E’ stato presentato stamane in arcivescovado il programma dei festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo, che sarà vissuto con tutti i suoi ingredienti tradizionali com’era fino a prima della pandemia. “Come già avvenne all’arrivo del santo vescovo in città, che segnò il ritorno ai valori del vivere civile e della fede – ha detto mons. Filippo Santoro – ci aspettiamo che la ricorrenza patronale segni anche in questo tempo la resurrezione di una comunità segnata, oltre che dalle sofferenze di questi due anni di pandemia, da una crisi economica fattasi incalzante. Pregheremo San Cataldo che interceda per la pace, oltre che in Ucraina, anche nelle nostre famiglie e in città, sperando che i fin troppo noti problemi ambientali e occupazionali siano superati. I festeggiamenti siano anche occasione per sensibilizzare alla responsabilità tutti i tarantini in vista delle prossime votazioni, affinchè, illuminati dalla fede, possano scegliere serenamente e consapevolmente i nuovi amministratori. E questo lo ribadirò nei discorsi alla città la sera dell’8 e del 10 maggio”.
L’arcivescovo è tornato con la memoria all’8 maggio di due anni addietro quando, da solo, sull’imbarcazione della Marina Militare, pose una corona nel tratto di mare dove il suo antico predecessore lanciò l’anello. “In quella solitudine avvertivo la città spiritualmente tutta presente con me. Ma adesso vogliamo partecipare di nuovo coralmente, con la gente che scende in strada e i bambini portati da me per essere benedetti, le iniziative esterne e soprattutto con una grande partecipazione di fede”, ha commentato.
“Sarà un San Cataldo di riflessione sulla pace, tema che ci è stato presentato in una maniera forte da papa Francesco – ha ribadito – Pregheremo fortemente perché la Russia sia coinvolta nel dialogo e messa alle strette attraverso il negoziato diplomatico dall’Europa, dall’Onu e da tutti gli altri Paesi. Rifletteremo anche sulla grande bontà dei tarantini che hanno ospitato nelle loro case i profughi dell’Ucraina, come anche noi abbiamo fatto al centro notturno ‘San Cataldo vescovo’ e negli appartamenti delle canoniche”
Sarà la festa della ripresa della normalità della vita cittadina all’insegna della partecipazione, com’è già avvenuto nella Settimana Santa, e della speranza relativamente alle preoccupazioni per gli strascichi della pandemia. “La festa – ha concluso l’arcivescovo – sia anche occasione per rinvigorire la nostra vita di vita e di devozione verso il Santo Patrono che attraverserà i nostri mari l’8 maggio e le vie cittadine, il 10 maggio, chiedendo la sua intercessione per tutti i nostri bisogni”.
All’inizio della presentazione del programma, don Emanuele Ferro, portavoce dell’arcivescovo e parroco della basilica cattedrale, ha evidenziato come quest’anno non sia stato facile approntare il calendario delle iniziative, dopo due anni di fermo, ma che alla fine si è riusciti a mettere a punto la macchina dei festeggiamenti. All’appello per la collaborazione all’allestimento del programma, tutti hanno risposto generosamente, dal Comune (attraverso il commissario prefettizio) alla Camera di Commercio, dalla Marina Militare (che coordina la processione a mare attraverso il comandante D’Elia) alla Capitaneria di Porto. “Anzi, quest’anno abbiamo avuto anche la possibilità del ritorno della musica in piazza, grazie all’Orchestra della Magna Grecia che ci donerà la sera del 10, davanti a Palazzo di Città, il concerto completamente gratuito “Attenti a Lucio”, dedicato al grande Lucio Dalla, con la direzione orchestrale del maestro Giacomo Desiante e la voce di Lorenzo Campani. S’inizierà alle ore 21.30 ”.
Particolarmente attesa sarà, la sera dell’8 maggio, la processione a mare, subito dopo la regata del “Palio di Taranto”. “Alle ore 18.45 ci sarà la consegna del simulacro al commissario prefettizio, dott. Cardellicchio (‘u pregge) e quindi ci si dirigerà alla banchina Sant’Eligio per l’imbarco. “Quest’anno però il comitato festa non avrà disponibilità di inviti per salire a bordo della motonave “Cheradi” che, per disposizioni anti-covid, sarà riservata solo ai partecipanti alla processione – ha detto don Emanuele – Al passaggio nel canale navigabile, il ponte girevole sarà aperto e dagli spalti del castello scenderà la consueta spettacolare fiaccolata a pioggia d’argento. Lo sbarco avverrà come sempre alla discesa Vasto per il ritorno in basilica”.
E sempre per la sera dell’8 maggio don Emanuele ha auspicato il ritorno dello storico segretario dei festeggiamenti patronali, il comm. Antonio Gigante, costretto a una serie di accertamenti clinici.
All’insegna del tema “The Economy of Francesco”, all’insegna del movimento giovanile auspicato da papa Francesco circa gli sviluppi economici e collegandosi ai contenuti dell’ultima “Settimana sociale dei cattolici”, lunedì 9 alle ore 19.30 si terrà in basilica la cerimonia di consegna dei “Cataldus d’argento” a personalità distintesi nei vari ambiti di vita cittadina, conferiti dal comitato festeggiamenti e dalla Camera di Commercio. Durante la serata l’attore Sebastiano Somma declamerà passaggi del documento pontificio, tema della serata. Al termine, l’associazione de “Amici della Musica-Arcangelo Speranza” offrirà nel Cappellone un concerto all’organo settecentesco eseguito dal maestro Pierluigi Lippolis, in occasione del “dies natalis” di Giovanni Paisiello.
Martedì 10 basilica alle ore 10 l’arcivescovo presiederà la commemorazione dell’”Invenctio Corporis Sancti Cataldi” con l’ostensione della crocetta aurea di San Cataldo e alle ore 17 celebrerà il solenne Pontificale, proclamando la chiusura del Giubileo dei 950 anni della cattedrale. Seguirà la processione per le vie della Città vecchia e del Borgo. Al passaggio sul ponte girevole renderanno omaggio al Santo, sollevandosi dall’acqua, gli atleti dell’As Flyboard di Andrea Di Donna. Sulla rotonda del lungomare, inoltre, saluteranno San Cataldo gli sbandieratori e i musici “Città di Oria” con le loro evoluzioni. In piazza della Vittoria, da balcone del Carmine, allocuzione e benedizione apostolica dell’arcivescovo.
Infine, il già citato concerto dell’Orchestra della Magna Grecia in piazza Castello e, alle ore 23.45, i fuochi pirotecnici scenografici (cioè senza botti) dal castello aragonese a cura della ditta Itria Fireworks di Martina Franca.
Non mancheranno le luminarie e la partecipazione dei complessi bandistici cittadini “Lemma”, “Giovanni Paisiello” e “Santa Cecilia”, che presteranno servizio digito e alle processioni.