Mentre è attualmente all’attenzione del Comitato di Gestione dell’ente, per le competenti valutazioni e decisioni in merito, la documentazione inviata da parte della Società San Cataldo Container Terminal (SCCT) e richiesta dall’Autorità Portuale, avente ad oggetto le attività che la citata società intende sviluppare nei prossimi due anni (di fatto si tratta di un nuovo piano industriale), ed in attesa che i sindacati di categoria FiltCgil, Fitcisl, Uiltrasporti di Taranto ottengano un incontro ufficiale con la società (già richiesto da una settimana) per sapere dello stato occupazionale e i conseguenti carichi di lavoro, sono stati resi noti i risultati del primo trimestre delle attività del traffico merci dello scalo ionico.
Durante il quale il porto di Taranto ha movimentato 3,6 milioni di tonnellate di merci, con una diminuzione del -21,1% rispetto allo stesso periodo del 2021. I container movimentati al Molo Polisettoriale sono stati pari a 18.409 teu, con una progressione del +747,6%, per un volume complessivo di 231mila tonnellate (+1.034,1%). Contrazione, invece, delle altre merci varie che sono ammontate a 746mila tonnellate (-13,0%), così come delle rinfuse solide con 2,6 milioni di tonnellate (-26,6%) e delle rinfuse liquide con 706mila tonnellate (-34,2%).
Numeri ancora profondamente bassi, a dimostrazione che l’attività della San Cataldo Container Terminal (SCCT), la società del gruppo turco Yilport che ha in concessione per i prossimi 49 anni (1.800 metri lineari di banchina e un milione di metri quadrati di aree) dal luglio 2019 il container terminal al Molo Polisettoriale del porto di Taranto, complice anche la pandemia da Covid-19 e il confilitto in corso con l’Ucraina, è di fatto ancora sostanzialmente ferma.
Ma il tempo delle scelte è oramai vicino.
Lo scorso 11 aprile, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, al termine di una riunione fiume che durò oltre tre ore, concesse atri quindici giorni di tempo alla società per presentare un piano industriale che contenesse garanzie e certezze per il futuro del traffico merci del Molo Polisettoriale del porto di Taranto. A quest’ultimo vertice presenziò un’ampia delegazione guidata da Robert Yuksel Yildirim, Chairman e CEO di Yilport, del co-ceo Nicolas Sartini, (affiancati dai dirigenti di Yilport e della società San Cataldo Container Terminal) l’Autorità Portuale ed i rappresentanti delle sigle sindacali di categoria FiltCgil, Fitcisl, Uiltrasporti di Taranto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/05/porto-prete-richiama-agli-impegni-yilport/)
Una discussione, quella dello scorso aprile, a tratti accesa, durante la quale sono state discusse tutte le criticità evidenziate ad inizio marzo, nelle lettera di richiamo che lo stesso Prete inviò alla società, sollecitando la stessa ad una sorta di verifica sulla gestione del terminal e sui risultati conseguiti sino ad ora, molto lontani dalle ‘promesse‘ e dagli obiettivi annunciati nel dicembre 2019 prima e nel settembre 2020 poi (la verifica riguarda l’intera progettualità, così come i lavori sul piazzale e il revamping delle gru).
Qualora dal nuovo piano industriale dovessero emergere ancora titubanze e promesse non ancorate a dati certi, è molto probabile che si possa addivenire in breve tempo ad una rivisitazione dell’atto di concessione. L’ipotesi più realistica, in un primo momento, prevederebbe una revoca parziale della concessione, sottraendo parte della banchina e delle aree alla parte privata per restituirla all’usufrutto pubblico.
Qualora però la vicenda dovesse prendere una piega del tutto negativa, si arriverebbe ad una revoca totale della concessione e ad una nuova procedura di gara. Ma al momento quest’ultima restal’ipotesi più remota che in particolar modo l’AutoritàPortuale vorrebbe evitare di prendere in considerazione, almeno per il momento. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/28/porto-concessione-yilport-in-bilico/)