Eppur si muove (forse). Parliamo del progetto del Tecnopolo di Taranto, finanziato con 8 milioni di euro previsti dalla legge 30 dicembre 2018, sparito dai radar oramai da moltissimo tempo.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/09/sul-progetto-tecnopolo-tutto-tace/)
E’ passato oltre un anno da quando fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 80 del 2 aprile, il “Regolamento di approvazione dello statuto della fondazione Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile”, che fu approvato con decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2020, n. 195, entrato in vigore in data 17 aprile 2021.
Poi, durante la riunione del CIS Taranto del 13 luglio 2021, venimmo a conoscenza del fatto che dopo un’interlocuzione tra il ministero dello Sviluppo economico (MiSE), il ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionico, il progetto fu ‘delimitato’ nell’ottica della realizzazione di un “Centro del Mare Sostenibile” in sinergia con Fincantieri. Motivo per il quale si decise di passare ad una nuova definizione del Masterplan e di una precisa quantificazione delle risorse necessarie. Di fatto dunque sembra che il Tecnopolo, che inizialmente aveva l’obiettivo di “promuovere un hub italiano con proiezione internazionale sullo sviluppo sostenibile, quale asset strategico dell’innovazione“, rischia di trasformarsi in tutt’altro.
Sempre durante quella riunione, in un suo intervento il governatore Michele Emiliano, propose una non chiarissima unificazione del Tecnopolo di Taranto con il Biopolo di Lecce (finanziato dalla Regione Puglia), che però si dovrebbe occupare di biotecnologie in campo medico. Il governatore propose di creare una sinergia tra i due istituti: ma l’uscita del governatore non piacque a più di qualcuno.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/04/23/dove-finito-il-tecnopolo-del-mediterraneo/)
Poi, ad inizio giugno, Lorenzo Fioramonti ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, deputato appartente al Gruppo misto come componente del gruppo MAIE-PSI-Facciamo ECO, (che è bene ricordare che fu colui il quale più si prodigò anni addietro per questo progetto del Tecnopolo durante il governo Conte I), scese a Taranto per incontrare i comitati locali, con cui dal 2018 lavora per il lancio del Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile. Insieme ai rappresentanti dei comitati, Fioramonti ha visitato diverse aree ed edifici di Taranto che potrebbero diventare la sede del Tecnopolo. “Si tratta in buona parte di edifici degradati o abbandonati, che grazie alla collocazione del Tecnopolo, in collaborazione con le università e gli enti di ricerca, potrebbero essere rigenerati e rilanciati, passando così dall’essere elementi passivi nel bilancio delle amministrazioni, a risorsa per il territorio“ dichiarò nell’occasione.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/28/tecnopolo-taranto-dopo-3-anni-tutto-fermo-perche/)
Nella giornata di ieri poi, si è svolto un incontro tra il prefetto di Taranto Demetrio Martino, con i membri del Comitato del Tecnopolo del Mediterraneo costituitosi lo scorso maggio, di cui è presidente l’avvocato Giuseppe Barbaro.
Tre sono i punti dai quali partire secondo il comitato: individuare la sede, nominare le cariche, coinvolgere le imprese. “È necessario essere il più possibile consecutivi rispetto al progetto legislativo: è una questione di credibilità” avrebbe detto il prefetto ai membri del Comitato del Tecnopolo del Mediterraneo, ribadendo la sua piena disponibilità a riprendere il filo del discorso da dove si è lasciato.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/06/tecnopolo-ecco-lo-statuto-e-adesso/)
Durante l’incontro, tenutosi presso la Sala Riunioni della Prefettura di Taranto, il Presidente del Comitato, Giuseppe Barbaro insieme alla sua delegazione, ha presentato un dossier che racconta ciò che è stato fatto a Taranto, sino ad oggi, per rendere operativo il Tecnopolo. “Il Prefetto, dimostrando di conoscere bene la vicenda, ha suggerito di mettere in fila i vari problemi da risolvere: l’individuazione di una sede immediatamente fruibile e adatta ad ospitare l’Istituto di Ricerca; la nomina del Consiglio di Amministrazione e del Segretario Generale (che per statuto devono essere di nomina ministeriale); il coinvolgimento di imprese alle quali, in qualità di soci della fondazione di partecipazione, spetterà il compito di aprire nuovi orizzonti per la città di Taranto in una prospettiva di medio-lungo termine. Sono disposto ad ospitare, in questa sala, incontri operativi – ha assicurato il Prefetto – al fine di attuare la legge istitutiva del Tecnopolo del Mediterraneo” si legge nella nota stampa diffusa dal comitato.
Detto ciò, al di là delle belle intenzioni, dallo scorso luglio, dunque oramai da oltre un anno, è calato nuovamente il silenzio. A quasi quattro anni dalla promulgazione, il Tecnopolo rimane ancora inattuato. Sarebbe interessante conoscere il perché e soprattutto se la decisione comunicata nel CIS sia da considerarsi definitiva. In quanto tutto quello che era originariamente previsto dallo Statuto, non si è mai realizzato. E cosa ne sarà di un progetto che resta di restare una grande incompiuta. Almeno a metà.
(leggi tutti gli articoli sul Tecnopolo https://www.corriereditaranto.it/?s=tecnopolo&submit=Go)