| --° Taranto

Nell’intervista politica di questa settimana ritroviamo Massimo Battista, che avevamo già intervistato qualche mese fa, quando non era ancora maturata la sua decisione di candidarsi a sindaco. Con lui scendiamo nello specifico delle questioni programmatiche e del rapporto con gli altri candidati, raccogliendo anche la preoccupazione per le condizioni del bilancio comunale.

Che cosa l’ha spinta a scegliere di candidarsi in prima persona alla carica di Sindaco?

«Le tantissime persone che hanno ritenuto, dopo l’esperienza negli ultimi quattro anni e mezzo fra i banchi dell’opposizione come consigliere comunale, di spingermi a scendere in campo in prima persona per essere al di fuori dagli schemi partitici. I miei avversari politici hanno fatto, come succede ormai da oltre trent’anni in questa città, il cambio di casacca, passando in una maniera veramente poco etica da destra a sinistra e da sinistra a destra. Chi mi appoggia sono innanzitutto persone alla prima esperienza politica e poi sono tutte liste civiche, che non hanno lacci e lacciuoli con nessuno. Non dobbiamo chiedere permesso a nessuno».

Nelle ultime settimane di campagna elettorale ci sono state da parte da parte vostra dure critiche nei confronti di tutti gli altri competitor, ma in maniera particolare dell’ex-sindaco Melucci; siete arrivati al punto di chiedere un intervento del Commissario Prefettizio in relazione alla questione dei cantieri (leggi qui per approfondire). Avete avuto occasione di un confronto anche informale con il sindaco Melucci o con altri candidati?

«Noi abbiamo mandato a tutti gli organi di stampa la richiesta espressa di aprire il dibattito, di confrontarci sui temi con il sindaco Rinaldo Melucci e con Walter Musillo. Ho chiesto espressamente di poterci confrontare sulle prospettive future, sul programma che vogliamo far conoscere alla cittadinanza. Non ci prendiamo in giro, è una campagna elettorale di una persona che si sente al di sopra delle parti, ma questo lo ha fatto anche negli ultimi quattro anni e mezzo. Mi riferisco al sindaco Rinaldo Melucci, che pensa di aver già vinto. Come ho sempre ribadito in Consiglio Comunale, è come il marchese del Grillo, “Io sono io e voi non siete…”. Ha sempre agito in questa maniera e sta continuando a farlo anche in questa competizione elettorale. A me piacerebbe confrontarmi sui temi, su che visione diamo alla città di Taranto, perché di temi scottanti ce ne sono tanti. Stamattina, per esempio, ho incontrato un dirigente del Comune, di cui non dirò il nome per correttezza. Ci sono grossissimi problemi anche per il prossimo bilancio. Il bilancio che adesso sarà approvato dal Commissario Straordinario dirà che non ci sono soldi in cassa. Si farà solo qualche intervento per la colmatura delle buche. Hanno dilapidato tutto, tutti i soldi che erano in cassa. Di questo si tratta. Io vorrei confrontarmi su quello che è stato fatto in questi quattro anni e mezzo e su che cosa noi andiamo a proporre alla cittadinanza, che non deve essere il libro dei sogni. Quel programma fatto da Melucci, “Fatto 100”… “Fatto 100” di che cosa? Parlare di Palazzo degli Uffici che partirà… palazzo cosi… palazzo di là… Di che cosa stiamo parlando? Non c’è una visione futuristica per questa città. Poi se la città si è fatta abbindolare dalla regata, dalla nave da crociera che arriva una volta a settimana dalle 8 alle 18 e pensiamo di cambiare lo stato delle questioni in questa città… E nessuno parla dei famosi BOC [Buoni Ordinari Comunali, ndr]. Noi stiamo aspettando la sentenza dei BOC, dobbiamo restituire 250 milioni a Banca Intesa, sono soldi che abbiamo preso in prestito e che vanno restituiti, e in cassa il Comune di Taranto non ha niente. Si andrà a fare una dilazione del prestito che comporterà ancora sacrifici per i cittadini di Taranto. Questo dirigente mi diceva che il Campo Scuola di atletica è fermo perché purtroppo non ci sono soldi, perché i prezzi per la pista sono andati alle stelle e l’azienda che ha vinto l’appalto non riesce a coprire i costi. Di questo si tratta, a me piacerebbe parlare di questo, ma si stanno rintanando pensando di aver già vinto. Stamattina sono stato a piazza Fadini e posso garantire che quello che loro pensano, di aver già vinto… la piazza era stracolma e Melucci non è gradito. Poi capisco che la maggior parte degli organi di stampa in questi anni abbiano beneficiato della campagna pubblicitaria di questa amministrazione…»

La grande questione che nell’intervista di qualche mese fa volutamente lasciammo da parte è quella del centro siderurgico. Alla presentazione della candidatura alle prossime amministrative dicevate “Noi siamo per la chiusura della fabbrica”. L’obiezione che viene posta è sempre la stessa, e cioè che tutte le ordinanze del passato, da Stefàno a Melucci, non hanno mai sortito alcun effetto. Perché con voi a Palazzo di Città dovrebbe essere diverso?

