La data cerchiata in rosso sul calendario è quella dell’11 aprile. Quando si ritroveranno attorno ad un tavolo l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, la società San Cataldo Container Terminal (controllata dalla Yilport Holding SA, holding del gruppo turco Yildirim) e i sindacati di categoria FiltCgil, Fitcisl, Uiltrasporti di Taranto.
Al centro del contendere il futuro del terminal container. In concessione per i prossimi 49 anni (1.800 metri lineari di banchina e un milione di metri quadrati di aree) dal luglio 2019 al gruppo turco che nei fatti, tra pandemia Covid e guerra in Ucraina, non è mai partito davvero. Motivo che ha spinto il presidente dell’Authority Sergio Prete ad inizio marzo, ad inviare una lettera di richiamo alla società, sollecitando la stessa ad una sorta di verifica sulla gestione del terminal e sui risultati conseguiti sino ad oggi, che sono molto lontani dalle ‘promesse‘ e dagli obiettivi annunciati nel dicembre 2019 prima e nel settembre 2020 poi (la verifica riguarda l’intera progettualità, così come i lavori sul piazzale e il revamping delle gru).
Pertanto per l’Autorità Portuale e i sindacati è arrivato il momento di giocare a carte scoperte. Chiedendo alla società di presentare un piano industriale che poggi su contratti chiari sui traffici dei container e la conseguente occupazione dei lavoratori ex TCT: qualora emergessero ancora titubanze e promesse non ancorate a dati certi, è molto probabile che si possa addivenire in breve tempo ad una rivisitazione dell’atto di concessione. L’ipotesi più realistica, in un primo momento, prevederebbe una revoca parziale della concessione, sottraendo parte della banchina e delle aree alla parte privata per restituirla all’usufrutto pubblico. Qualora però la vicenda dovesse prendere una piega del tutto negativa, si arriverebbe ad una revoca totale della concessione e ad una nuova procedura di gara. Ma al momento quest’ultima resta l’ipotesi più remota che in particolar modo l’Autorità Portuale vorrebbe evitare di prendere in considerazione, almeno per il momento.
“Dopo l’incontro odierno con l’Autorità Portuale, si è convenuto di convocare la SCCT per giorno 11 e capire se l’impresa è in possesso un piano industriale serio che gli consenta di continuare a usufruire di tutta l’aria così come previsto nell’atto di concessione” ha dichiarato il segretario della FicCisl Oronzo Fiorino.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/05/porto-prete-richiama-agli-impegni-yilport/)
Intanto è oramai prossima l’acquisizione da parte dell’Autorità Portuale della Piastra Logistica del porto. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Sergio Prete durante la riunione dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare (OPRM) è l’organismo di confronto partenariale, ascendente e discendente, con funzioni consultive di partenariato economico e sociale istituito presso ogni Autorità di Sistema Portuale (art. 11 bis della Legge 28 gennaio 1994, n. 84, e s.m.i.). L’Organismo è composto dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, dal Comandante del porto, da un rappresentante degli armatori, degli industriali, degli operatori di cui agli articoli 16 e 18, degli spedizionieri, degli operatori logistici intermodali operanti in porto, degli operatori ferroviari operanti in porto, degli agenti e raccomandatari marittimi, degli autotrasportatori operanti nell’ambito logistico-portuale, degli operatori del turismo o del commercio operanti nel porto, dell’impresa o agenzia di cui all’articolo 17 della L. n. 84/1994 e da tre rappresentanti dei lavoratori delle imprese che operano in porto.
Ricordiamo che il progetto, frutto di un project financing di 219 milioni di euro (una somma quasi interamente pubblica con appunto un investimento del privato pari a 30-40 milioni), rientra nella realizzazione dei lavori di Piastra Logistica integrata insieme all’ampliamento del IV sporgente e della darsena a ovest dello stesso sporgente, l’adeguamento e il potenziamento della Strada dei Moli, la nuova piattaforma logistica sull’area ex-squadra rialzo RFI, Rete Ferroviaria Italiana (148mila metri quadrati) e la vasca di colmata per la raccolta dei sedimenti derivanti dalla realizzazione dei fondali del quarto sporgente e della darsena servizi.
