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Gassman: megafono per l’ambiente

Leo ha 23 anni ed il suo cognome, da due generazioni, richiama al teatro ed al cinema, ma Leo Gassman, per Alessandro, è soprattutto un figlio ed è stato anche, e soprattutto, lui l’ispiratore del libro che l’attore ha scritto insieme a Roberto Bragalone, ‘Io e i Green Heroes – Perché ho deciso di pensare verde’ (edito da Piemme). Non si tratta solo di un volume, ma di un progetto che si avvale di un volto noto per offrire respiro al futuro e, certamente non solo a Leo.

“Si devono cercare soluzioni ai danni fatti al clima e all’ambiente. – Dice Alessandro Gassman – Nonostante siamo in ritardo, siamo ancora in grado di mettere riparo. Finora siamo stati la specie più dannosa del pianeta ma possiamo cambiare. Da tre anni scrivo articoli Green Heroes  su ‘la Repubblica‘, messaggi per far capire come ottenere benefici a breve termine, indico le buone pratiche e invio messaggi positivi. Come cittadino credo che sia la cosa più importante che abbia fatto nella vita.

Ieri la sua presenza a Taranto per questa iniziativa è iniziata al mattino, quando ha consegnato alla città 200 alberi acquistati con i proventi dei suoi diritti di autore per il suo ultimo libro. Una donazione tramite Kyoto Club, associazione referente scientifico del progetto, per la messa a dimora di alberi, nell’ambito di progetti ad alto valore sociale. Grazie al supporto operativo della società ESCO AzzeroCO2, questo desiderio ha messo radici nell’ambito del progetto “frutteti solidali”. Parte attiva dell’organizzazione è stato Lorenzo Laporta, curatore del libro, e all’associazione di volontariato Noi & Voi Onlus che ha beneficiato degli alberi piantumati nell’area di pertinenza della casa circondariale “Carmelo Magli”. Saranno gli stessi detenuti a curare i 110 ulivi di tipo leccino, 50 mandorli, 30 limoni e 10 cotogni.

Il comparto alberi, per Taranto, si è arricchito grazie al contributo ulteriore di Lome Super Fruit, brand di Masseria Fruttirossi, che ha messo a disposizione 20 melograni e, per la loro concimazione, un compost naturale ottenuto nell’impianto di lombricoltura dell’azienda, un processo di economia circolare che trasforma i residui di lavorazione della melagrana.

Dopo una visita al MArTA, Gasmann, nel pomeriggio, ha incontrato i suoi lettori per il firma-copie al teatro Fusco, appuntamento promosso da Mondadori Bookstore. A dialogare con l’autore Lorenzo Laporta, Annalisa Corrado di Kyoto Club e don Antonio Panico direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e del lavoro, giustizia e pace, custodia del creato, che, dopo aver citato il ‘Laudato sì’ di Papa Bergoglio, che non ha un valore scientifico ma ha un grande significato, ha continuato: “Dobbiamo dare una voce positiva a Taranto, la strada della sostenibilità, indicata dal Papa, va valorizzata. Quindi vedere ciò che c’è di bello e percorrere quel sentiero. Agire per cambiare le cose.”

Ma dopo che si saranno spenti i riflettori su questa giornata tra gli alberi piantumati dai detenuti, cosa rimarrà?

“L’introito del mio libro, devoluto alla piantumazione – risponde Gassman – è solo la molla. 200 alberi sono una goccia nel mare, ma è la filosofia di comportamento che c’è dietro ad essere fondamentale. Il singolo può fare tantissimo, cerchiamo di raccontare questo. Bisogna ripartire dai bambini e dalla scuola, c’è da fare un lavoro profondo, far capire che bisogna far vivere il futuro come noi lo abbiamo vissuto. Per offrire le stesse possibilità bisogna rinunciare a qualcosa, sapendo che costruire è più difficile che distruggere.”

‘La strada green disinnesca la guerra.’ diceva Giovanni Falcone. – Ricorda Annalisa Corrado. – Il magistrato ha seguito la strada dei soldi per contrastare la mafia. Ora ci sono tensioni geo-politiche per seguire un modello sbagliato, c’è un eccessivo sfruttamento delle risorse, i luoghi diventano inospitali, si crea un inasprimento sociale. Le motivazioni dipendono dall’aggressività che stiamo operando e le conseguenze si vedono con la pandemia o l’HIV. Bisogna contare sul rinnovamento energetico, sull’economia circolare e non farsi ricattare da Putin, evitando l’energia a carbone o quella nucleare che per troppi anni hanno danneggiato l’ambiente. Intanto i politici non fanno niente, so che è una frase populista, ma tant’è”.

Questo meccanismo virtuoso e fiducioso innescato da Alessandro Gassman lo esprime, commosso, salutando la platea: “Anche se sapessi che il mondo finisse domani pianterei un albero lo stesso!” Indossa di nuovo il suo disarmante sorriso e via a firmare le copie.

Foto: Roberto Pedron

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