Con 1 anno e 5 mesi di ritardo, il Comune di Taranto (Direzione Ambiente) ha finalmente pubblicato i dati relativi alla Produzione dei Rifiuti Urbani (RU) a Taranto e le percentuali di Raccolta Differenziata (RD) sul Portale della Regione Puglia (Ambiente, Osservatorio Rifiuti). I dati del capoluogo ionico e di tutti i comuni pugliesi sono consultabili all’indirizzo internet: https://pugliacon.regione.puglia.it/orp/public/servizi/rsu-per-comune
La speranza (vana) di un incremento della RD nel 2021
Con la partenza di nuovi metodi di Raccolta Differenziata, in questi ultimi due anni, che hanno coinvolto altri quartieri del comune di Taranto, ci si attendeva un deciso e costante incremento delle percentuali di RD nel capoluogo jonico.
Oltre alla raccolta di tipo “porta a porta” già avviata, da anni, nei quartieri San Vito, Lama e Talsano, è partita da tempo una raccolta “porta a porta – di prossimità” nelle zone Tamburi, Lido Azzurro e Paolo VI, a cui poco dopo si è aggiunta una raccolta di tipo “passiva”, con l’utilizzo di postazioni con cassonetti ingegnerizzati per ogni frazione di rifiuto (organico, multimateriale, vetro, indifferenziata), nei rioni Città Vecchia e Borgo.
Nonostante l’avvio della raccolta differenziata negli altri quartieri sopra menzionati, siamo giunti ad una decrescita, seppur dell’ordine di alcuni decimali, della percentuale di RD nel 2021 (24,93%), rispetto al dato già deludente del 2020 (25,15%). Insomma, al contrario di tutta Italia e della stessa provincia di Taranto, nella città capoluogo, pare ormai un’impresa quasi impossibile riuscire a far crescere le percentuali di Differenziata almeno a livelli “dignitosi”. Anche perché, se dovessimo prendere in considerazione la normativa, già dieci anni fa, nel 2012, avremmo dovuto avere una percentuale minima di Raccolta Differenziata del 65%.
Nuova Raccolta Differenziata: un fallimento peggiore di quel che sembrava
Personalmente ero molto critico sul come era stata avviata la nuova Raccolta Differenziata nelle zone di Tamburi, Lido Azzurro, Paolo VI, Città Vecchia e Borgo. Soprattutto, ero molto scettico su una riuscita efficace della stessa, in mancanza di una preventiva e capillare “alfabetizzazione”, sul tema della RD, di una cittadinanza che mai, fino a quel momento, si era approcciata alla buona pratica della Raccolta Differenziata, a causa di amministrazioni comunali e gestori del servizio, che in venticinque anni dall’entrata in vigore dell’obbligatorietà di raccogliere i rifiuti in modo differenziato (Dlgs 22/97), non avevano mai preso “seriamente” in considerazione questo vincolo di legge.
Inoltre, i soggetti sopra citati, negli anni non si erano mai dimostrati determinati nel cercare di adeguarsi ai dettami normativi anche per una questione di maggiore tutela ambientale e di risparmio economico per le casse comunali.
Effettuare una raccolta dei Rifiuti Urbani in maniera differenziata, infatti, risulta più costosa solo se fatta a percentuali basse, poiché a questi costi, già importanti, si vanno a sommare quelli enormi del “conferimento in discarica” di una frazione notevole di indifferenziata.
Infine, era percepibile, una volta partita la raccolta con i nuovi contenitori e cassonetti, che questi fossero stati sottostimati (per numero e capacità). E inoltre, con l’aggiunta a posteriori di altri contenitori, si avvertiva quasi una sensazione di improvvisazione nella gestione, come se si procedesse per tentativi, anziché con una programmazione e una tempistica preordinata.
La mancanza di un numero adeguato di CCR
L’indispensabilità dei Centri Comunali di Raccolta (CCR), al fine di innalzare ancor di più la percentuale di Raccolta Differenziata, è ormai arcinota. Questi impianti, se fatti ai sensi della legge e se allestiti per il conferimento di diverse tipologie di Rifiuti Urbani, che sfuggono alla normale raccolta stradale, risultano un efficacissimo supporto al fine di incrementare notevolmente le percentuali di RD e raggiungere ciò che viene richiesto dalla normativa.
