| --° Taranto

Vernice sui manifesti e la troppa enfasi

Premessa d’obbligo. L’aver imbrattato alcuni manifesti di pubblicità elettorale è un atto deprecabile, che non ha alcuna giustificazione e non può sopportarsi. Giusta, quindi, l’indignazione specie perchè coincidente con il 25 aprile, che è la festa della Liberazione e simbolicamente delle libertà democratiche di un popolo. Seppur, aggiungiamo poi, si tratta di gesti davvero puerili.
Punto. Perchè tutta l’enfasi che si è scatenata su quanto accaduto, in tutta sincerità, ci lascia perplessi. Già, perchè in questa città – a limitarci, perchè accade anche altrove – gesti simili diventano problematiche da affrontare con analisi socio-politiche a dimostrare chissà cosa. D’accordo, infastidiscono: ma non può oltrepassarsi questo limite, soprattutto in una città che ha ben altri problemi sui quali indignarsi veramente.
Non solo. Capiamo la coincidenza dei “fattacci” (sigh!) con il 25 aprile e che siamo in campagna elettorale. Ma ci chiediamo e chiediamo: perchè mai la stessa enfasi e una ben più alta indignazione non ci muove allorquando notiamo angoli di città deturpati e vandalizzati o addirittura aree dove i cantieri martorizzano marciapiedi e strade limitando il ripristino a semplici rattoppi? Come mai non vengono raccolte le proteste di cittadini su quanto accade nelle piazze, negli angoli verdi (già così pochi), nelle aree giochi spesso anzi spessissimo devastati (fatevi un giro in Villa Peripato…), sui muri? C’è bisogno di una coincidenza simbolica festiva per sollevare polveroni e indignarsi, vergando post e pubblicando video sui social?
No, sinceramente siamo indignati di questo modo di pensare.

La vernice rossa che ha imbrattato alcuni manifesti elettorali è ben poca cosa rispetto a quanto vediamo in giro.

Non accettiamo la vernice ma non accettiamo soprattutto il vandalismo quasi quotidiano che deturpa la città. Scusate ma non ci stiamo.

 

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