Presso l’Aula del V piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati quest’oggi ha svolto l’audizione di Antonio Lupo, Francesco Ardito e Alessandro Danovi, commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria, sul tema dell’Ilva di Taranto. Presente, insieme ai commissari collegati in video conferenza, anche Giancarlo Quaranta, Direttore Divisione Tecnica ed Operativa Ilva S.p.A. in Amministrazione Straordinaria.
Di fatto, i Commissari hanno rappresentato quanto portato alla conoscenza delle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive, presso l’Aula della Commissione Attività produttive, in merito alle attività di bonifica del sito ex Ilva, lo scorso 24 maggio.
Precedentemente lo avevano rappresentato nell’audizione dello scorso gennaio e attraverso un documento inviato al MiTE lo scorso 12 aprile. Ma è doveroso ricordare che per anni, ovvero da quanto è stato creato l’Osservatorio Ilva per la realizzazione del Piano Ambientale 2017, i Commissari hanno sempre trasmesso e illustrato ai componenti dell’Osservatorio (tra cui è presente anche il ministero dell’Ambiente) il loro operato, e che noi in questi anni abbiamo sempre documentato sulle pagine del giornale online corriereditaranto.it.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/24/procedono-le-bonifiche-nelle-aree-ex-ilva/) 
Due, se vogliamo, le novità più importanti: la prima, è che i Commissari hanno ancora una volta ribadito che non vi sia mai stato alcuno scippo delle risorse a loro assegnate, né mai ci sarebbe stato, semplicemente perché quello su cui si è discusso nei mesi precedenti, altro non era una diversa ripartizione di risorse che fanno sempre capo ad Ilva in Amministrazione Straordinaria. Come dimenticare infatti le polemiche tragicomiche scoppiate lo scorso gennaio sul presunto scippo di oltre 500 milioni di euro, litania che si è poi ripetuta a marzo quando quest’ultimi sono diventati 150 milioni e sono stati destinati a progetti per la decarbonizzazione del sito siderurgico di Taranto, attraverso il decreto ‘Aiuti’.
A tal proposito i Commissari hanno oggi spiegato come quelle risorse non sono ancora disponibili perchè manca il decreto attuativo che sarà emanato quando i ministeri saranno pronti: all’interno del testo sarà poi specificato chi gestirà materialmente quelle risorse e per farne cosa, chi saranno i soggetti titolati a presentare i progetti e così via. A tal proposito, a fronte delle domande poste dalla commissione d’inchiesta, i Commissari hanno dichiarato che quei 150 milioni potranno ad esempio essere utilizzati per la progettazione dei forni elettrici.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/13/bonifiche-ex-ilva-tra-numeri-e-politica/)
Per l’ennesima volta dunque, è stata fatta chiarezza, sulle norme che regolano l’utilizzo dei fondi sequestrati alla famiglia Riva, il così detto Patrimonio Destinato, acquisite dall’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva tra il giugno 2017 e il dicembre 2018, e pari ad 1,157 miliardi di euro. L’utilizzo di tali somme è vincolato dall’articolo 3, comma 1 del D.L. 1/2015, per finanziare interventi di risanamento e bonifica ambientale delle aree del siderurgico.
A valle dell’accordo tra lo Stato italiano e ArcelorMittal nel settembre 2018 per la gestione in fitto dei rami aziendali dell’ex Ilva, venne previsto che 617 milioni di euro venissero utilizzarti dai Commissari straordinari di Ilva in AS per la bonifica e la messa in sicurezza permamente delle aree esterne (alcune comprese ed altre non all’interno del Piano Ambientale 2017), mentre la restante parte venisse allocata nell’ambito della gestione di Acciaierie d’Italia di cui 352 milioni di euro destinati ad inteventi di decontaminazione nello stabilimento (previsto dal contratto di affitto) e 188 milioni di euro per le bonifiche del sottosuolo dello stabilimento così come previsto dall’Addendum del contratto sottoscritto nel 2018 con ArcerloMittal (poi diventata Accaierie d’Italia). A cui andranno aggiunti i 150 milioni di euro per progetti di decarbonizzazione, attraverso il decreto Aiuti, così come deciso dal governo, che facevano parte delle somme inizialmente destinate ai Commissari di Ilva in AS.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/09/bonifica-ex-ilva-si-lavora-sulla-falda/ e l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/10/bonifica-falda-ex-ilva-azienda-ricorre-al-tar/)
E’ stato inoltre specificato, nuovamente, che le somme necessarie secondo il Piano Ambientale agli interventi di bonifica nelle “Aree Escluse” in capo ad Ilva in A.S., sono state originariamente individuate dalla Commissione Europea, d’intesa con il Governo Italiano, precedentemente all’approvazione del Piano Ambientale con il DPCM del 29 settembre 2017. Tali importi, rinvenibili dalla Comfort Letter CE (4 maggio 2016) e concordate sulla base di una prima e sommaria valutazione, fanno riferimento ad interventi di decontaminazione degli inquinamenti accumulati per effetto diattività precedenti al Commissariamento di ILVA, e sono stati doverosamente considerati dall’Area Tecnica di Ilva in A.S. come base per la determinazione dei budget. Su queste basi, ulteriori interventi di bonifica e risanamento ambientale, con relativi budget, sono stati individuati da Ilva in A.S. per le aree di propria competenza.
Dal 2018 in poi sono iniziate le diverse operazioni, da un lato da parte dei Commissari straordinari di Ilva in AS e dall’altro da parte di ArcelorMittal.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/02/16/bonifiche-ex-ilva-a-che-punto-siamo/)
Sicuramente l’aspetto più importante, che ancora una volta è fondamentale ribadire, è che le attività di bonifica in capo ad Ilva in AS procedono. Così come, procedono quelle in capo ad Acciaierie d’Italia come confermato dagli stessi Commissari. A tal proposito, non torneremo ancora una volta su tutti i lavori in corso nelle 18 aree pari ad un’estensione di 250 ettari, di queste tre sotto sequestro da parte della magistratura (la Gravina Leucaspide, le Collinette Ecologiche e la discarica NordOvest), ma vi invitiamo a leggere il documento che alleghiamo qui sotto, sugli interventi più importanti e complessi, presentato quest’oggi dai Commissari alla commissione d’inchiesta.
Un ultimo piccolo appunto: francamente lascia perplessi il fatto che in pieno 2022, una Commissione d’inchiesta così importante arrivi quasi del tutto impreparata sulla conoscenza degli eventi sull’ex Ilva, visti gli sviluppi degli ultimi dieci anni. Almeno. Ad maiora.
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