E’ rivolto principalmente al sistema delle imprese, quale attore economico capace di attivare politiche innovative sul territorio, il Distretto per l’Innovazione voluto a Taranto dalla locale amministrazione comunale e presentato stamani anche in Confindustria Taranto, alla presenza del presidente Salvatore Toma e della presidente della sezione servizi innovativi e di supporto alle imprese Anda Furfaro.
Il contenitore, tuttavia, la cui struttura logistica (ex Baraccamenti Cattolica), sarà pronta fra giugno e settembre 2023, punta sicuramente ad una dimensione più ampia, che travalica i confini locali, guardando a stakeholders portatori di innovazione – quindi non solo imprese – di carattere nazionale e internazionale.
A presentarlo sono stati l’assessore comunale allo sviluppo economico Fabrizio Manzulli ed il consulente Marco Favia, che ha partecipato attivamente al progetto. “Si tratta di una struttura fisica e funzionale – ha dichiarato Manzulli – in cui contiamo di coinvolgere diversi soggetti – con uno sguardo particolarmente rivolto a imprese già avviate ma anche a centri di ricerca, start up, laureati e neo diplomati in materie tecniche – capaci di fare sinergia e mettere a fattor comune competenze e specifico know how. Dalle imprese ci aspettiamo un atteggiamento proattivo, ovvero che sappiano fare rete”.
Un progetto, in sostanza, in grado di far convergere le esperienze cittadine più innovative intorno a un luogo fisico, con il concorso di partner pubblici e privati. Si comincerà con una mappatura delle competenze digitali presenti sul territorio, quindi la raccolta di manifestazioni di interesse, per poi passare alle fasi successive.
“Sicuramente – ha dichiarato il Presidente Toma – siamo di fronte ad una sfida che come tutte le sfide metterà alla prova le nostre imprese e la nostra volontà di fare innovazione e di metterla a sistema. Se oggi siamo qui è perché c’è da parte delle nostre imprese un forte interesse. Sicuramente, quello del distretto è un passaggio fondamentale per testare la reale vocazione del territorio a crescere ed innovare ed allo stesso tempo a fare squadra, perché è un hub che vuole accelerare l’adozione delle tecnologie digitali, sviluppare progetti innovativi e valorizzare il capitale umano. Ci sono tutti i presupposti – ha concluso – per poter sviluppare e potenziare cluster fondamentali per il nostro territorio, primo fra tutti quella blue economy a cui non solo noi come Confindustria ma tutti gli attori territoriali guardano da tempo come asset in cui far convergere best practices e progettualità di ampio respiro”.