Scatta lo stato di agitazione per i Vigili del Fuoco in Puglia. I sindacati Fns Cisl, Conapo, Uil Pa Vv.F, Fp Cgil, Confsal, e Vv.F. Usb PU hanno scritto una lettera alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, al capo dipartimento vigili del fuoco soccorso pubblico e difesa civile Laura Lega e al capo del corpo nazionale vigili del fuoco Guido Parisi, per denunciare l’insufficiente incremento di organico in Puglia.
Nella missiva si legge che si esprime “preoccupazione perché nonostante il nuovo decreto preveda la ripartizione dell’incremento di organico di 140 unità di personale per i comandi di Bari, Bat e Taranto, gli stessi hanno visto incrementare il numero di vigili rispettivamente di 2, 4 e 4 unità, la cui somma non è neppure il 10% dell’incremento di organico disposto“.
Per le sigle sindacali di categoria è “grave il mancato riconoscimento come centri di formazione territoriale dei poli didattici della direzione regionale Puglia e del comando di Brindisi. Da mesi stiamo denunciando che la dotazione organica dei comandi pugliesi è scarsa e soprattutto sottostimata” motivo per il quale servono “provvedimenti urgenti e straordinari. Non accettiamo la chiusura temporanea dei distaccamenti anzi riteniamo non più rimandabile l’apertura di nuovi sul territorio pugliese”, denunciano i sindacati che concludono non escludendo lo sciopero.
nticipo delle assunzioni per turn over di un biennio, potenziamento degli organici, rinnovo contrattuale, anticipo dei sei scatti stipendiali e riapertura della legge delega per riscrivere l’ordinamento professionale, a settembre programmata grande iniziativa nazionale a sostegno.
Appena lo scorso 5 agosto, Mauro Giulianella (Fp Cgil Vvf), Massimo Vespia (Fns Cisl) e Franco Giancarlo (Confsal Vvf) in una nota che preanunciava lo stato di agitazione evidenziavano come “per rispondere alle necessità del Paese e dei cittadini contribuenti, quelli che riconoscono l’87% di indice di gradimento ai Vigili del Fuoco, servono 40.000 unità operative e 5.000 unita del Ruolo Tecnico Professionale oltre a un sistema di Protezione Civile ben organizzato. Bisogna modificare, adeguandolo ai tempi odierni, l’art. 10 del Codice di Protezione Civile del 2018 che attribuisce al Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, quale vera componente fondamentale del sistema di Protezione Civile, l’assunzione della direzione e la responsabilità nell’immediatezza degli eventi, attraverso il coordinamento tecnico-operativo e il raccordo con le altre componenti e strutture coinvolte, in occasione degli eventi calamitosi. Questo è il momento in cui i partiti politici stanno predisponendo il loro programma elettorale e i Vigili del fuoco possono trovare risposte concrete; l’anticipo delle assunzioni per turn over di un biennio, il potenziamento degli organici, il rinnovo contrattuale, l’anticipo dei sei scatti stipendiali e riapertura della legge delega per riscrivere l’ordinamento professionale devono avere una priorità per tutti: a settembre faremo una grande iniziativa nazionale per rivendicare le nostre esigenze, continuano i sindacati”.
“La sinergia tra enti, Corpi e associazioni in un sistema di Protezione Civile innovativo, diverso e funzionale alle esigenze del cittadino dovrà consentire ai professionisti del soccorso, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, di partecipare alla stesura dei piani di emergenza comunali, dell’unione dei comuni, provinciali e regionali quale organo di collegamento degli amministratori territoriali per tutti gli aspetti concernenti gli scenari emergenziali ipotizzabili”, concludevano Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf.