Voi forse non lo sapete, ma uno dei nomi più comuni qui è Attanasio. Sì, proprio così: non ci credete? Eppure, è vero. Certo, se spulciate all’anagrafe non ve ne accorgete: non sono in molti a portar quel nome, forse è più facile quale cognome.
Che c’azzecca con Benny, che storia è mai questa, vi chiederete. Benny è la nostra straordinaria Pilato, l’avrete capito. Ha appena 17 anni e maggiorenne lo diventerà a gennaio. La sua casa è a Taranto e il suo ambiente naturale, fin da quando appena appena sgambettava, è la piscina. Vince orma da anni: quand’era più piccolina addirittura dava acqua ai maschietti. Vince, perchè lei è una prescelta: il talento o ce l’hai oppure inutile inseguirlo. Vince, perchè quel talento per lei è divertimento: ma anche tanta applicazione. Vince: perchè è tenace, combattiva, spavalda il giusto, perchè è una spanna sopra le altre e non le manca il sorriso. Vince: perchè non dimentica gli affetti famigliari e quanti la coccolano e le vogliono sinceramente bene affinchè sia sempre la più forte di tutti. Vince, perchè comunque studia ed è pure brava.
Eppure, non si chiama Attanasio. La vanità non fa parte del suo carattere. Si concede qualche storia su Instagram, qualche selfie d’obbligo, ma fugge se può dalle luci della ribalta. Quantomeno non ne cerca.
No, lei si chiama Benedetta. Attanasio non le calza, pur se in questa nostra città di cavalli vanesi ne circolano tanti. Troppi, sinceramente. E’ una modalità che colpisce un po’ tutti, preda ormai dei selfie etichetta del nostro mostrare, del nostro voler esserci a tutti i costi, del voler dimostrare qualcosa: una visibilità ostinata e ostentata che spesso, molto spesso, è ipocrita, falsa, soltanto costruita.
Attanasio, il cavallo vanesio inventato dalla straordinaria coppia che furono Garinei e Giovannini, è un personaggio che qui regna imperterrito. Un personaggio interpretato soprattutto da quanti vogliono dimostrare capacità e operatività ed efficacia: peccato lo siano – semmai lo fossero per davvero – senza neppure allenarsi ma pescando a piene mani nelle risorse comuni, quelle che appartengono a tutti. Un selfie di qua, uno di là, un annuncio qui, un altro lì, una frase ad effetto, un pensiero filosofeggiante, ed eccoti servita la storia che prende per i fondelli.
No, Benedetta non è Attanasio. Lei per raggiungere certi obiettivi non ha bisogno di selfie ma solo e soltanto di tanto allenamento a quelle straordinarie doti naturali, di impegno massimo, di carattere granitico e cuore sincero. Lei i risultati li ottiene senza sotterfugi, non prende scorciatoie, non vive d’immagine. Ecco, lei è Benny. Non si chiama Attanasio…
p.s.: ogni riferimento a cose e persone è assolutamente voluto… ci scusino gli Attanasio