I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera ad Invitalia e al ministero dello Sviluppo economico per chiedere un incontro relativo al finanziamento diretto, pari ad un miliardo di euro, che con il decreto Aiuti Bis il Governo ha previsto per sostenere l’attività di Acciaierie d’Italia. “Riteniamo che questo ulteriore importante provvedimento non possa essere gestito in maniera unilaterale dal management di Acciaierie d’Italia e che debba impegnare la stessa su precisi obiettivi industriali e occupazionali” scrivono Roberto Benaglia per la Fim, Michele De Palma per la Fiom e Rocco Palombella per la Uilm.
“Ora che il Governo ha realizzato quanto annunciato nell’incontro con tutte le parti sociali del 3 agosto al Mise – dice il leader della Fim, Roberto Benaglia insieme al segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò – abbiamo bisogno non solo di conoscere entità e forma del finanziamento, ma che lo stesso sia indirizzato al rilancio effettivo della gestione industriale e a migliorare la gestione dell’occupazione – servono soluzioni rapide, ma non devono portare ad una gestione unilaterale dell’attuale management”. Secondo la Fim lo sforzo che lo Stato sta ulteriormente facendo verso Acciaierie d’Italia “deve comportare un cambio di passo radicale che porti a più impianti funzionanti, più produzione e meno cassintegrazione e una migliore gestione degli appalti, altrimenti rischia di essere una notevole boccata d’ossigeno destinata tuttavia a consumarsi rapidamente senza effetti decisivi. Come da noi ribadito nell’incontro con il Governo è inevitabile che questo ulteriore sforzo da parte dello Stato produca un più diretto e ulteriore coinvolgimento attivo nel sostegno alla società da parte della multinazionale Arcelor Mittal, oggi proprietaria maggioritaria, che non può continuare a disimpegnarsi per il rilancio“.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/08/10/ilva-dl-aiuti-bis-firmato-da-mattarella2/