Già lo chiamano il “Miracolo di San Francesco di Paola”, quale segno di particolare benevolenza verso la gente di mare, di cui il santo calabrese è il celeste patrono, come decretato nel 1943 da papa Pio XII, in memoria della miracolosa traversata dello Stretto sopra il suo mantello.
Il fatto è accaduto nella nostra città, in occasione dei solenni festeggiamenti che la parrocchia tarantina intitolatagli, guidata dai Padri Minimi, organizza in suo onore la quarta domenica di giugno.
Lo racconta il mitilicoltore Nicola Muso, che ogni anno partecipa alla processione serale, su testimonianza dei suoi amici pescatori.
“Dopo lo stanziamento della Regione di fondi per le imprese che operano nella mitilicoltura e della pesca, danneggiate dal consistente aumento del prezzo del gasolio – spiega Nicola – gli equipaggi delle paranze hanno voluto prendere il largo, dopo giorni di fermo per le proteste, proprio la sera di domenica 26. Questo, proprio nel momento in cui la statua di San Francesco, durante la processione, era stata portata davanti al monumento al marinaio per pregare per la gente di mare. Infatti ai tanti tarantini assiepati sul canale è sembrata proprio una singolare coincidenza il passaggio di tutte quelle imbarcazioni, sotto lo sguardo benedicente del santo, proprio quando dal castello si levavano i fuochi artificiali”.
E difatti una conseguenza favorevole c’è stata, e anche sostanziosa.”Tutti gli equipaggi, di ritorno dalla nottata trascorsa in mare, erano pieni di gioia – continua il mitilicoltore – Mi hanno infatti riferito di una pesca più abbondante del consueto, tale da compensare i disagi delle giornate di fermo. E tutti sono stati concordi, forti della consueta devozione della gente di mare, nel dar merito all’intercessione del santo verso i suoi protetti”. Com’è sempre stato e come sarà. Non per niente i tarantini si rivolgono a San Francesco di Paola con l’appellativo de “’u megghie marenare”.