Parliamoci chiaro. Non possiamo colpevolizzare il presidente del Taranto Massimo Giove se nelle interviste che rilascia (one to one: domande morbide, risposte scontate) dichiara che occorre stare tranquilli e avere pazienza.
Il Taranto ha scelto la politica dei piccoli passi, uno step per volta. E non è certo una cattiva politica gestionale. Il massimo dirigente rossoblù, per la prossima stagione, parlando in maniera generica di programmi ha detto, a cosmopolismedia.it, che l’obiettivo per la prossima stagione è la qualificazione ai play-off. Per resto nulla di nuovo o di interessante rispetto ad altre recenti interviste (sempre one to one).
A quella buona parte di tifosi sempre molto critici nei confronti di questo club – che, certamente non si è mai sforzato più di tanto di essere empatico e di aprirsi con verso l’esterno ad esempio con qualche iniziativa di marketing acchiappa consensi – occorre ricordare con quale caparbietà questa società è riuscita a fronteggiare gli effetti economici del post-covid (incassi ridotti, introiti in generale non sufficienti a coprire nemmeno il 30% del budget). Nonostante ciò è riuscita a vincere, insperatamente, un campionato di serie D ed a conquistare una salvezza tranquilla in Lega Pro.
Dunque minutaggio e valorizzazione di giovani calciatori non rappresentano una cattiva strada da seguire specie se mira nel contempo al consolidamento di un’organizzazione societaria che si è retta, sinora, principalmente su poche figure e che non può reggere il peso di un campionato professionistico a lungo così com’è.
Piaccia o no il Taranto di Giove, nel breve termine, non ha progetti ambiziosi da proporre. Il sol fatto di essersi lasciati alle spalle l’inferno della serie D deve indurre ad un ragionato ottimismo su quello che è il presente. Per un futuro più splendente c’è tempo (?). Poi si pensa…