Taranto e Bari hanno onorato il derby di Puglia dopo 29 anni di assenza allo Iacovone (l’ultimo il 21 febbraio 1993). Poteva essere una partita di fine stagione, una sorta di esibizione ed invece in campo l’agonismo, specie nel primo tempo, non è mancato e le due squadre hanno schierato la miglior formazione possibile. Il risultato è uguale a quello dell’ultimo match disputato nel 1993 (0-0).
Lo spettacolo sugli spalti, però, è stato più emozionante perché i circa 11 mila dello Iacovone hanno celebrato questa sorta di rito collettivo liberatorio senza potersi confrontare, però, con gli “odiati” rivali sportivi. Ed infatti gli ultras della Nord hanno evidenziato con uno striscione l’assenza dei tifosi baresi:” Siamo stanchi di divieti e restrizioni vogliamo i nostri rivali su quei gradoni”.
Allo stadio si è rivista gente che non frequentava i gradoni della curva o della gradinata da anni (negli ultimi mesi la media-spettatori viaggiava intorno alle 2 mila 2 mila e 500 presenze), i cosiddetti occasionali che non volevano mancare a questo storico appuntamento.
Ritrovare il Bari, l’acerrimo nemico di tante battaglie sportive, dopo tanto, troppo, tempo è stato il pensiero che ha accompagnato in tutti questi anni il tifoso tarantino over 40. Il calcio è cambiato tanto dal quell’ultimo derby del 1993 eppure la passione e l’amore viscerale dei supporter jonici verso i colori di quella maglia, il rosso ed il blu, è rimasto immutato.
I cori, gli striscioni, la classica sciarpata della Nord monopolizzano l’attenzione più di quello che succede in campo anche perché è il Bari nel primo tempo a tenere il pallino del gioco e ad avere un paio di occasioni potenziali per far male al Taranto. In particolare al 9’ con un tiro di Mallamo, dopo scorribanda sulla sinistra, deviato in angolo da Zullo e al 12’ con Ricci che sempre dal vertice sinistro dell’area di rigore lascia partire un tiro che Antonino (per lui esordio stagionale in porta, schierato al posto del sempre presente Chiorra) devia in angolo e al 44’ ancora con Mallamo che non approfitta di un errato appoggio ai limiti dell’area di rigore di Labriola, il quale poi recupera e prodigiosamente toglie palla al biancorosso proteso a colpire a botta sicura. Il Taranto in ripartenza si affaccia solo qualche volta dalle parti dell’area di rigore barese ma i cross dalle fasce sono imprecisi.
Nella ripresa, come era prevedibile, il ritmo di gioco è calato e piano piano le due squadre si sono accontentate del pareggio. Unico lampo del Bari con un tiro di sinistro di Botta al 77’ terminato di poco a lato. Prima e dopo, girandola di sostituzioni e nulla più se non l’espulsione diretta di Pacilli nel tempo di recupero per reiterato gioco falloso su Botta.
Il Bari, dunque, conferma la sua incapacità atavica di riuscire a vincere a Taranto (evento mai accaduto) mentre la squadra rossoblù non batte i “galletti” dal 15 aprile del 1984 (2-1 con reti di Formoso e Chimenti).
*credit foto Paolo Occhinegro