“E’ stato bello realizzare di aver stretto la mano al creatore della copertina del disco perfetto di tutti i tempi”, introduce così, Cesare Veronico, direttore artistico del Medimex, l’incontro con l’ideatore della cover di “The Dark Side of the Moon” (e non solo) dei Pink Floyd, Aubrey Powell, i cui lavori sono i  protagonisti della mostra in anteprima europea Hipgnosis Studio: Pink Floyd and Beyond, in programma sino al 17 luglio al MarTA, che ripercorre la storia di uno dei gruppi più importanti della musica rock attraverso il lavoro dello studio grafico che aiutò a tradurre in immagini la loro opera sonora.

Una mostra che, come ha detto la direttrice del MArTa Eva Degl’Innocenti, è stata allestita in modo semplice, così semplice da entrare quasi in punta di piedi e senza creare forti contrasti con i reperti archeologici del percorso principale del museo, in una sorta di dialogo contiguo tra la storia antica e quella contemporanea.

L’ esposizione raccoglie alcune delle copertine più iconiche dei Pink Floyd accanto ai loro lavori preparatori ed out-take, per mostrare il processo creativo all’origine di quelle che ormai sono diventate pietre miliari non solo dell’arte e del design ma anche della cultura visiva contemporanea. Copertine che hanno rappresentato la porta d’ingresso nella musica psichedelica e sperimentale della band inglese.

Lo stesso Powell si è fermato a spiegare nell’anteprima della mostra riservata ai giornalisti, la genesi dei suoi lavori, l’attaccamento emotivo provato nel modo di creare arte. Arte che lui scherzosamente definisce “lavoro artigianale, no photoshop”, costato ore e ore di ricerca della luce giusta, del contrasto giusto, della posa giusta.

“Non era scontato che funzionasse bene, era una scommessa che andava portata avanti” – racconta il 75enne designer britannico – “L’idea di portare il lavoro di una vita all’interno di un museo così importante mi intrigava tantissimo e alla fine quando sono arrivato a Taranto è stato straordinario vedere come le mie copertine si integrassero bene con i reperti archeologici straordinari che trovano in questo museo unico al mondo. Ho avuto uno shock positivo. Ho trovato che sia una combinazione perfetta”.

Lo stesso Powell ha illustrato lo scenario di quell’epopea: ”Negli anni ‘70 l’industria musicale era florida, si vendevano tantissimi dischi e le compagnie discografiche investivano tanti soldi non solo per la musica in se ma anche per la creazione di copertine originali. Sono stati gli anni in cui uno come me poteva sperimentare qualsiasi cosa senza limiti di budget. E’ stato un decennio fantastico che ha permesso di creare degli autentici capolavori che sono rimasti non solo nella storia della musica ma anche dell’arte contemporanea”.

La mostra comprende 55 opere di grande formato, con un nucleo centrale che racconta la collaborazione tra Studio Hipgnosis e i Pink Floyd e si allarga alle opere realizzate per band come Led Zeppelin, Peter Gabriel, Genesis e Rolling Stones.

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