«L’ordinanza di Melucci venne fatta con i piedi. Parlava di uno sforamento di tre giorni da parte dello stabilimento Ilva di Taranto. Quando i ricorrenti, in questo caso Invitalia, Ilva in AS e ArcelorMittal, fecero ricorso al TAR, il TAR diede ragione al sindaco Melucci, ma entrando nel merito della questione, non solo sui tre giorni. Se si va a vedere il dispositivo del TAR [leggi qui per approfondire], entra nel merito, a gamba tesa. Parla non solo degli sforamenti di quei tre giorni, ma delle polveri non convogliate, delle batterie, degli altiforni, dell’acciaieria… Bisogna fare delle ordinanze mirate e colpire il cuore dello stabilimento. Detto questo, il Consiglio di Stato perché rigettò la sentenza del Tar? Perché disse “caro TAR, tu hai ragione, ma io devo esprimermi sui tre giorni di sforamento e non su tutto” [leggi qui per approfondire]. Melucci pensava di prendere in giro le persone con quell’ordinanza. Gli è andata male quando il TAR gli ha dato ragione, perché è entrato nel merito delle questioni. Ecco perché io vorrei parlare di questo con l’ex-sindaco Melucci. Detto questo, quella fabbrica si sta chiudendo da sola, ormai è morta e sepolta. Basti pensare ai numeri esigui delle persone che ci stanno lavorando. E a breve ci sarà una grossa novità».

Girovagando qua e là sui social, in tanti hanno invocato, sia sotto i suoi profili che sotto quelli di un altro candidato sindaco, Luigi Abbate, una sorta di alleanza ambientalista per le amministrative. Come mai non si è realizzata?

«Io non sono un ambientalista. Qui gli ambientalisti si sono sciacquati la bocca parlando solo ed esclusivamente di Ilva. Per me l’ambientalista dovrebbe dire come mai non ha mai battuto i piedi sul piano delle coste, sulle concessioni demaniali. All’interno delle direzioni del Comune, chi si occupa di demanio marittimo è una punta di diamante del mondo ambientalista, è stato candidato anche alle scorse elezioni regionali. Quando noi parliamo di ambientalisti, voglio capire di che cosa si tratta, di che cosa parliamo. Io ho fatto le mie battaglie contro i conferimenti in discarica. Quando parliamo di ambientalisti parliamo solo di Ilva? Non ho mai visto prese di posizione sulla questione delle pale eoliche che stanno sorgendo a Lido Azzurro, non ho mai visto prendere posizione sulla Cementir, non ho mai visto prendere posizione sul Mar Piccolo, dove non ci sono solo le quattro idrovore dell’Ilva ma c’è l’inquinamento causato anche dall’Arsenale Militare. Non ho mai visto prendere posizione sulle discariche presenti sul territorio. Questo è fare gli ambientalisti? Io non sono ambientalista. Come anche l’altro candidato sindaco, può pensare di andare ad amministrare una città parlando solo di Taranto senza Ilva? Io in questi quattro anni e mezzo non sono diventato il Maradona della situazione, però ho capito come funziona la macchina amministrativa. C’è l’organo politico e l’organo tecnico, e l’organo tecnico non lo sposti da lì perché sono vincitori di concorso, e tu devi entrare a gamba tesa lì, perché l’organo politico invece si attiene a quel programma elettorale presentato alla cittadinanza e deve portare in campo quei progetti e quelle proposte che sono state fatte durante la campagna elettorale. Progetti che devono essere veloci, imminenti, devono essere fattibili in un tempo minimo. Non possiamo pensare di fare un programma elettorale così come è stato fatto 4-5 anni fa dall’amministrazione Melucci. Se poi per qualcuno la rotatoria, la pista ciclabile di viale Magna Grecia può far rinascere questa città, o una nave da crociera una volta a settimana può cambiare le sorti di questa città, io non sono assolutamente d’accordo. Non sono contrario alle navi da crociera, deve essere ben chiaro, però non è così che cambiamo le sorti di questa città. Tutto parte dalla chiusura di quello stabilimento. Perché arriva una sola nave da crociera? Perché le altre banchine sono impegnate per le navi minerali dell’Ilva. Noi possiamo pensare che i commercianti di Città Vecchia e Borgo Umbertino possano vivere con una crociera a settimana? Io non credo. Possiamo cambiare le sorti di Taranto Vecchia mettendo solo b&b, pizzerie e ristoranti? La città vecchia nel nostro programma va ripopolata, va rimesso il medico di base, degli uffici decentrati, la farmacia…»

A questo proposito c’è un progetto ancora in itinere, quello del social housing (leggi qui per approfondire). qual è il vostro giudizio su questo punto nello specifico? è un progetto che portereste avanti, che cambiereste, che sostituireste con altro?

