E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.167 del 19/07/2022, il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 30 marzo, all’interno del quale ha trovato posto la proroga per il dott. Demetrio Martino dell’incarico di Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.
Dalla lettura del decreto, si ricorda la nota del 20 gennaio 2022, con la quale il Ministro della transizione ecologica (MiTE) propose la proroga del prefetto, e quella del 17 marzo 2022, con la quale il Ministro dell’interno comunicò il proprio nulla osta alla suddetta proroga vista quella che all’epoca era vista come imminente scadenza dell’incarico, ovvero il 31 marzo scorso. Il decreto è stato registrato alla Corte dei Conti il 16 maggio.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)
Infine, come anticipammo tempo addietro, l’incarico al prefetto è stato prorogato al 1 ottobre 2023 anche perché, si legge sempre nel decreto, “il curriculum vitae del dott. Demetrio Martino è in possesso di capacità adeguate alle funzioni da svolgere, avuto riguardo ai titoli professionali ed alle esperienze maturate”. Il che è abbastanza singolare visto che lo stesso Martino, durante un’audizione nelle scorse settimane, ammise candidamente di non avere la preparazione scientifica per ricoprire un ruolo così complesso, ma di averlo accettato per puro spirito di servizio.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/20/salviamo-le-bonifche-dallabisso3/)
Il decreto del presidente del Consiglio Mario Draghi infatti, ha prorgato di un anno e mezzo l’incarico sommandolo all’anno e mezzo precedente (ottobre 2020-marzo 2022), in modo da raggiungere i tre anni di mandato previsti dall decreto-legge approvato lo scorso ottobre che conteneva disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (detto dl ‘Recovery‘), prevedeva alcune norme promosse dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in merito al Risanamento ambientale nella città di Taranto (sotto la dicitura provvedimento ‘Città di Taranto’).
Cosa farà da qui all’ottobre 2023 il prefetto in qualità di Commissario, lo sappiamo già. E riguarda in particolar modo la gestione dell’intervento dedicato alla bonifica dei sedimenti del I seno del Mar Piccolo, che come abbiamo più volte scritto nell’ultimo anno è al momento sospeso e non sarà effettuato. Si sperimenterà il progetto del CNR di Taranto sulla stabulazione dei mitili in mar Grande e in laboratorio, per provare a salvaguardare la mitilicoltura del I seno. Un compromesso per provare a limitare i danni prodotti dalla mancata bonifica dei sedimenti, dalle alte temperature e dal poco spazio nel II seno del Mar Piccolo e dagli obblighi imposti dalll’ordinanza regionale.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/09/mar-piccolo-stop-bonifica-ce-piano-b/)
Probabilmente non sapremo mai chi ha ‘consigliato’ il prefetto di agire in questo modo, decidendo di “sospendere e bloccare la gara“ del Partenariato per l’innovazione, prevista dal bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica. Né sapremo mai da quale calcolo economico-scientifico il prefetto abbia dedotto il dato secondo cui la bonifica del Mar Piccolo costerebbe ben 1 miliardo di euro (per la Corbelli sarebbero serviti altri 204 milioni di euro).
Dunque, come saranno adesso impiegati i quasi 50 milioni di euro in dote al Commissario Martino per l’intervento di bonifica in Mar Piccolo? Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/30/bonifica-mar-piccolo-regna-lincertezza2/)
Insieme al Mar Piccolo, l’altro grande intervento a cui si dedicherà il prefetto è quello relativo all’intervento di bonifica dell’area PIP di Statte, il cui cambio di progetto della bonifica ha fatto lievitare i costi di intervento da una stima iniziale di 39 milioni ad oltre 80 milioni di euro (in particolar modo perché inizialmente
l’intervento prevedeva la bonifica del sito dai rifiuti e dagli inquinanti attraverso interventi in loco mentre poi è stato deciso di prelevarli e trattarli altrove).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/04/29/bonifiche-a-taranto-e-il-caos-totale/)
Da qui, l’idea di destinare i 14 milioni di euro non spesi sul Piano di Moniraggio Intergrato all’intervento di bonifica dell’area PIP di Statte. Porposta che è stata portata al vaglio del tavolo CIS del 13 luglio 2021, che ha ottenuto il parere favorevole del MiTE (che aveva stoppato il precedente progetto di bonifica) e del comune di Taranto e di tutto il tavolo istituzionale. L’ultima parola doveva arrivare dal RUP del CIS Taranto al termine dell’istruttoria su tutti gli interventi previsti iniziata lo scorso luglio e che ad oggi non è ancora terminata.
Anche in questo caso, sarebbe interessante conoscere chi sono i consiglieri del prefetto, che ha pensato bene di mandare in soffitta l’altro progetto portato avanti dalla Corbelli e sostenuto con forza dall’ISPRA, da ARPA Puglia e dal CNR, ovvero quello del Piano di Moniraggio Intergrato permanente di tutto il SIN di Taranto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/30/bonifica-sin-taranto-serviranno-anni2/)
Così come al momento non sappiamo quando e se il prefetto avrà a disposizione quella struttura di supporto per l’esercizio delle funzioni commissariale, posta alle dirette dipendenze del Commissario, composta da un contingente massimo di personale pari a cinque unità di livello non dirigenziale, e una unità di livello dirigenziale non generale appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche. Né chi ne farà parte: si è attualmente in attesa del decreto di costituzione. Per non parlare dell’assenza totale di comunicazioni con l’esterno, visto che il sito su cui prima si poggiava l’ex commissario Vera Corbelli fu chiuso due anni fa ed attualmente pare non ci siano le risorse per aprirne un altro.
Infine, un’ultima domanda: ma che fine ha fatto il CIS Taranto? Mistero.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/26/2bonifiche-martino-commissario-sino-al-20235/)