San Cataldo ha vinto. Ha vinto sulle avverse previsioni meteorologiche che preannunciavano tuoni, fulmini e acquazzoni in quantità soprattutto nelle giornate dell’8 e del 10 maggio. Ha vinto su chi dava in calo da parte della comunità ionica l’attaccamento alle proprie tradizioni, con tantissima gente che invece ha fatto ala al passaggio del santo, posto su carro infiorato, applaudendo e, sollecitati dall’arcivescovo, con grido di giubilo: “Evviva San Cataldo!”.
Dal canto suo, monsignor Filippo Santoro è apparso oltremodo commosso davanti a tanta partecipazione, non risparmiandosi durante nella benedizione dei bambini e degli ammalati che gli venivano condotti o per un abbraccio di consolazione verso chi vede sfuggirsi la vita tra mille delusioni o nella paura per l’imminente perdita del posto di lavoro. “San Cataldo può tutto, pregateLo” – ripeteva il continuazione il vescovo. E speriamo che tocchi il cuore di chi ha materialmente il potere di cambiare i destini della città: questo sì che sarebbe il miracolo!
Il nostro Patrono ha vinto sui timori dei tarantini per gli strascichi del coronavirus, che hanno invece affollato le vie centro e della città vecchia, all’occorrenza proteggendosi con le mascherine in caso di assembramento. Molti i turisti, rimasti entusiasti per la festa e ammirati per la città, bella come poche e non sempre tutelata come suo diritto. E’ stato bello osservare lo “struscio” in via Duomo (con le botteghe posticce, in vista delle riprese delle puntate del “Commissario Ricciardi”. che hanno mascherato gli accessi tristemente murati) e soprattutto al mercatino di via Garibaldi, prolungatosi fino a tarda ora.
Infine i fuochi: mai così belli e nutriti come quest’anno. Il carosello di luci e di effetti sonori, nello splendido scenario del castello aragonese, con l’incredibile crescendo finale, ha lasciati sbigottite migliaia di tarantini assiepati sul canale e sul lungomare; applausi anche per lo spettacolo di fuochi diurni, con lancio di fumogeni, al primo passaggio della processione sul ponte girevole, e per l’esibizione di Flyboard di Andrea Di Donna che, tramite getti d’aria, si è sollevato dal mare fin quasi a raggiungere il ponte girevole per l’omaggio al santo.
I tarantini hanno anche apprezzato il concerto offerto dall’Orchestra della Magna Grecia davanti a Palazzo di Città con l’omaggio a Dalla. Senz’altro avrebbero giovato all’evento una maggiore pubblicizzazione con manifesti e soprattutto la disposizione di sedie, per una maggiore godibilità delle pregevoli esibizioni del complesso orchestrale diretto dal maestro Giacomo Desiante e del cantante Lorenzo Campani.
Le uniche lamentele sono state quelle rivolte al Comune per non aver assicurato una maggiore disponibilità di parcheggi, avendo mancato di richiedere alla Marina Militare la disponibilità (concessa in altre occasioni) di congrue disponibilità di posti auto negli spazi della caserma Mezzacapo, in via Principe Amedeo, e della Stazione Torpediniere.