Mancanze di idee, condizione fisica precaria, poco coraggio nel tentare qualche giocata imprevedibile (fatto mentale), sterilità offensiva ormai accertata (7 reti realizzate nelle 13 gare consecutive senza vittoria).

Il Taranto attuale è questo ed è quasi normale che non riesca ad andare oltre un pareggio a reti bianche contro la Juve Stabia.

Queste le pagelle:

CHIORRA S.V.: partita da spettatore, nessun tiro dalle sue parti;

RICCARDI 5,5: un giocatore regalato alla squadra avversaria. Serviva uno che spingesse sull’out destro. Lui che è un buon centrale di ruolo, si adatta ma non è propositivo;

ZULLO 6-: un paio di sbavature (tra le quali un giallo regalato) ma in avanti lo Stabia è davvero poca cosa;

GRANATA 6: partita fatta di cose semplici e di anticipi sull’avversario;

FERRARA 6,5: molto vivace sulla fascia sinistra dalla quale fa partire ben quattro cross nell’area ospite. Buona gara. Onora le 100 presenze in maglia rossoblù.

LABRIOLA 6-: non dispiace perché tenta di dare ordine al centrocampo anche se ogni tanto pecca di precisione;

DIGENNARO 6: giocatore anni ’80 a metà strada tra Falcao e Andrade, di grande tecnica e visione di gioco ma lento nei movimenti (causa condizione fisica ancora non ottimale);

VERSIENTI 4,5: gettato nella mischia dopo esser stato fuori per dei problemi fisici. Grande foga ma tanta, tanta irritante imprecisione nei passaggi, negli appoggi e nei cross ( dal 59’ SANTARPIA 5: non combina nulla);

GIOVINCO 4,5: lo specchio di un’altra prestazione abulica è un calcio d’angolo battuto in modo sbilenco al 36’ (dal 70’ da PACILLI 4,5, accanimento terapeutico metterlo ancora in campo);

DE MARIA 6,5: tra i più vivaci. Un paio di discese sulla sinistra creano situazioni potenzialmente pericolose. Ad un certo punto della ripresa va anche a destra ed è pericoloso anche da questo lato (dall’82’ MANNEH S.V.);

SARANITI 5: battaglia come al solito ma gioca sempre spalle alla porta e gli arrivano pochi rifornimenti;

LATERZA 5,5: preferisce inserire il recuperato Versienti, fisicamente non al top, perché non si fida né di Pacilli né di Mastromonaco. La scelta non ripaga. Vista la pochezza offensiva della Juve Stabia si ostina a tenere in campo un centrale adattato a terzino destro (Ricciardi) che per caratteristiche tecniche non è uno propositivo. Perché non rischiare ad un certo punto Mastromonaco? La squadra gioca con ordine ma è senza idee.

*credit foto Paolo Occhinegro

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