Un’infrastruttura fondamentale perché collegata al Molo Polisettoriale e all’ex Yard Belleli, inaugurata nel 2015 ma in realtà mai entrata in funzione. Un progetto che ha oltre vent’anni, visto che rientra nelle attuazioni facenti capo al “Primo programma per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale” approvato dal C.I.P.E. con deliberazione no. 121 del 21 dicembre 2001 (voce “Hub portuali e interportuali – Piastra di Taranto”) e confermato anche con deliberazione 6 aprile 2006, n. 130.
A seguito della proposta preliminare, approvata con delibera C.I.P.E. no. 74 del 29 settembre 2003, del soggetto promotore, costituito dall’associazione temporanea di imprese formata da Grassetto Lavori S.p.A., Grandi Lavori Fincosit S.p.A., Logsystem International S.r.l., Logsystem S.r.l., Magazzini Generali Lombardi S.p.A. e S.I.N.A. S.p.A., l’Autorità Portuale di Taranto (Concedente), ha provveduto ad indire apposita gara, ai sensi dell’art. 37 bis della legge 109/1994 e s.m.i., per il perfezionamento della progettazione e la costruzione di tutte le opere interessate dal progetto preliminare, nonché per la gestione della sola Piattaforma Logistica. Quale aggiudicatario è stata individuato lo stesso soggetto promotore. L’iter di aggiudicazione si è concluso con la firma di apposita Convenzione in data 9 marzo 2006.
L’ATI concessionaria con atto in data 25.07.2006 ha costituito la società di progetto Taranto Logistica S.p.A., la quale è subentrata nel rapporto di concessione. La suddetta società ha curato, oltre che la progettazione definitiva ed esecutiva, il coordinamento delle fonti finanziarie, l’esecuzione dei lavori, il loro collaudo e l’avviamento. Inoltre era previsto che le opere previste ritorneranno, dopo la costruzione, nella disponibilità dei soggetti istituzionalmente incaricati della gestione, con la sola esclusione di quelle relative alla Piattaforma Logistica Integrata, che sarebbe invece gestita dall’aggiudicatario per un periodo di 30 anni a far data dall’ultimazione e collaudo.
In data 18 novembre 2010, con deliberazione no.104/2010, pubblicata in G.U.R.I. in data 02.08.2011 al no. 178, il C.I.P.E. ha approvato il progetto definitivo, con prescrizioni ed osservazioni, da recepire in sede di redazione del progetto esecutivo e/o prima dell’inizio dei lavori, ed ha disposto l’acquisizione delle ulteriori autorizzazioni in tema ambientale e di dragaggio. In data 25 agosto 2011 è stato sottoscritto l’atto aggiuntivo alla convezione tra Concedente e Concessionario, richiamato dalla deliberazione C.I.P.E., per recepire i costi aggiornati e la mutata tempistica di realizzazione del progetto.
Con Decreto no. 24/12 del 26.03.2012, verificato che “nello sviluppo del progetto esecutivo è stato assicurato il rispetto delle prescrizioni impartite dal C.I.P.E., in sede di approvazione del progetto definitivo”, il Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto ha approvato, in via preliminare e condizionata, il progetto esecutivo dei Lavori, nelle more della conclusione del procedimento di ottemperanza, prescritto dal C.I.P.E. e del perfezionamento dei pareri in materia di ambiente ed in tema di dragaggio.
A conclusione del lungo e complesso iter di approvazione ed a seguito dell’ottenimento dei pareri delle varie Amministrazioni, Enti e Soggetti interferiti, con Decreto no. 77/13 del 31.07.2013 il Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto ha perfezionato l’approvazione del progetto esecutivo, consegnando, con nota del 02.09.2013 alla Taranto Logistica S.p.A. “i lavori relativi all’Opera, con decorrenza 30.08.2013”.
Nel 2015, il 2 dicembre, oltre sei anni fa, l’inaugurazione, alla presenza dell’allora ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio. Per una piattaforma che è rimasta di fatto deserta.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2015/12/02/porto-inaugurata-la-piattaforma-logistica/)