“Sono uno che quando entra in campo si trasforma. Vado in trance agonistica, mi piace essere grintoso sottorete, cercare con lo sguardo l’avversario. Se trovo il pubblico contro, ad esempio che mi fischia, io mi gaso di più. Infatti con Acicastello nella stagione appena trascorsa, dopo la prima metà del campionato, gli avversari ed il loro pubblico evitavano di provocarmi (sorride, ndc)”.
Insomma si presenta come un tipo “tosto” Manuele Lucconi, l’opposto – classe 1999 nativo di Fano, che la Gioiella Prisma Taranto ha pescato in A/3 da Acicastello (miglior realizzatore del campionato, ndc) per affidargli il ruolo di vice Stefani
Arriva in riva allo jonio assieme al compagno di squadra, l’alzatore Francesco Cottarelli che da Taranto ci era passato appena due stagioni fa in A/2, con tanto di promozione in Superlega.
Quanto ha inciso la presenza di Cottarelli nella tua scelta di giocare per la Gioiella Prisma Taranto?
“Siamo stati coinquilini per tutta la stagione ma in realtà sono stato io a scegliere Taranto prima di lui. So che il club pugliese mi aveva già cercato nel periodo in cui stavo disputato i play-off per salire in A/2. La proposta di cimentarmi per la prima volta in un torneo così importante come la Superlega, mi intrigava ma devo dire la verità sarebbe stato più difficile scegliere se Acicastello avesse conquistato la promozione. Dopo la finale persa, però non ho avuto dubbi. Ho guardato il mio compagno di squadra e gli ho detto che andavo a Taranto.
Qual è il tuo obiettivo per la prossima stagione?
“Mi voglio divertire e godere questa prima esperienza in Superlega. Non so nulla dei metodi di lavoro, di quanto è competitivo il torneo se non attraverso notizie prese dall’esterno. Non vedo l’ora di capire quali sono i miei limiti perché ho tanto da migliorare”.
Non capita spesso che i club di Superlega peschino dalle categorie inferiori per completare i propri roster. C’è questa insistenza nell’andare a cercare giovani stranieri, che pensi?
“In A/2 e in A/3 ci sono tanti giocatori italiani validi e talentuosi che meriterebbero una opportunità in Superlega magari non nei top club Penso a Cantagalli che secondo me è uno che in A/2 è sprecato, però vedo che i club della massima serie difficilmente si interessano agli altri campionati”.
E’ stato quel record di 46 punti realizzati in una sola gara (su 71 palloni attaccati) a porti all’attenzione degli addetti ai lavori?
“Sicuramente è servito per mettermi in evidenza e magari un club come Taranto poi ha cominciato a seguirmi e si è fatto un’idea. Sinceramente non ho chiesto come hanno fatto scovarmi (il direttore generale Primavera, lo ha seguito, ndc), non ne ho la più pallida idea ma sono molto contento anche perché durante tutta la stagione, tolto quell’exploit, ho mantenuto una media punti per set molto alta (7, ndc) e non sono mai sceso sotto i 15 punti a gara”.
Viene da dedurre che sei un opposto catalizzatore di tanti palloni?
“Ho piena fiducia del palleggiatore e rispetto sempre le sue scelte. Se in una gara preferisce spostare il gioco di attacco più sui centrali o sugli schiacciatori di banda, io non ci metto bocca. Per me l’importante è vincere, la pallavolo è un gioco di squadra. Se ho meno palloni da attaccare cerco di rendermi utile con una difesa in più, con una maggiore attenzione a muro oppure forzando la battuta.
Per la tua carriera può rappresentare un limite l’altezza, visto che misuri “solo” 194 cm?
“Il fattore altezza per me è sempre stato un fattore discriminante. Se un club deve scegliere tra me e un oppostone di oltre due metri, l’opzione è sempre la seconda. Però dalla mia ho che sottorete salto parecchio…”
Hai un giocatore del tuo ruolo al quale ti ispiri?
“Dal punto di vista caratteriale dico Kubiak (opposto polacco, vincitori di due mondiali con la sua nazionale, ndc) perché è uno che quando è in campo si nota sotto tutti i punti di vista. Sempre molto attento, concentrato, grintoso e competitivo con gli avversari. Dal punto di vista tecnico direi Rychlicki (opposto lussemburghese di Perugia), un giocatore che da stabilità e tranquillità in campo, molto pulito nell’esecuzione dei colpi”.
Infine, che idea di sei fatto della tua nuova squadra?
Non ho un’idea ben definita. Potremo far bene ma so che oltre al talento è importante trovare una bella chimica di squadra. Conosco Falaschi, ci ho giocato assieme a Siena, ed è un giocatore molto ben inquadrato che sa cosa vuole da se e dai compagni di squadra. Di Cottarelli abbiamo già parlato. Di Antonov so dall’esterno che è una persona molto pacata che dà stabilità ed equilibrio sia dentro che fuori il campo e sarà importante per noi giovani”.
*credit foto – legavolley.it