‘Whose side are you on?’ ‘Da che parte stai?’ Se lo chiedevano già negli anni Ottanta i Matt Bianco. Oggi più che mai la domanda può sembrare banale ma non lo è. E partendo da questo quesito sociale ci si interfaccia con un gruppo che, purtroppo, sembrava sparito dalla scena e che rimaneva nella memoria di chi si dissetava di musica con il programma di Carlo Massarini, Mister Fantasy, in quella TV selettiva dell’epoca. 
Quella classe tanto british che affascinava i giovani del tempo non ha perso il suo glamour, ma con questo nuovo album, “Gravity”, forse l’ha amplificato, perché quel jazz fusion rimane nelle corde intime ma diffuse di chi cerca un ricordo e trova una musica senza tempo.
Il concerto, che ha chiuso la Stagione di Prosa del Comune di Taranto, ha visto sul palco del teatro Fusco una band di eccellenti musicisti come Magnus Lindgren, sax e flauto svedese e una buona parte del gruppo di Jamie Cullum, insieme al leader Mark Reilly, icona storica del gruppo.
Una serata dal grande ritmo, nel mix di swing, pop, latino e tanto buon jazz l’istinto di alzarsi dalle poltrone per partecipare a tempo era un desiderio diffuso che solo a fine concerto il cantante ha invitato a fare, con buona soddisfazione del pubblico.
Calibrando l’esecuzione dei i pezzi più noti a quelli del nuovo album i Matt Bianco hanno offerto una musica che è stata bevuta d’un fiato, senza soluzione di continuità. 
Mark Reilly ha la sua età, come d’altronde, quasi tutto il pubblico che lo ricorda, ma tiene padronanza del palco, sebbene il concerto sia stato calibrato sulle tonalità di un cantante che rimane sul pezzo ma che ha bisogno di un acustica di supporto, senza perdere la verve originale tanto caratteristica del suo stile, ma al quale il virtuosismo della vocalist ha dovuto adattarsi con intelligente messa a disposizione. Una voce più morbida, rispetto a quella sottile di Basia Trzetrzelewska dei tempi d’oro della band.
Questa offerta musicale sarà sembrata di nicchia, invece era un’offerta di grande livello che, purtroppo, è stata parzialmente svenduta con ticket in offerta last minute, per completare la platea, con relativo successo, per cui ci si chiede se il pubblico tarantino non sia mai pronto all’accoglienza di eventi di rilievo, oppure se le partite di calcio siano sempre una migliore alternativa alla cultura. Certo il periodo è quello che è, ma a maggior ragione puntare a qualcosa di meno popolare è un valore aggiunto per poter catalizzare anche la presenza di pubblici oltre confine.