori ed inviata nei tre reattori in serie di reforming catalitico (R-301, R-302, R-303) preventivamente riscaldata da altrettanti forni (F-301, F- 302, F-303). La reazione avviene su un catalizzatore Platino/Renio. L’effluente dei reattori viene raffreddato cedendo parte del suo calore alla carica ed è successivamente raffreddato prima dell’invio al separatore V-302 per la separazione della fase gassosa (gas ricco in H2, riciclato in alimentazione, ed inviato ad altre unità di Raffineria) dalla miscela idrocarburica liquida. Quest’ultima viene preriscaldata ed inviata alla colonna stabilizzatrice C-302, ribollita mediante il forno F-304. Il fondo di tale colonna costituisce la benzina platformata in parte stoccata e in parte inviata allo splitter C- 303, mentre la miscela gassosa viene inviata al circuito di testa che, mediante il separatore V-303, consente di ottenere fuel gas, inviato alla rete fuel gas e GPL, poi inviato all’unità LPG.

Lo splitter benzine C-303 separa in testa le benzine a basso contenuto di benzene e quelle più pesanti di fondo, a basso contenuto di benzene, che però si riuniscono a valle della colonna, previa condensazione totale della frazione leggera. Lo splitter C-303 presenta un taglio intermedio (ad alto contenuto di benzene) che viene inviato all’unità TIP.

Il Gestore dichiara che le emissioni dell’impianto sono costituite dai fumi di combustione dei forni dell’unità PLAT convogliati al camino El, unitamente ai fumi di combustione di altre unità di processo (unità HDT benzine, CDU ed HDS l).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/21/blocco-elettrico-eni-accende-le-torce2/)

Rigenerazione del catalizzatore ed emissioni in atmosfera

Il Gestore dichiara che il catalizzatore dell’impianto di Reforming Catalitico PLAT subisce un processo di progressiva disattivazione durante l’esercizio dovuto principalmente alla deposizione del coke sulla superficie del catalizzatore e nello specifico sui siti attivi dello stesso, riducendone conseguentemente la reattività.

Per poter procedere alla rigenerazione del catalizzatore, l’impianto di Reforming della Raffineria di Taranto, essendo del tipo semirigenerativo, richiede la fermata in modo tale da poter eseguire le fasi di rigenerazione che consistono sostanzialmente in combustione, post combustione, ossidazione e riduzione.

Il Gestore precisa che nella fase di combustione, all’interno dei reattori si introduce gradualmente l’aria per procedere alla combustione controllata del coke depositato sul catalizzatore. Al fine di controllare la velocità di combustione è previsto un reintegro di una quota parte di aria fresca, mentre l’eccesso di gas della combustione, in parte ricircolato, è emesso in atmosfera attraverso il vent S7, al fine di mantenere la pressione desiderata all’interno del sistema.

Inoltre, il Gestore dichiara che, per evitare che nel vento sia presente del cloro, durante la fase di combustione, viene iniettata nel gas di riciclo, sia in fase di combustione che di ossidazione, una soluzione di idrossido di sodio per la neutralizzazione dell’HCl (acido cloridrico).

Il processo di combustione produce acqua, che tende a rimuovere gli atomi di cloro dal catalizzatore riducendone le performance dello stesso e l’efficacia della rigenerazione. Pertanto, viene introdotta una sorgente di cloro (in questo caso percloretilene PCE) per reintegrare gli atomi di cloro rimossi dall’acqua e garantire una efficace ridistribuzione dei metalli.

Una volta che la fase di combustione e di clorinazione umida ad alta temperatura è completata, il sistema è prima flussato con azoto per rimuovere l’ossigeno e il PCE dal sistema e, successivamente con idrogeno per ridurre il catalizzatore da ossido metallico formato durante la combustione a metallo attivo.

In generale, il ciclo di rigenerazione descritto dal Gestore ha una durata di circa 5-15 giorni in funzione dello stato del catalizzatore, dei quali per la fase di combustione del coke sono necessari, per quanto dichiarato dal Gestore, circa 2-5 giorni e l’intervallo fra cicli di rigenerazione varia fra 11-18 mesi in funzione delle condizioni di operative e degli assetti di lavorazione (che sono basate sulle caratteristiche dei prodotti dall’unità di refonning).

(leggi gli articoli sulla raffineria Eni https://www.corriereditaranto.it/?s=raffineria+eni&submit=Go)

Eventuali modifiche da apportare alle informazioni attualmente presenti in AIA

Il Gestore ritiene che, non trattandosi di modifica impiantistica, bensì di riesame della vigente AIA per la definizione di un piano di monitoraggio per il parametro PCDD e PCDF di cui alle emissioni del punto S7, dovrà essere variata esclusivamente la scheda relativa alle emissioni in atmosfera integrandola con alcuni dati del punto di emissione in argomento, e ciò al fine di una eventuale modifica del vigente Piano Monitoraggio Controllo nel caso in cui si dovranno prevedere specifici controlli analitici.

