Dopo i rinvii del 29 giugno e del 12 luglio, è tornata a riunirsi quest’oggi a Bari la task force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli, in merito alla vertenza della Tessitura di Mottola srl in liquidazione del gruppo Albini. Presenti all’incontro Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, il sindaco di Mottola Giampiero Barulli, la Vertus, la società di scouting incaricata dal gruppo Albini per individuare un nuovo investitore, ma soprattutto erano seduti al tavolo i rappresentanti delle due aziende attualmente in trattativa, ovvero il gruppo Albini da un lato e la Motion dall’altro.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/29/tessitura-mottola-vertenza-nel-limbo/)
Dunque, la sollecitazione dei sindacati dello scorso 29 luglio ha sortito gli effetti sperati. Da quanto emerso oggi, il negoziato tra le due parti non si è arenato ma procede, con la Motion che ha confermato il suo interesse ad investire sul sito di Mottola (tracciando a grandi linee un progetto che vedrebbe all’incirca 5 mesi di tempo per il revamping dei primi impianti e circa un anno per la realizzazione di un nuovo capannone di circa 5000 mq, con il riassorbimento dei lavoratori nel giro di 13 mesi). Del resto le interlocuzioni tra la Motion e il gruppo Albini per addivenire ad un accordo per la cessione dello stabilimento sono in corso da mesi, visto che il gruppo di Bergamo chiede 5 milioni di euro per cedere il capannone, mentre la Motion vorrebbe un forte sconto sul prezzo. 
E’ bene infatti ricordare che dallo scorso maggio sulla vertenza era calato il silenzio (quel giorno si tenne un incontro pubblico a Mottola alla presenza del sindaco uscente Barulli, del senatore Mario Turco e della viceministra al MiSE Todde). E i due rinvii di giugno e luglio avevano riempito la testa dei lavoratori di cattivi pensieri. Parliamo di 114 lavoratori coinvolti dalla vertenza, la cui cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività scadrà il 28 ottobre, ma con l’aggangio alla precedente per Covid si arriverà al 22 dicembre, che qualora non ci si dovesse arrivare ad una risoluzione positiva della vertenza, ed eventualmente ad una proroga della Cigs, sono attesi dalla NASPI, ovvero la procedura di indennità per la disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro non per loro responsabilità: procedimento che ha un periodo di copertura massima pari a due anni. Inoltre, questi lavoratori, come sottolineato più volte dai sindacati, in particolare dalla Filctem Cgil, sono troppo giovani per andare in pensione ma troppo grandi per essere facilmente ricollocati nel mondo del lavoro qualora la vertenza finisse su un binario morto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/05/18/tessitura-albini-svolta-a-luglio2/)
Detto questo, la Motion, multinazionale di Forlì che produce la componentistica in due impianti in Vietnam e in Cina e che ha deciso di aprire un nuovo sito industriale in Italia, oggi ha confermato
quanto presentato lo scorso 31 maggio al MiSE (inviandola al dr. Stefano D’Addona che è il Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Todde) ovvero la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola.
Parliamo di un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR. Nel dettaglio, l’investimento triennale in 30 milioni di euro (di cui il 40% dell’importo è stato chiesto sia a copertura statale, si mira ad ottenere i contributi previsti dalle misure Industria 4.0 e Bonus Sud) dovrebbe servire a creare in Italia il primo stabilimento per la produzione di componenti elettromeccanici ed elettronici destinati a rifornire le aziende che realizzano poltrone e divani. L’interesse della Motion non era e non è affatto casuale, visto che la stessa è un importante fornitrice del gruppo Natuzzi (che proprio tra Matera, Ginosa e Altamura ha il suo centro produttivo) e che la stessa Motion abbia una sua sede commerciale ad Altamura. Oltre al fatto che il sito è molto vicino ad infrastrutture importanti come il porto di Taranto, l’Autostrada A-14 e lo scalo merci-ferroviario.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/03/21/tessitura-mottola-ce-qualcosa-che-non-va/)
Il business plan 2022/2026 presentato al MiSE prevede l’eventuale partenza produttiva con due turni già nell’ultimo trimestre del 2024 (Mottola è stata scelta come prima possibilità di investimento anche per il fatto di possedere una manodopera abituata alle lavorazioni in turni) per un’occupazione totale che dovrebbe vedere impiegate ben 282 unità. Quindi ben oltre le attuali 114. Il capannone dell’ex Tessitura andrà però ampliato per consentire la realizzazione di tutta l’attività produttiva prevista. Dunque in una prima fase verrebbe importato dai siti presenti in Cina e Vietnam un semilavorato per ultimare la produzione a Mottola. In una seconda fase, con lo stabilimento allargato e le nuove stampatrici il sito di Mottola diventerebbe indipendente da un punto di vista produttivo. Tanto da farlo diventare il più grande produttore europeo maccatronico per la componentistica di letti e divani (quindi produzioni meccaniche di letti e divani da una parte e produzioni di reti letto per divani e materassi). Il tutto sarebbe gestito da una new.co partecipata al 100% dalla Motion Spa.
L’azienda ha quindi chiesto al MiSE, all’interno della manifestazione d’interesse, oltre ad un aiuto economico, la piena e totale collaborazione delle autorità locali, l’impegno della Regione Puglia nell’aiuto al reperimento delle risorseper la riuscita del progetto, nonché la disponibilità di mezzi pubblici per lo spostamento dei lavoratori e il loro percorso di formazione, oltre ad auspicare la creazione sul territorio di un istituto di formazione specifico per formare i lavoratori del domani, dando ampio spazio al settore Ricerca & Sviluppo.
“Abbiamo sottolineato l’importanza di avere risposte certe in tempi brevi visto che a dicembre finisce cassa integrazione e di entrare nel merito del piano industriale a partire da formazione, criteri di scelta dei lavoratori e cronoprogramma avvio produzione e rientro del personale” il commento del segretario generale della Filctem Cgil e Fillea Cgil Francesco Bardinella al termine dell’incontro.
Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 5 settembre. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/18/tessitura-una-vertenza-anche-politica/)