Trentacinque lavoratori e lavoratrici e centoventisei cittadini minori potrebbero subire gli effetti negativi della chiusura anticipata di asili nido e sezioni primavera nei comuni di Avetrana, Sava, Torricella e Maruggio.

A denunciarlo in una nota inviata al Prefetto di Taranto, Demetrio Martino, è la CGIL, insieme al sindacato della scuola e della funzione pubblica, ovvero l’FLC CGIL e la FP CGIL di Taranto.

La missiva al rappresentante di Governo arriva dopo una serie di richieste di incontro e chiarimenti inviate dalle stesse organizzazioni sindacali ai referenti dell’Ufficio di Piano Territoriale dell’Ambito 7 di Manduria e ai sindaci dei quattro comuni di competenza.

“E’ una vicenda kafkiana che va però oltre le pagine di un romanzo – spiega Angela Dragone, segretaria generale della FLC CGIL di Taranto – perché tutte queste info, che lasciano senza certezze utenti e lavoratori, fanno parte delle voci che si lasciano trapelare tra gli operatori e le famiglie delle strutture coinvolte”.

Nessuna conferma, ma neanche nessuna smentita, anche se sembra ormai certa la chiusura anticipata al 30 giugno delle quattro strutture che ad Avetrana, Maruggio, Sava e Torricella si occupano della gestione privata in appalto pubblico degli asili nido e delle sezioni primavera della scuola dell’infanzia.

Siamo ai “si dice” – aggiunge la Dragone – e malgrado i nostri reiterati tentativi di chiarimento nè dall’azienda appaltatrice, nè dai comuni, arrivano informazioni di merito, considerato inoltre – specifica la segretaria generale della FLC di Taranto – che il non rinnovo dell’appalto e la chiusura anticipata di fatto ci impedirebbero anche di applicare la clausola di salvaguardia sociale sin qui prevista per i 35 lavoratori coinvolti.

“Siamo nella fase della redazione del nuovo Piano Sociale di Zona – dichiara Tiziana Ronsisvalle, segretaria della Funzione Pubblica CGIL di Taranto – e se queste sono le premesse corriamo seriamente il rischio di dover raccogliere tra qualche mese il dato di un disimpegno del pubblico verso le istanze dei cittadini privilegiando di fatto il mercato libero anche su diritti inviolabili e di rilevanza pubblica e sociale come l’istruzione”.

“Registriamo l’assoluto e assordante silenzio della politica rispetto a tematiche come la conciliazione dei tempi delle famiglie e delle donne in particolare – sottolinea la segretaria confederale Eva Santoro – Perchè fino ad ora nessun sindaco di quelli interessati a questa inspiegabile destrutturazione ha sentito il dovere di intervenire o spiegare quanto sta accadendo, considerato, inoltre, che cessata la gestione di ambito, ricadrebbe proprio sulle singole amministrazioni comunali la competenza di un settore che continuiamo a considerare strategico”.

 

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