Il Punto di Emissione S7 è già censito e autorizzato nell’AIA vigente, tuttavia il Gestore ha provveduto ad integrare la scheda B.7.2 con ulteriori infonnazioni relative alla descrizione del punto S7.

Il Gestore sottolinea che attualmente, in accordo a quanto previsto dalla prescrizione n. 50 del PIC  AIA, poiché trattasi di emissioni discontinue e ad inquinamento non rilevante, non sono previste attività di monitoraggio.

Inoltre, il Gestore evidenza quanto segue: il processo di reforming catalitico è di tipo semirigenerativo con entità delle emissioni inferiore a quelle con processo di rigenerazione a ciclo continuo (sia in durata che concentrazione di PCDD/F); la durata delle emissioni provenienti da tale punto di emissione sono discontinue e di breve durata (alcuni giorni nel corso del/ ‘anno); la BAT 4 delle BAT BREF non fissa limiti di emissione per PCCD/F, ma fornisce indicazioni relativamente all’eventuale monitoraggio da condurre sull’unità di reforming; non vi sono altri limiti normativi specifici applicabili al processo”.

Pertanto, il Gestore ritiene che le emissioni relative alle fasi di rigenerazione siano da considerarsi scarsamente rilevanti, tuttavia non essendo disponibili dati analitici sulle emissioni di PCDD/PCDF nella fase di rigenerazione, il Gestore propone il monitoraggio del parametro PCDD+PCDF attraverso il campionamento e l’analisi delle relative emissioni, alla luce di quanto previsto in merito ai capitoli 2.6, 3.6 e 4.6 del BREF Refinig of Minerai Oil and Gas (2015) e BAT 4 del documento sulle BAT Conclusioni per la Raffinazione di petrolio e gas, durante le fasi di rigenerazione del catalizzatore dell’impianto di refonning semirigenerativo.

Il Gestore si impegna affinché le modalità di campionamento e analisi siano conformi alle norme EN 1948-1, EN 1948- 2, EN 1948-3, oppure EPA 23 con tempo di campionam ento minimo di 6 ore e massimo di 8 ore.

Pertanto, considerato che le dichiarazioni rese dal Gestore costituiscono (ai  sensi  e per  gli  effetti dell’articolo 3 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e s. m. i.,= presupposto di fatto essenziale per lo svolgimento dell’istruttoria (restando inteso che la non veridicità, falsa rappresentazione o l’incompletezza delle informazioni fornite nelle dichiarazioni rese dal Gestore possono comportare, a giudizio dell’Autorità Competente, un  riesame  dell’autorizzazione rilasciata, fatta salva l ‘adozione delle misure cautelari ricorrendone i presupposti); considerati i contenuti della documentazione presentata dal Gestore e riportati nel presente parere; considerato che il Gestore dichiara che la fase di rigenerazione del catalizzatore dell’unità di reforming catalitico di tipo semirigenerativo (Unità 300 è effettuata in occasione della sostituzione del catalizzatore (fine ciclo), con una frequenza stimata pari a circa 1volta ogni 11-18 mesi, per una durata di circa 5-15 giorni (ossia solo in occasione di fermate per manutenzione programmata dell’impianto stesso); considerato che il Gestore con la documentazione trasmessa nell ‘ambito del presente procedimento ha chiarito che le fasi di rigenerazione del catalizzatore consistono sostanzialmente in combustione del coke, post combustione, ossidazione e riduzione e che le uniche emissioni in atmosfera si producono durante la fase di combustione (la cui durata è pari a circa 2-5 giorni) con sfiato in atmosfera al punto di emissione S7; considerato che l’emissione al punto S7 è discontinua sia nell’arco dell’anno che nell ‘arco della fase di rigenerazione e che, pertanto, secondo il Gestore è un’emissione scarsamente rilevante; considerata la necessità di adeguare la prescrizione n. 50 dell’AIA di cui al DM n. 92 del 14/03/2018 a quanto previsto dalle BAT Conclusions per le raffinerie (Decisione di esecuzione della Commissione europea 2014/738/UE del 09/ 10/2014) con particolare riferimento alle potenziali emissioni di PCDD/PCDF che si possono generare al punto di emissione S7 durante la fase di rigenerazione del catalizzatore delle Unità di reformi ng catalitico, il gruppo istruttore ritiene di riformulare la prescrizione n. 50 dell’AIA di cui al DM n. 92 del 14/03/2018 come di seguito riportato: al punto di emissione S7 si prescrive il rispetto del valore limite pari a 0,1[ng TEQ/Nm3] per le emissioni di PCDD/PCDF, da monitorare con frequenza giornaliera in occasione dell’attivazione del medesimo punto di emissione durante le fasi di rigenerazione del catalizzatore dell’Unità 300, con le modalità indicate nel PMC. Mentre gli sfiati S8, 89, 810 e S12 e i 46 sfiati collegati alle cappe di laboratorio (come descritti dal Gestore nelle schede B6 e B7) sono da considerarsi autorizzati come emissioni discontinue e ad inquinamento non rilevante.

(leggi tutti gli articoli dell’Eni https://www.corriereditaranto.it/?s=eni+taranto&submit=Go)

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