L’esiguo numero di CCR a Taranto (solo 2), la distanza di essi dal “cuore” più popoloso della città, e il fatto che non possano accettare diverse tipologie di rifiuti (televisori, monitor, frigoriferi, sorgenti luminose, toner, inerti, ecc.), fa sì che non si riesca neanche ad aumentare le già basse percentuali di Differenziata derivanti dalla raccolta stradale.
Già dall’anno scorso si poteva costruire velocemente un Centro di Raccolta, ai sensi di legge, nella zona della cosiddetta “isola ecologica” della Salinella, ad esempio, ma si è scelto, ovviamente, una via lunga e costosissima per far nascere proprio lì un impianto “ipertecnologico” che chissà quando sarà operativo. Stranamente, in tutti i comuni italiani tali impianti molto sofisticati non esistono, ma lì le percentuali di RD sono nettamente più alte del nostro misero 25%. Ma si sa, quando i soldi sono pubblici, spesso si tende a fare gli spendaccioni, a differenza di quando i soldi sono privati.
Fatto sta che la normativa, tra i criteri con cui va gestito il servizio di Raccolta dei Rifiuti Urbani, ci mette anche l’economicità, oltre l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza.
Personalmente ritengo che la città abbia bisogno di almeno altri 3 CCR, oltre i 2 già esistenti in periferia e quello di prossima (si spera) ultimazione alla Salinella, che siano ben dislocati sul territorio affinché non venga lasciata scoperta dal servizio alcuna zona di Taranto.
Il ritardo nella pubblicazione dei dati della RD e le conseguenze
Ancora una volta, il Comune di Taranto ha pubblicato con scandaloso ritardo (1 anno e 5 mesi) i dati relativi alla produzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata sul Portale della Regione Puglia (sezione Ambiente). Ricordo che questo ritardo è un’inadempienza rispetto all’obbligo alla trasparenza e alle scadenze fissate dalla normativa regionale. Secondo questa, infatti, la pubblicazione dei dati mensili di ogni comune pugliese dovrebbe avvenire sul Portale Regionale entro il giorno 15 di ogni mese o al massimo entro 30 giorni, in riferimento al mese precedente. Ma il Comune di Taranto, probabilmente unico tra i comuni pugliesi, ha l’abitudine di rendere pubblici i suoi dati sulla Raccolta Differenziata solo nell’arco dell’anno successivo (quasi sempre con 15-16 mesi di ritardo).
Questa consuetudine, tutta tarantina, non solo viola l’obbligo alla trasparenza riguardo la gestione rifiuti, che la normativa definisce tra l’altro “attività di pubblico interesse”, ma viola anche gli obblighi regionali di cui sopra. Così facendo, il Comune di Taranto non può accedere a vari finanziamenti della Regione Puglia in materia di Gestione dei Rifiuti Urbani, oltre che ai fondi messi a disposizione per la rimozione di rifiuti, per operazioni di bonifica e per interventi vari.
Azioni urgenti per adempiere agli obblighi normativi
Per ridurre la produzione dei rifiuti urbani a Taranto, azione prioritaria secondo la legge, si potrebbe creare un “mercatino dell’usato o del baratto” diretto dal gestore della raccolta (AMIU Taranto). Questo luogo d’incontro, tra chi vuole disfarsi di un oggetto e chi, invece, lo acquisterebbe ad un prezzo irrisorio o a costo zero, potrebbe essere sia fisico che virtuale. Ossia, il mercatino potrebbe essere organizzato a scadenze in un luogo fisso o itinerante, oppure in modo virtuale su un sito web gestito da AMIU Taranto, facendo così da tramite tra la domanda e l’offerta.
Solitamente, gli oggetti che sono più facili da “piazzare” sono: mobili, suppellettili, accessori vari, articoli per l’infanzia (passeggini, culle, vestitini, ecc.) e apparecchiature elettriche o elettroniche in buono stato.
Occorrerebbe anche incentivare il riutilizzo di oggetti e materiali. A tal proposito, esistono diverse associazioni e singoli cittadini che già si adoperano per portare avanti queste buone pratiche, che rientrano sempre nella prevenzione dei rifiuti.
