Non ci sono i nomi, diciamolo subito a scanso di equivoci: la curiosità di conoscere gli artisti che calcheranno il palco dell’Uno Maggio Libero e Pensante – edizione 2022 – non viene soddisfatta, neppure in anteprima formato ridotta. Lo sostiene uno dei direttori artistici, Roy Paci:«Abbiamo deciso di non rivelare i nomi, ma posso garantirvi che le adesioni sono tante e riguardano anche personalità che si intrecciano con il mondo della musica. Tra queste c’è Aboubakar Soumahoro, che proprio per domenica a Roma, a San Giovanni, ha organizzato un evento in cui ci saremo anch’io e Diodato (la “Giornata della pace” – ndr)». C’è lui, «unico non tarantino» ironizza Paci, perchè assenti giustificati sono Antonio Diodato e Michele Riondino.
Presentazione dell’evento tarantino, che torna dopo due anni di stop in presenza per effetto della pandemia, che rinnova il suo carattere di lotta, con un palco dove esibirsi diventa messaggio e che ormai è un punto fermo per quanti non arretrano nelle battaglie per una società migliore e in cui, come affermano, «il ricatto occupazionale» impera, pertanto è ancora il momento di «non difendere il lavoro a tutti i costi».
Il Comitato dei Cittadini Liberi e Pensanti vuol confermare la lotta all’attuale modello di sviluppo, che ritiene «creatore dei problemi che viviamo». E lo fa nuovamente dal palco, con il consueto modo alternativo, lanciando messaggi. «La pandemia – spiega Simona Fersini – ci ha costretto a una vita differente, ma ci ha offerto anche la possibilità di avvicinarci ancora di più ad altre realtà molto simili alle nostre. Così le abbiamo conosciute meglio, abbiamo fatto rete, avendo la conferma che le lotte hanno lo stesso comune denominatore: le persone. Purtroppo, questo modello di sviluppo ci considera numeri, soltanto numeri e il lavoro è relegato ai numeri, per cui non si può subìre ancora e continuamente il ricatto occupazionale». E a Taranto, come spiega il Comitato nel documento politico, si fa opposizione «come ci siamo opposti alla fasulla difesa del lavoro il 2 agosto di dieci anni fa: anno dopo anno i dati occupazionali e persino i punti del PIL nazionale hanno messo a nudo la scarsa incidenza positiva di un impianto abnorme e obsoleto (il riferimento naturalmente è all’ex Ilva – ndr), che per contro continua a produrre malattia e morte. Il nuovo mantra sposato dai politici è il “rischio accettabile”. Da chi? Questa è la domanda che poniamo».
Spiega Virginia Rondinelli: «Non ci siamo limitati alla protesta, ma abbiamo anche studiato e fatto proposte. Siamo tuttora convinti, attraverso studi elaborati da personalità della scienza, che chiudere quello stabilimento avrebbe non soltanto ripulito l’ambiente ma anche attraverso le bonifiche prodotto lavoro per almeno 30 anni. Il Piano Taranto era ed è proprio questo», la sintesi. Ma i temi trattati sono anche la decarbonizzazione, il gas, il ritorno probabile al carbone, il PNRR e scelte politiche ed economiche «che assecondano la logica del profitto», per cui «Taranto, come molti altri SIN, diventa la nuova torta di finanziamenti di cui accaparrarsi subito qualche fetta», dimenticando così volutamente le sofferenze dei territori.
Sul palco, oltre agli artisti, sfileranno esponenti dei movimenti che da anni si battono per la giustizia sociale, che difendono i propri territori come i No Tav, i No Tap, le donne della Terra dei Fuochi. Ecco la rete, fatta di uomini e donne che non si arrendono perchè si vuol «tenere insieme la questione ambientale e la questione sociale» e perchè si può contribuire alla vera transizione ecologica.
Del resto, l’Uno Maggio Libero e Pensante è un palco dove la musica diffonde messaggi ma dove i messaggi vengono dalle testimonianze, dalle esperienze, dal sapere.
Nel corso della conferenza stampa, oltre a far vedere il video di un ex operaio Ilva colpito dal tumore ma che si batte perchè la fabbrica smetta di irrorare dolori, si è parlato anche di «ecologia operaia» quale presa di coscienza innanzitutto, di «contratto con il Governo definito il migliore possibile e che invece si è rivelato il peggiore possibile», visto che «ancora oggi si propone cassa integrazione ed esuberi», aggiunge Gianni Raimondi.
Vari temi, com’era intuibile, che saranno protagonisti sul palco. Che, da tradizione, sarà costruito al Parco delle mura greche eliminando i dubbi della vigilia per via della piantumazione di alberi che potevano pregiudicare la scelta. La giornata si snocciolerà «nel pieno rispetto delle norme anti-pandemia che sono in evoluzione», sottolinea Raimondi che, tra l’altro, conferma la formula del contest per le band giovani: «Saranno nelle tre aree d’Italia, al nord, al centro e al sud, con i tre vincitori che calcheranno il palco dell’Uno Maggio», invitando per i dettagli di partecipazione a seguire le pagine del Comitato e del concerto stesso.
Insomma, bentornato Uno Maggio tarantino.
Ritengo una pessima idea l’utilizzo del Parco delle Mura Greche in quanto una vasta zona è stata di recente oggetto di piantumazione. Tali piante sono di dimensioni tali che, sebbene il palco possa sovrastarli, verranno “rasi al suolo” dalla folla che vi si riverserà.
Da facile profeta, prevedo la vanificazione del rimboschimento! Ahinoi!
Saranno pensanti, ma il monopensiero non porta da nessuna parte