Da molti anni il comitato pro-aeroporto combatte la propria battaglia per ottenere i voli civili da e per l’aeroporto “Arlotta” di Taranto-Grottaglie. Oggi, con un incontro ospitato dalla Confcommercio, la domanda viene nuovamente riproposta: perché da Grottaglie non si vola?

Il diritto alla “continuità territoriale”

La questione non è semplicemente di posizionamento di mercato. L’aeroporto di Grottaglie, infatti, avrebbe diritto per legge ai fondi per la cosiddetta “continuità territoriale”. Si tratta di fondi pubblici (statali, nello specifico) da erogare sotto forma di incentivo per le compagnie aeree ad investire in territori che di per sé non riescono a garantirsi i collegamenti necessari con il resto del Paese con la semplice competitività commerciale. Questo tipo di strumento viene utilizzato in particolare per le isole e per le aree periferiche del Paese.

«La Regione ostacola lo scalo ionico»

In Puglia, accusa il comitato, Foggia beneficia già di incentivi economici [da parte della Regione e non dello Stato come erroneamente riportato in precedenza], perché allora Taranto no? Il “colpevole”, sempre secondo l’accusa del comitato, sarebbe il Presidente della Regione Michele Emiliano. Proprio la Regione, infatti, ha l’incarico di gestire i trasporti aerei (tramite Aeroporti di Puglia) e contro il governatore si è aperta una vera e propria guerra politica. In campo, fra gli altri, il consigliere regionale Renato Perrini (FdI), che ha richiesto un’audizione dell’assessore Anita Maurodinoia, accusando la Regione di essere inadempiente da oltre vent’anni (dunque, sotto amministrazioni di vari colori politici, aggiungiamo noi).

Una compagnia già interessata

Secondo il comitato, se i finanziamenti venissero finalmente concessi, vi sarebbe nell’immediato una compagnia potenzialmente interessata, Airdolomiti (ramo italiano del colosso tedesco Lufthansa), che dal prossimo anno potrebbe incrementare le proprie rotte interne al Bel Paese. L’aeroporto di Grottaglie, sostiene il comitato, potrebbe essere in condizioni di garantire due rotte settimanali di andata e ritorno e al momento anche l’assenza di un vero terminal passeggeri non sarebbe un ostacolo insormontabile. Del resto, a Taranto abbiamo già l’esempio delle crociere, che sono iniziate con il terminal Falanto ancora non completato e sostituito da un container allestito allo scopo.

I Giochi del Mediterraneo

Tema sullo sfondo di qualsiasi grande discussione di questi anni, non poteva mancare un riferimento ai Giochi del Mediterraneo del 2026. È superfluo spiegare, infatti, che tutti coloro che giungeranno in Puglia in aereo potrebbero, per praticità, decidere di alloggiare a Bari e Brindisi anziché a Taranto, riducendo drasticamente le ricadute economiche collaterali al grande evento.

Quali risposte arriveranno dalla Regione a queste rimostranze?

3 Responses

  1. L’aeroporto Taranto Grottaglie va integrato a quello brindisino come secondo terminal in modo da dividere rotte e compagnie low cost. Oggi esistono esperienze di questo genere e la tecnologia consente questa formula di convenienza per tutti. Bisogna tenere presente la strategicità dell’ Arlotta che gode della vicinanza alla linea ferrata e alla superstrada quindi un maestoso servizio navetta consentirebbe ai due aeroporti un elevato flusso passeggeri riguardante la vasta area ionico salentina( compreso Nord Calabria) . Allo stato attuale l’ Arlotta non riesce a riempire un velivolo di 50 posti in una giornata . quindi resta controproducente aprire per due rotte settimanali. Foggia con il Gargano, Molise e parte della Basilicata detiene un bacino di utenza elevato nel periodo estivo mentre a Taranto il menefreghismo politico e l’esterofilia dei tarantini amanti dell’orto altrui offuscano ogni possibile soluzione.

  2. Sig. GICO , Lei sostiene che da Taranto Grottaglie non si riescono a trasportare nemmeno 50 pax. Posso chiederLe sulla base di quale elemento certo Lei afferma quanto sopra? Immagino che Lei sia a conoscenza del chi ha la concessione sullo scalo tarantino, e quanto pesi la politica sia locale che regionale.Le ricordo, o, forse lo sa anche Lei, che con la revisione del titolo quinto della costituzione , alcuni beni dello Stato sono passati sotto l’egida delle regioni, come la sanità ed i trasporti, aeroporti compresi. Infatti, prima di queste vicende, gli aeroporti erano materia dello Stato e ad occuparsi degli aeroporti non era l’Enac , nata nel 1997 con un direttore generale grottagliese, bensì’ CIVILAVIA . Già negli anni sessanta, lo stato decise che Taranto /Grottaglie, nonostante fosse classificato come aeroporto militare (aeronautica) dovesse essere aperto al traffico civile, e così fu, con successo.Allora senza low-cost si trasportavano centomila passeggeri anno, tant’è che questi numeri il ministero degli interni attribuì per grottaglie un distaccamento dei vigili del fuoco , con tre o quattro destinazioni, non ricordo bene. Nel 1986 , la regione Puglia mette insieme le province e alcune camere di commercio pugliesi e con il 99% di capitale regionale fonda la SEAP spa( società esercizio aeroporti puglia ). La camera di commercio di Taranto aveva ed ha ancora la seconda porzione di capitale sociale , di molto più elevato tra i soci delle altre province. Purtreoppo dal momento che regole del mercato sono state sopraffatte dalle regole della politica , le cose sono cambiate a nostro danno. Solo nel 2000 una società aeronautica sollecitata da un comitato dell’epoca, si affacciò su Grottaglie, e contro il potere politico organizzò con un vettore SAAB 200 alcune tratte con Roma e Milano Malpensa. Il 20 dicembre fu inaugurato il primo volo, e l’aereo partì pieno. Dopo tre mesi la società chiuse i battenti , e non per mancanza di traffico.Taranto ha avuto personaggi importanti in politica , ma esporsi perorando la causa Arlotta , era cosa ardua. Ecco perchè Lei , oggi scrive che non riusciamo a mettere insieme 50 passeggeri. L’aviazione civile è argomento molto delicato e necessita di conoscenze tecnico giuridiche di livello. Non a caso tutto l’argomento si apprende in modo professionale conseguendo anche, una laurea in ingegneria dei trasporti, e relativa economia .La mia nota spero serva a chiarire ai giovani che non conoscono la storia del territorio quali sono state le cause della regressione socio/culturale della nostra cittadina, di cui la stazione FFSS, l’aeroporto , e l’ospedale sono gli effetti dello scollamento tra la storia e la realtà. Un saluto

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