Sarebbe necessario, altresì, avviare massicce e capillari Campagne di Educazione ed Informazione sul tema della Raccolta Differenziata, ma anche del Riuso, del Riciclo e del Recupero delle varie frazioni di rifiuti. Questa Comunicazione andrebbe fatta da gente esperta o adeguatamente formata, sfruttando canali e supporti di ogni tipo: pagine social, siti web, mass-media, info point (fissi e/o itineranti), materiale informativo cartaceo, spot di info-sensibilizzazione (con testimonial efficaci), ecc.
Specifichiamo pure che senza un servizio di gestione dei rifiuti efficiente ed efficace, e senza una partecipazione virtuosa del cittadino allo stesso, risulterà sempre molto difficile produrre meno rifiuti ed avviare a recupero, in grosse quantità, quelli prodotti.
La mala gestione e l’inciviltà di alcuni
Al di là di uno “zoccolo duro” di persone incivili, che sempre e comunque continuerà ad esistere, gli altri utenti devono essere messi nelle condizioni migliori e più agevoli nell’usufruire del servizio di raccolta rifiuti.
Reputo davvero diffilcile che, a fronte di continui insuccessi nella gestione, in particolare della Raccolta Differenziata da parte del Comune di Taranto e di AMIU, si possa assistere alle dimissioni dei vertici preposti alla gestione stessa, poiché siamo in Italia e non in paesi europei o anglosassoni più seri del nostro. Da noi, chi non amministra bene o chi fallisce in uno scopo prefissato non si fa mai da parte per lasciare spazio a persone più capaci e competenti. La soluzione migliore per Taranto, forse, sarebbe quella di affidarsi a un management più esperto, proveniente da realtà dove la Gestione dei Rifiuti Urbani viene svolta in modo virtuoso e rispettoso delle indicazioni della normativa. Non necessariamente persone di città lontane, visto che comuni popolosi a pochi km da noi riescono ad essere gestiti ordinatamente e a raggiungere percentuali di RD superiori anche al 70%.
La questione della Gestione dei RU e la politica locale
A vedere, per adesso, come procede la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali del 12 giugno, parrebbe che, della questione della Gestione dei Rifiuti Urbani e della Raccolta Differenziata non interessi praticamente a nessuno. Ho assistito solo a brevi passaggi sull’argomento, in maniera molto superficiale, senza mai affrontare il problema in modo serio ed approfondito. Sembra quasi che un po’ tutti i politici e buona parte dei cittadini tarantini ritengano la Gestione dei RU, e la Differenziata degli stessi, solo un optional, e non un punto nevralgico di una campagna elettorale, nonché di un’amministrazione comunale. Le criticità di una mala gestione e di una RD che non produce alte percentuali di rifiuti differenziati, non vengono neanche utilizzate dai vari schieramenti politici per montarci su della propaganda che serva a mettere in difficoltà i vari concorrenti alla carica di sindaco del capoluogo jonico.
È indubbio che non tutti i politici candidati siano uguali, e che tra loro c’è chi sia più sensibile alla questione, di cui ho trattato in questo articolo, e chi meno, ma non ho ancora visto qualcuno che consideri la Gestione virtuosa dei Rifiuti Urbani un elemento fondamentale di una buona amministrazione comunale, assieme ad altri quali: il trasporto pubblico, la manutenzione di strade e marciapiedi, il verde pubblico, i servizi sociali, ecc.
In conclusione, voglio ricordare a tutti che nel 2022, a distanza di 25 anni dal celebre Decreto Ronchi (Dlgs 22/97) che ribaltava la concezione stessa dei rifiuti (da “problema da smaltire” a “risorsa da recuperare”), a Taranto continuiamo a conferire il 75% dei nostri Rifiuti Urbani all’impianto (privato) CISA di Massafra, al prezzo complessivo (costi di conferimento e tasse) di 170 euro circa a tonnellata. Questi rifiuti, a seguito di operazioni di selezione e biostabilizzazione, vengono avviati o all’incenerimento con recupero d’energia, sotto forma di Combustibile Solido Secondario (CSS), presso la centrale termica Appia Energy, o allo smaltimento presso la discarica di servizio dello stesso impianto CISA. Solo 1/4 del totale dei rifiuti della città viene venduto in maniera differenziata ai Consorzi di Riciclaggio ed avviato così a recupero. Tutto ciò è inaccettabile, oltre che inadempiente rispetto alla normativa vigente.
Aldo De Nicolò
(tecnico superiore gestione rifiuti)
