A distanza di una settimana dalla precedente audizione, non sono emerse novità di rilievo dal lavoro svolto dalla I Commissione Bilancio della Regione Puglia coordinata dal presidente Fabiano Amati, per la verifica periodica dello stato di attivazione della programmazione finanziaria per l’edilizia ospedaliera e la verifica sull’andamento della spesa per la costruzione dell’Ospedale “San Cataldo” di Taranto.
Il problema di fondo, emerso mesi fa, è sempre lo stesso: ovvero come ottenere i 105 milioni di euro ancora necessari per il San Cataldo, per tutte le attività subordinate come le attrezzature sanitarie, gli arredi non sanitari, la segnaletica ed il servizio mensa.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/11/san-cataldo-allarme-sui-fondi-mancanti/)
La Regione Puglia, tramite l’assessore alla Sanità Rocco Palese, nelle scorse settimane aveva assicurato come fosse massimo l’impegno da parte del governo regionale a far accelerare i tempi perché venga emesso quanto prima dal Governo nazionale, il decreto di assegnazione delle risorse a valere dei Fondi europei (Fondi per la transizione 2021-2027), per le quali è stata interessata la struttura della Commissione europea. Lo scorso maggio, dopo l’ultimo aggiornamento, era stata indicata la data del 30 giugno come quella entro la quale sarebbe stato pubblicato il bando con tutte le schede tecniche. Ma ad oggi ciò non è ancora avvenuto. E certamente non avverrà in questi giorni tribolati con il concreto rischio che cada il governo Draghi.
Una seconda strada percorribile, anche questa enunciata da tempo, riguarda la possibilità che questi fondi possano essere reperiti ricorrendo alle risorse ministeriali ex art.20. O se la Regione vorrà ricorrrere al bilancio autonomo, con l’indebitamento. Ma ![]()
nell’audizione odierna si è deciso di aggiornarsi a quando, acquisita la volontà del presidente Michele Emiliano, le strutture tecniche degli assessorati alla Salute ed al Bilancio avranno provveduto – in tempi comunque ristrettissimi – a formulare ipotesi di soluzione, anche normative (da far approvare in questo caso nella seduta del 26 luglio del Consiglio regionale) che mettano al sicuro il completamento dei lavori della nuova struttura nosocomiale tarantina.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/04/san-cataldo-incertezza-sulle-risorse/)
La Asl Taranto deve essere autorizzata al più presto ad assumere obbligazioni giuridicamente vincolanti per l’acquisto di arredi e attrezzature, per una spesa prevista di euro 105milioni, poiché la mancata conoscenza delle specifiche tecniche dei macchinari comporta l’impossibilità di terminare numerose lavorazioni edili. I soldi servono per aggiudicare le gare degli arredi e delle attrezzature, così da conoscere i dettagli tecnici e mandare avanti i lavori edili: senza tali somme non sarà possibile neanche stilare un cronoprogramma per singoli lotti. E’ chiaro infatti che il rischio che si sta correndo è quello di avere una costruzione ultimata ma non funzionante.
“Passiamo di riunione in riunione senza fare passi in avanti e così facendo si rischia la sospensione parziale dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale di Taranto. Ma noi non ci arrendiamo e lunedì prossimo di nuovo in Commissione”. Così si è espresso oggi al termine dell’audizione il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Devo rilevare che tutte le fonti di finanziamento indicate dall’assessorato non sono di pronta acquisizione e perciò l’uso continuo di verbi coniugati al futuro – faremo, vedremo, chiederemo – risulta anche un po’ beffardo rispetto ai rischi che corriamo.
Mi spiace sottolineare il disinteresse con cui nei mesi scorsi fu accolto l’allarme della I Commissione sull’utilizzo dei fondi delle delibere CIPE 97 e 98 del 2009, ancora oggi non totalmente utilizzati per un ammontare di euro 106 milioni e in attesa di essere destinati alla realizzazione di un altro programma, quello del nuovo ospedale del nord barese, allo stato ancora nella fase dello studio di fattibilità. A questo proposito è da notare la coincidenza tra il fabbisogno necessario per Taranto e le risorse non ancora impegnate delle delibere CIPE del 2009. – ha proseguito Amati -. Ne deriva, anche paradossalmente, la necessità di dover finanziare le necessità per Taranto o con il Just Transition Fund, sulla cui tempistica non ci sono certezze, oppure con la delibera CIPE 51 del 2019, cioè con una fonte di finanziamento che si potrà attivare dopo aver esaurito i fondi delle delibere CIPE 2009, ma che per poter essere esauriti bisogna attendere la conclusione del procedimento di fattibilità del nuovo ospedale nord barese.
Un marchingegno illogico, normale solo nella pubblica amministrazione, preferito a una soluzione più lineare, ossia le delibere CIPE 2009 al servizio di arredi e attrezzature di Taranto, per poi poter sbloccare i fondi della CIPE 2019 da destinare al nuovo ospedale del nord barese” ha concluso Amati.
Al momento l’ipotesi della sospensione dei lavori potrebbe concretizzarsi qualora entro ottobre, non fosse espletata la gara. Si spera dunque che la politica adesso faccia il suo corso, presto e bene. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/02/san-cataldo-gli-ultimi-fondi-dal-pnrr2/)