| --° Taranto

E anche Pasqua ha il suo… presepe

C’è il presepe natalizio, con il Bambinello nella mangiatoia fra il bue e l’asinello, con Maria e Giuseppe che commossi partecipano all’evento, fra angeli svolazzanti, pastori con la pecorella sulle spalle per farne dono al Redentore e i Magi sullo sfondo, intenti al loro lungo e faticoso viaggio.

E c’è anche il presepe pasquale, in verità non molto in uso fra i tarantini. Nel suo allestimento ha voluto misurarsi l’anziano confratello dell’Addolorata, Pierino Solito, con statuine realizzate appositamente. La rappresentazione in questi giorni è esposta nelle vetrine di “Deco Stucchi” di Franco Vitti, in via Oberdan angolo via Giovan Giovine.

Pierino Solito
Pierino Solito

In ogni spazio del plastico trova posto un momento della Passione e Morte di Nostro Signore, seguendo letteralmente i testi biblici.

S’inizia con la scena del processo a Gesù nel cortile del palazzo pretorio, meticolosamente ricostruito. Quindi, dopo la condanna, ecco il Signore caricato della pesante croce nell’incontro dapprima con la Veronica, che con un panno gli terge il volto penosamente insanguinato, e poi con il Cireneo, di ritorno dalla campagna, cui la soldataglia impone di liberare il Signore dal pesante fardello per portarlo sul Calvario, dove avverrà la crocifissione.

Il supplizio si consuma mentre due soldati tirano a sorte con i dadi sulla sua tunica e il centurione Longino infligge il colpo di lancia al costato di Gesù, ormai spirato. Ai lati di quella del Redentore sono innalzate le croci dei due malfattori, le cui ombre si disegnano lugubremente sul muro, fra effetti che riproducono tuoni e lampi.

Ma anche nella rappresentazione la morte non ha l’ultima parola. Infatti la grande pietra circolare dell’accesso del sepolcro appare spostata mentre la Sindone giace per terra. Gesù è risorto ed appare trionfante in alto fra le nubi. L’effetto è altamente emozionante!

I più letti