Bei faccioni da “figoni paciacconi” come direbbe, in parte, il comico Massimo Boldi, volti silvani come quelli decantati dal poeta Gabriele D’Annunzio, volti di perfetti sconosciuti o di vecchi marpioni, sguardi da “Mezzogiorno di fuoco” o truci alla “Gomorra”, sorrisi appena accennati o che non conoscono confini (lo avrebbe detto il giornalista Sandro Ciotti ma lo ricorderanno solo gli over 40), espressioni pensierose o da intellettuali mancati ed ancora mani sotto il mento alla Steve Jobs o rassicuranti braccia conserte. Senza dimenticare occhialoni, anelloni, sopracciglia che sembrano disegnate da un geometra in grado di catturare l’attenzione così come l’abito buono indossato per lo scatto che in alcuni casi non sembra il vestito del matrimonio ma, ci perdonino, per dirla alla tarantina, da “precamuerte”.
Sono i manifesti elettorali, spesso enormi lenzuoli di carta 6×3 (a proposito scopriamo che ci sono tanti soldi da spendere in campagna elettorale…). In qualche caso addirittura gigantografie, ai limiti della megalomania, che ci guardano da una rotatoria piuttosto che da un muraglione. Sono tanti e stanno invadendo ormai da settimane gli spazi di pubblica affissione di una Taranto che il 12 giugno prossimo eleggerà il nuovo sindaco ed i nuovi consiglieri comunali. Li ritroviamo ovunque nel nostro percorso da pedoni o da automobilisti.
D’altro canto anche oggi che siamo nell’era digitale, il manifesto cartaceo affisso sulle plance elettorali funziona sempre. Resta fondamentale per catturare l’attenzione degli elettori, specie quelli più distratti.
E’ notorio, infatti, che basti una frazione di secondo all’occhio e al cervello umano per farsi un’opinione, guardando semplicemente un volto.
I risultati di alcuni studi, effettuati in simili contesti, spesso suggeriscono che veloci giudizi basati sul volto di un candidato sono in grado di influenzare le decisioni di voto. Se è vero che molte persone votano in base ai valori, molte altre sono distratte, disinformate sulla politica e per questo voterebbero basandosi, appunto, sulla fiducia che può trasparire da un semplice viso.
Ma non abbiamo a che fare solo con dei volti su dei manifesti elettorali. In alcuni casi, essi, sono accompagnati anche da frasi del tipo “dalla parte dei cittadini” (un evergreen, quasi sempre e solo in campagna elettorale si è dalla parte dei cittadini) o da parole come futuro (la più abusata, quando ci vien, invece, da dire “ma a questo presente quando ci pensiamo?”), coerenza, lealtà e finanche citazioni colte.
Bene, in conclusione, vogliamo sperare che quando si entrerà nel pieno della campagna elettorale, i nostri cari candidati non comincino ad attaccare abusivamente i loro manifesti, violando sistematicamente i regolamenti sulle affissioni. Ancor più, coloro i quali hanno un’anima green, si ricordino di non far spargere dai propri galoppini, in giro per la città, quegli odiosi volantini che solitamente poi dal tergicristallo dell’auto o dalla traboccante buca delle lettere finiscono quasi tutti per terra, ai bordi dei marciapiedi.
Il cambiamento di paradigma comincia anche da qui perché ad una Taranto dalla nuova visione noi ci crediamo. VVeramente!
p.s.. ogni riferimento a persone non è casuale ma l’intento di questo articolo è ironico.Le foto non vogliono tirare la volata a nessun candidato, sono puramente dimostrative..








Uno più inetto di un altro ,Mary Poppins non esiste « purtroppo « ,basta un poco di zucchero e la pillola va giù ( magari) qui il veleno non scende proprio .. ordine ,pulizia ,ordine ,serietà e spartanità sono gli elementi essenziali per un vero sindaco ,certo lo stipendio fa gola a chiunque ,ma il lavoro da fare è tantissimo « too much » l’onore a cui si potrebbe conseguire è immenso chissà mai se qualcuno ci riuscirà a fare dell’’impossibile una realtà e trasformare questo scempio in una vera città . Speriamo che vinca un tarantino almeno lo possiamo sputare in pieno viso se si comporta come chi ci ha preceduto e ancora gira e rompe le scatole con la sua ricandidatura !!