«Non si tratta di un progetto su cui non si è d’accordo. Il fatto è che innanzitutto bisogna partire dalle fogne e dall’acqua che non c’è in Città Vecchia. Partiamo sempre dalla punta dell’iceberg, qui dobbiamo parlare delle cose minime. C’è tanta gente che non ha l’acqua, non ha fogna, di questo si tratta. O possiamo pensare di mettere al bando le case a 1 € se poi la Sovrintendenza non dà l’OK? c’è stato soltanto un rogito per le case a 1 €. Purtroppo basta andarsi a fare un giro, i palazzi sono tutti crollati. Di che progetti parliamo? Noi dobbiamo partire dalle basi, da quello che i cittadini della Città Vecchia, di Taranto vecchia (perché per me è Taranto Vecchia, non Isola Madre, questo nome che qualcuno si è inventato). Di lì si parte. O vogliamo tenere contento l’amico dell’amico per i Cantieri Maggese, aggiustati per 2-3 volte, di nuovo adesso messi altri soldi da parte del Comune? Non ne usciamo mai così. L’amministrazione Battista avrà rispetto per l’istituzione Regione, Governo, ma possiamo pensare ad averne una università autonoma? Possiamo avere qui delle Facoltà che non esistono nel Mezzogiorno? Sul programma che uscirà chiediamo questo. Possiamo essere autonomi? È possibile che un tarantino debba pagare la tessera di iscrizione, la società sportiva di Bari, spendere nei negozi Baresi e non a Taranto?»

Prima menzionava fra le altre questioni aperte anche il piano delle coste. Quali sarebbero le vostre proposte in merito a questo documento fondamentale?

«Il piano delle coste deve essere immediatamente approvato, perché noi ancora facciamo capo e riferimento al piano delle coste regionale. Il piano comunale non è stato approvato, era lì, se ne è discusso nelle commissioni, ci sono state tante osservazioni da parte delle cooperative dei miticoltori, ci sono state tante osservazioni anche dal sottoscritto. Va approvato, perché non possiamo pensare ancora nel 2022 che qualcuno possa fare i porci comodi. Basti pensare che siamo l’unica città capoluogo in cui purtroppo dal 1° gennaio 2024 bisogna ridare le concessioni. Lì ne vedremo delle belle. Senza un piano delle coste come potremo andare a dare concessioni demaniali? Sarà avvantaggiato sempre l’amico dell’amico e chi sta finanziando le campagne elettorali?»

L’altra questione di cui avevamo parlato l’ultima volta era quella sulla mobilità. Quali saranno le proposte che troveremo nel vostro programma?

«Immediatamente il sottoscritto ritirerà in autotutela le delibere 122 e 394, quelle delibere che hanno portato nuove strisce blu che servono solo ed esclusivamente a fare cassa. Sul piano della mobilità andrò immediatamente a ripristinare l’interscambio di Cimino e Belvedere, in zona Croce. Basti pensare alla settimana prossima, ci saranno gli eventi delle processioni. Chi arriva dai paesi deve fermarsi, per la zona occidentale, a Belvedere, dove faremo trovare le navette che prenderanno le famiglie, le persone, le porteranno nel centro cittadino; quando uno vorrà andarsene via, prenderà la navetta dalla discesa Vasto e tornerà al parcheggio. Idem sarà fatto a parco Cimino, dove le persone che arrivano dal versante orientale lasceranno le macchine, prenderanno la navetta ed entreranno in città. Invece adesso succede che la gente arriva in città, si formano file di chilometri di macchine, la gente fa inversione e se ne torna a casa. Il piano della mobilità fatto come ha fatto questa amministrazione, piazzando i tabelloni per le BRT che forse vedranno la luce nel 2026, fare qualche pista ciclabile stile via Liguria e via Lombardia in una maniera scandalosa e vergognosa… non è questo un piano della mobilità vero e proprio. Noi sul serio andremo a rivoluzionare il traffico cittadino, sul programma abbiamo anche di rendere ZTL il centro cittadino. Prima di fare questo, naturalmente, ci confronteremo con la Marina Militare, che deve rendere disponibili tutte quelle aree dismesse che potrebbero essere usate per zone di parcheggio nel centro cittadino. Non solo la Stazione Torpediniere e la Caserma Mezzacapo, ma anche l’Arsenale Militare. Come è stato fatto durante il piano vaccinale, in cui la cittadinanza ha visto le bellezze all’interno di quel grande comparto militare industriale, intere aree potrebbero essere consegnate alla cittadinanza per poter parcheggiare e camminare in centro tranquillamente. Ormai basta farsi un giro in centro, tutte le saracinesche stanno chiudendo, perché purtroppo in centro la gente non arriva, non spende e i commercianti sono costretti a chiudere».

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