E’ partita con una visita nel sito della ex Cemerad, sito in località Vocchiaro-Grottafornara nel comune di Statte, la missione della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie, guidata dal Presidente Stefano Vignaroli, che durerà sino al 14 luglio.
Ad accogliere la commissione il commissario straordinario la dott.ssa Vera Corbelli, che ha illustrato la situazione in cui versa il capannone che preoccupa e non poco il commissario e il suo staff, visto che risulta essere pericolante in più parti. Problema non da poco, visto che all’interno del deposito sono ad oggi presenti ancora 3.074 fusti, tutti contenenti materiale radioattivo. Il cui trasferimento potrebbe avvenire nell’arco di 3-4 mesi, con i fusti che verrebbero prima trasferiti in un deposito nel milanese in Lombardia, per poi essere smistati presso due siti diversi: il primo presso il deposito temporaneo Casaccia in provincia di Roma, il secondo in Slovacchia a Bohunice in collaborazione con l’azienda Javys (sito estero che però può ricevere i rifuti soltanto in una finestra temporale ben precisa ovvero nei primi mesi del 2023). Al termine del trasferimento dei fusti, si procederà poi alla bonifica dei terreni sotto la supervisione dell’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/25/il-buco-nero-dellex-cemerad/)
Tutto questo sarebbe possibile se non fosse che come tutti sanno, commissione compresa, la Corbelli attende ancora di poter utilizzare i fondi stanziati con l’ultima legge di Bilancio. L’articolo 143 dell’ultima legge di Bilancio 2021, ha infatti previsto “al fine di consentire il completamento degli interventi di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosie radioattivi siti nel deposito dell’area ex Cemerad nel territorio del Comune di Statte, in provincia di Taranto, è autorizzata la spesa di 8,8 milioni di euro per l’anno 2022“. Risorse assolutamente necessarie per concludere il lavoro iniziato nel 2017.
La necessità dell’ulteriore fabbisogno finanziario emerso rispetto ad una prima dotazione di 10 milioni di euro emessa nel 2015, fu rappresentata dal commissario Vera Corbelli sin dal marzo 2020 (le prime operazioni
partirono nel novembre 2017, mentre nel periodo compreso tra fine anno 2019 al primo semestre 2020, le attività di allontanamento dei fusti subirono un rallentamento dovuto sia alla impossibilità della Nucleco di ricevere i rifiuti radioattivi presso il sito di Casaccia (RM) – a causa delle operazioni di spostamento di rifiuti radioattivi all’interno del sito stesso – sia all’intervenuta emergenza epidemiologica per ilvirus Covid-19 che ha comportato la chiusura temporanea del cantiere ed ad uno slittamento temporale per il trasferimento degli ulteriori fusti all’estero), con più note inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Ambiente (ricordiamo dunque che siamo sempre durante il governo Conte II). Che segnalò anche al al Ministro dello Sviluppo Economico la necessità di individuare opportune misure per favorire il reperimento delle risorse necessarie per assicurare il completamento delle attività di gestione dei rifiuti radioattivi (visto che dopo il secondo Piano di Intervento approvato nel novembre 2020, si appurò una lievitazione dei costi pari ad oltre 3 milioni di euro).
(leggi gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche&submit=Go)
Ad oggi però, a distanza di mesi, quegli 8 milioni di euro (che sono sul capitolo di spesa 750316 del ministero della Transizione Ecologica) non sono ancora utilizzabili. Il perché lo ha spiegato ancora una volta alla Commissione parlamentare d’inchiesta la stessa Corbelli in audizione lo scorso maggio. Attualmente non è stato ancora definito il circuito finanziario su cui destinarli. Questo perché, mentre i primi 10 milioni di euro furono depositati sulla contabilità speciale legata al ruolo e agli interventi di competenza del Commissario straordinario per le bonifiche (i famosi 214 milioni di euro iniziali), ad oggi i vari uffici competenti, non hanno ancora scelto il circuito finanziario da utilizzare per il trasferimento e il successivo utilizzo di questi fondi.
Dopo qualche mese di richieste inevase, con una nota è stato consigliato alla dott.ssa Corbelli di confrontarsi con il ministero dell’Ambiente (oggi Miinistero della Transizione Ecologia): dopo di che si è tornati a chiedere al MeF (ministero Economia e Finanze) come risolvere questo problema: o su una nuova contabilità speciale da aprire cosa su cui il ministero non saerebbe molto propenso e cosa che al momento non sarebbe possibile o attraverso qualche altro percorso finanziario, ma si è ancora in attesa di una risposta. Attualmente, il MeF e l’Agenzia di Coesione starebbero lavorando per trovare una soluzione.
Come non bastasse, non è stato ancora risolto un altro problema, ancora più grave rispetto a quello dei fondi stanziati e non ancora utilizzabili. A causa della carenza di risorse economiche non è stato possibile, inevitabilmente, proseguire anche la vigilanza armata h24 interrotta dal 14.12.2020. Comunicazioni in merito furono inviate dal Commissario Straordinario per le azioni di competenza da porre in essere al Prefetto di Taranto ed al Sindaco del Comune di Statte; così come un’informativa fu inviata all’Asl di Taranto ed al Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.
Ma nulla è stato fatto in tal senso. Anzi, come non bastasse, la Corbelli ha informato la Commissione parlamentare d’inchiesta lo scorso che “per controllare il sito in questione, ogni due settimane a turno, l’ing. Raffale Velardo e l’ing. Gennaro Capasso si recano sul posto per controllare l’edificio che è in condizioni precarie e che tutto sia in ordine”. Cose dell’altro mondo. Un sito contente fusti radioattivi lasciato completamente incustodito.
Dunque, se queste risorse veranno sbloccate (oggi la commissione ha nuovamente preso l’impegno di fare pressioni sui vari ministeri competenti), il commissario straordianrio Vera Corbelli potrà ultimare la bonifica di un sito concepito e realizzato nel 1982, abbandonato sottoposto a sequestro giudiziario dal 2000, nel quale erano stoccati – sulla base delle conoscenze disponibili – circa 16.500 fusti dei quali circa 3.500 radioattivi. Un caso al quale dedicammo negli anni passati molti articoli anche sulle pagine del quotidiano ‘TarantoOggi‘, oltre che sulle pagine online del corriereditaranto.it. Staremo a vedere.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Cemerad https://www.corriereditaranto.it/?s=cemerad&submit=Go)