Slitta il riequilibrio di bilancio

Si è rivelata decisamente movimentata la seconda seduta del nuovo Consiglio Comunale. La massima assise cittadina si è riunita per discutere, fra le altre cose, la nuova elezione del proprio vicepresidente, la conversione di due delibere di Giunta e soprattutto un riequilibrio di bilancio. Il tutto in un clima pesante, con ripetute accuse reciproche e ricorso sistematico all’intervento “per fatto personale”, che consente una sorta di autodifesa a chi si sia sentito leso dagli interventi di altri consiglieri.

Tiziana Toscano (FdI) eletta vicepresidente

Tiziana Toscano (FdI)

L’elezione del vicepresidente era stato il primo grave momento di spaccatura della consigliatura, già durante la prima seduta. La carica, non solo per consuetudine ma per esplicita previsione regolamentare, spetta alle minoranze. Queste avevano indicato come proprio nome quello della consigliera di Fratelli d’Italia Tiziana Toscano. La maggioranza, però, aveva votato dapprima il forzista Massimiliano Di Cuia (chiamatosi fuori dalla corsa) e poi Francesco Battista (Prima l’Italia), eleggendolo, compiendo quello che le opposizioni ritennero un grave sgarbo istituzionale. Battista, però, aveva subito annunciato le proprie dimissioni, che oggi hanno portato ad una nuova elezione e, infine, al nome di Tiziana Toscano.

MuDIT, approvati gli espropri, si può inaugurare

La Masseria Solito dopo i restauri

Subito dopo l’attenzione dei consiglieri si è spostata sul nascituro Museo degli Illustri Tarantini (MuDIT), che sarà ospitato nei locali della seicentesca masseria Solito in via Plateja (ne avevamo parlato qui). Pronto per l’inaugurazione ormai da molti mesi, il MuDIT non può aprire (o sarebbe meglio dire, non poteva) in quanto durante i lavori è emerso che una parte del terreno non era di proprietà comunale. L’approvazione dell’esproprio (con relativo indennizzo) era già stata rinviata nel primo consiglio e oggi le opposizioni avevano chiesto di fare altrettanto, in attesa di un parere legale sulla correttezza dell’iter. Pare, infatti (secondo quanto riferito in aula dal consigliere Cosa) che la prima bozza del provvedimento parlasse non di “indennizzo” ma di “risarcimento”, concetto completamente diverso che configura un danno e, dunque, una responsabilità. Ad ogni modo, anche in virtù di un intervento in aula del dirigente De Roma, si è deciso di procedere. Anche i consiglieri d’opposizione (con l’eccezione del voto contrario di Luigi Abbate) hanno approvato il provvedimento, per cui ora si potrà finalmente procedere all’inaugurazione.

Polemiche durissime sullo staff del sindaco

Il sindaco Melucci con l’assessore Fabiano Marti

All’approvazione dell’aula, poi, sono arrivate due delibere di Giunta da ratificare. La prima contenente una variazione di bilancio da oltre cinque milioni di euro, approvata senza eccessive difficoltà. La seconda, invece, fonte di una lunghissima polemica, durata oltre un’ora e mezza. Si tratta della decisione di assumere, a tempo determinato, cinque unità di personale per comporre lo staff del Sindaco (ne avevamo parlato in dettaglio qui e qui).

Da dove arrivano le polemiche?

L’accusa delle opposizioni è di aver distratto, per finanziare queste assunzioni, fondi dal capitolo di spesa destinato ai concorsi e, dunque, alle assunzioni a tempo indeterminato. Dalla maggioranza hanno replicato che si tratta di un fatto meramente contabile, in quanto si sono recuperati fondi non spesi per i concorsi che non si sono svolti nel 2022 e che questo non influirà sul piano assunzionale per i prossimi anni. Un impegno politico assunto formalmente anche dalla Giunta, per bocca dell’assessore Ciraci.

Cade il numero sul riequilibrio di bilancio

Il vero momento clou della seduta, però, è stato la non approvazione del riequilibrio di bilancio. Dopo un dibattito sfiancante sullo staff e su alcuni debiti fuori bilancio, infatti, l’aula si era lentamente svuotata e al momento in cui il presidente Bitetti ha indetto la votazione erano in aula solo quindici consiglieri di maggioranza. Momentaneamente assenti i due consiglieri di “Taranto Crea”, Luca Contrario e Giuseppe Fiusco. A quel punto i consiglieri di opposizione (comunicando anche con fischi decisamente poco istituzionali…) hanno abbandonato l’aula, facendo venire meno il quorum di diciassette consiglieri necessario per approvare i provvedimenti di bilancio. Il punto è stato, dunque, rinviato alla seconda convocazione di domani, in cui, però, sono già previste alcune assenze nella maggioranza, che potrebbe non riuscire nuovamente ad approvare la delibera.

Gli altri temi

Approvati, infine, il regolamento per concedere il pass parcheggi per le donne incinte e i genitori con figli sotto i due anni e la possibilità di svolgere le sedute delle commissioni consiliari in modalità mista, on-line e in presenza.

Un clima teso e polemiche sul Presidente

Pietro Bitetti

Lasciamo volutamente in conclusione quello che è stato il vero filo conduttore della seduta. Lo scontro frontale, continuo, fra i consiglieri di opposizione e il Presidente Bitetti. Questi ha adottato uno stile di presidenza molto “interventista”, richiamando frequentemente i consiglieri ad attenersi al merito della discussione senza divagazioni e frequentemente “commentando” i loro interventi appena conclusi. Questo atteggiamento è stato fortemente criticato dalle minoranze, con il consigliere Musillo che ha invitato Bitetti a sedersi fra i banchi della maggioranza se vuole fare il consigliere di maggioranza. Gli scontri più duri, però, si sono avuti con il consigliere Abbate, che ha frequentemente alzato i toni (spesso anche fuori microfono), punzecchiato da Bitetti in particolare per la presenza, fra i banchi della stampa, di un operatore di Telesud, emittente televisiva che fa riferimento allo stesso Abbate.

Al di là di questi spiacevoli episodi, però, tutto il clima è apparso eccessivamente teso per essere ancora l’inizio della consigliatura (anche il consigliere PD Di Gregorio è uscito dall’aula sbattendo la porta in dissenso con Bitetti). Speriamo, quindi, che le prossime sedute possano vedere un clima più sereno e disteso, più adatto ad impostare un ciclo amministrativo che durerà per altri cinque anni.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *