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Con una lettera inviata al Questore di Taranto, il sindacato autonomo di polizia OS COSAP fa deflagrare pubblicamente la questione riguardante le “indecenti condizioni sia lavorative che igienico sanitarie, in cui sono costretti ad operare i colleghi in servizio presso l’Hotspot di Taranto”.

Un grido di allarme lanciato già da qualche tempo ma che non è servito a mutare la situazione, nonostante ci fosse un impegno a cantierizzare la struttura.

“Ill.mo Signor Questore, la scrivente Segreteria COSAP chiede l’immediata chiusura del predetto HotSpot di Taranto, per le invivibili condizioni nelle quali i colleghi sono costretti a lavorare; condizioni queste ultime che offendono profondamente l’essere umano, sia che egli appartenga ai ruoli della Polizia di Stato che si tratti di un immigrato”.

“I colleghi sono costretti a lavorare tra sporcizia, erbacce e topi che scorrazzano indisturbati. I due servizi igienici – ospitati nel container parzialmente bruciato da un pregresso incendio – sono sporchi, fatiscenti e maleodoranti– si continua a leggere nella missiva.

Ed ancora: “I bagni chimici sono quotidianamente al collasso, sarebbero appena sufficienti per soddisfare i bisogni fisiologici di 70/80 persone, ma lei s’immagina con una presenza di 300 “ospiti” cosa realmente accade presso il predetto Hotspot?

Materiale organico, liquido e solido trasborda sistematicamente dalle tubature intasate, emanando un indescrivibile lezzo maleodorante, che impregna la divisa per giorni, tanto da chiedere l’intervento dell’autospurgo, più volte al giorno per svuotare i liquami dalle condutture”.

L’intervento della scrivente OS COSAP con nota del 18.05.2022, Prot n° 01/SP/TA/2022 a Lei indirizzata evidenziò già le attuali criticità ma cosa è cambiato da allora? Sono state installazione solo due tende (tipo Declaton), per proteggere i colleghi dalla arsura estiva, ma dopo pochi giorni, una di esse si è strappata e non è mai stata sostituita, esponendo i colleghi a permanere per ore sotto il sole cocente al fine di sorvegliare i migranti e prevenire fughe, che potrebbero essere agevolate dalla vicinanza alla rete ferroviaria.”

Insomma una brutta situazione di degrado lavorativo che si spera venga con tempestività risolta e che rappresenta un grave danno di immagine per tutti i soggetti coinvolti.#

 

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