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Il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), com’è noto da tempo chiede di intervenire sull’hotspot di Taranto, ritenuto “a rischio” non soltanto per gli immigrati ma anche per gli operatori di polizia che devono far fronte all’accoglimento, oltre che coprire altre attività di competenza. Il SAP parla soprattutto di servizi incompatibili.
E in questi giorni il SAP, attraverso le parole del segretario provinciale Pasquale Magazzino, torna a parlarne, in considerazione anche dell’apertura straordinaria degli Uffici passaporti.
“Il Ministero dell’Interno, dopo il termine del periodo di emergenza sanitaria da Covid-19, per soddisfare le esigenze dei cittadini ha previsto per il 6 agosto un’apertura straordinaria degli Uffici passaporti, al fine di consentire una rinnovata voglia di movimento anche verso destinazioni estere – scrive Magazzino -. La meritevole iniziativa, denominata ‘Open Day‘, contrasta però con le disastrose condizioni degli uffici di polizia. Nella giornata del 26 luglio abbiamo denunciato pubblicamente il fallimento della politica migratoria e le condizioni nelle quali i nostri colleghi sono costretti ad operare all’interno dell’hotspot di Taranto. Detti servizi, soprattutto in estate, sono incompatibili con qualsiasi elementare forma di protezione e benessere del personale”.
Ecco dunque la critica: “Dal punto di vista igienico/sanitario la situazione è ad alto rischio. Per questi ed altri motivi abbiamo chiesto la chiusura dell’hotspot almeno fino al suo completo adeguamento alle più elementari norme di sicurezza ed igienico/sanitarie. Abbiamo inoltre richiesto protocolli scritti di intervento in riferimento alla destinazione del centro immigrati, nonché di trasferire/aggregare alla Questura di Taranto congruo personale da destinare esclusivamente ai servizi finalizzati alla gestione della sicurezza dell’hotspot”.
Il SAP proprio nei giorni scorsi ha manifestato e distribuito un volantino alla cittadinanza, in cui ha “invitato sia il Prefetto che il Sindaco di Taranto ad una visita nell’hotspot. La risposta delle due Autorità non è arrivata, mentre il Ministero ha risposto con l’invio a Taranto, prima di una nave con 438 immigrati e, poi, con l’arrivo previsto per di altra nave con 659 stranieri. Pertanto, mentre viene lanciato l”Open Day’ dei passaporti, i colleghi dello stesso Ufficio passaporti vengono impiegati nelle turnazioni presso l’hotspot, creando sofferenza nella gestione delle istanze e nel relativo rilascio dei passaporti.

Pasquale Magazzino

Uffici strategici per le attività di polizia vengono svuotati per giorni per l’impiego dei colleghi nei servizi di gestione degli sbarchi e per la vigilanza al centro immigrati. Poliziotti con specifiche professionalità vengono distolti dalle loro attività e regolarmente impiegati presso l’hotspot. La mancanza di personale e l’utilizzo massiccio di operatori di polizia nella gestione del fallimento della politica migratoria e del sistema di accoglienza stanno oramai creando serie criticità nel controllo del territorio e nelle attività proprie di competenza della Questura. Questo causa malcontento tra il personale e scoramento per un servizio che appare inutile agli occhi di tutti i poliziotti. Svuotamenti e riempimenti dell’hotspot stanno minando la determinazione del personale di polizia. Vogliamo tornare a presidiare il territorio, essere i tutori della legalità, i difensori dei cittadini e non dei burattini nelle mani di politici non competenti – conclude la sigla -. Vogliamo riaprire e rendere efficienti e celeri i servizi ai cittadini affinché la nostra sia concretezza reale e non di facciata. Le divise devono tornare a presidiare il territorio essere presenti in tutte le città ed i quartieri della nostra Italia. Certo, con i se e con i ma non si fa la storia, ma forse si possono salvare vite umane. Speriamo che un ‘Open Day’ dei passaporti non si trasformi in un ‘Closed Day’ del nostro Paese”.

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