La visita di mercoledì del Ministro dell’Economia, Daniele Franco, presso lo stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia di Taranto probabilmente aveva un senso maggiore di quel che era dato sapere inizialmente.
Secondo fondi vicine al dossier Ilva infatti, pare che il ministro abbia annunciato al presidente Franco Bernabé e all’amministratore delegato Lucia Morselli, lo sblocco del prestito, con garanzia SACE, pari a 500 milioni di euro. Prestito che potrebbe essere reso noto in via ufficiale già nei prossimi e che servirà al finanziamento del circolante per affrontare la grave crisi di liquidità dell’ex Ilva e per dare respiro alle casse aziendali. Prestito che si andrà ad affiancare alla cartolarizzazione di crediti commerciali da 1,5 miliardi di euro siglata nei mesi scorsi con Morgan Stanley, che garantisce 80 milioni di euro al mese sino al massimo alla fine del 2023.
Lo scorso 23 giugno nell’incontro al MiSE a Roma, il Ministro Giorgetti aveva ipotizzato un intervento (diretto o indiretto) del governo (qualora si trovino le garanzie e gli strumenti adatti e la Commissione Ue lo consenta all’interno del perimetro degli aiuti di Stato) pari ad un miliardo di euro. Perché il problema è lo stesso di sempre: senza liquidità continua e diretta, l’intera attività produttiva, da Taranto a Genova sino ad arrivare a tutti gli impianti del gruppo, sarà sempre fortemente limitata come in questi anni (ultimo esempio le tante navi nella rada di Mar Grande, in attesa di poter scaricare le materie prime, ferme perché l’azienda non è nelle condizioni di pagare gli ordini). Cosa che al momento allontana l’obiettivo dei 5,7 milioni di tonnellate da produrre nel 2022. Nonostante la crescita dell’output produttivo di Acciaierie d’Italia nel 2022 ad oggi è del 22%, come sostenuto dall’ad Lucia Morselli nel vertice romano.
Ricordiamo che Invitalia, la società pubblica per l’attrazione degli investimenti che ad aprile dello scorso anno, in virtù dell’accordo di co-investimento con ArcelorMittal Italia sottoscritto nel dicembre del 2020, attraverso un versamento di 480 milioni di euro, è entrata nel capitale di Acciaierie d’Italia con un ruolo di minoranza pari al 40%, fa capo proprio al ministero guidato da Franco. Che ha dunque un peso non di secondo piano all’interno del dossier sull’ex Ilva che è e resta di competenza del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e vede coinvolti per la parte ambientale il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e per la parte occupazionale e relativa all’utilizzo degli ammortizzatori sociali del ministro del Lavoro, Andrea Orlando.
Vedremo se questa indiscrezione sarà o meno confermata nei prossimi giorni.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/06/il-ministro-franco-allilva-di-taranto3/)