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Melucci, sindaco di Taranto, prossimo presidente della Provincia? Può darsi, perchè sulla carta possiederebbe i voti per ottenere la sua elezione il prossimo 18 settembre, al contrario del collega grottagliese, Ciro D’Alò, suo avversario in questa corsa (leggi https://www.corriereditaranto.it/2022/08/19/provincia-sara-sfida-melucci-dalo3/).
Staremo a vedere, anche perchè sulla possibile presidenza Melucci ci sarebbe il pressing di Michele Emiliano: il presidente della Regione, infatti, preferisce di certo l’asse con il primo cittadino di Taranto con il quale, è noto a tutti, ha un legame di ferro, sia politico-istituzionale che personale. Insomma, va detto senza pudore e scevri da ogni insinuazione, il potere di Emiliano in Puglia è tentacolare e alimentarlo in ogni occasione è nell’ordine delle cose. Tutto qui.

Michele Emiliano

Ma perchè è importante conquistare lo scranno più alto di via Anfiteatro? E’ vero, il luogo comune è che la Provincia sia stata – e in parte è così – depotenziata dopo l’entrata in vigore della legge 56/2014, meglio conosciuta come legge Delrio, che ne ha ridefinito il ruolo senza però giungere al completamento della stessa (occorre una modifica della Costituzione), lasciando così a metà una riforma che nello spirito inseguiva soprattutto un contenimento della spesa e una migliore organizzazione sul territorio. Fatto sta che successivamente ogni Regione ha emanato, così come previsto, leggi di attuazione per definire competenze delle nuove Province, delle istituite Città metropolitane e dei Comuni.

Rinaldo Melucci

La Regione Puglia, in questo senso, nella prima fase di attuazione della legge Delrio ha approvato una legge in cui la destinataria unica del trasferimento delle funzioni provinciali non fondamentali era la regione stessa (l.r. 31/2015), mentre in un momento successivo, con l’approvazione della l.r. 9/2016, ha proceduto ad un più articolato riordino: sono state trasferite ai Comuni, in forma singola o associata, alcune funzioni amministrative attribuite, conferite o comunque esercitate dalle Province prima della data di entrata in vigore della legge, con i relativi beni, risorse umane e finanziarie. Si tratta delle funzioni residuali in materia di servizi sociali, con esclusione delle funzioni attribuite alla Regione; in materia di sport e politiche giovanili, attività culturali, agricoltura, attività produttive, protezione civile, difesa del suolo e delle coste.

Ciro D’Alò

Però, la Provincia non è poco importante come potrebbe apparire. Basterebbe, del resto, spulciare nelle competenze stabilite dal suo Statuto per rendersi conto che tuttora esercita alcune funzioni non da poco (basterebbe pensare alla mobilità e alla viabilità), quindi alle società partecipate (pensate al CTP) e altri ruoli importanti che prevedono l’asse con le Istituzioni del Paese. E qui torna il feeling con la Regione, e di conseguenza con il Governo.
Si può ben capire, in sostanza, quale sia l’interesse che muove Emiliano affinchè possa essere eletto Melucci alla Presidenza della Provincia. E’ naturale, non meravigliamoci per favore. Perchè quando un sistema di potere, politico-istituzionale, deve muoversi in sintonia, è assolutamente ovvio che ad occupare i ruoli – anche nei posti meno visibili ma ugualmente strategici – siano personaggi vicini e fidati.
Peccato, però, che il livello di fiducia dell’asse Emiliano-Taranto si fermi qui, visto e considerato che oltrepassati i confini pugliesi – leggasi: candidature alle prossime politiche – per i tarantini non ci sia spazio: è solo colpa di Letta?

Statuto della Provincia di Taranto

Una risposta

  1. Che il potere di Emilano sia tentacolare non è una buona notizia e neanche ci si può rassegnare a un sistema di consenso basato sul contentino e sulla spartizione. ce n’è per tutti. Naturalmente ogni epoca volge al termine ed è questo che rende famelici gli uomini di potere i quali pensano che operando forzature potranno durare più a lungo. Un comportamento berlusconiano che si è trasferito in Puglia. Penso che non sia colpa esclusiva del presidente, quanto anche del PD che lo ha prima creato e poi subito. Non so nemmeno quanto la città di Taranto possa avvantaggiarsi di uno stretto rapporto con il presidente visto in che condizioni ha ridotto la sanità e in quale maniera ha gestito la vicenda ILVA. D’altra parte se tutti gli avversari possono essere arruolati è legittimo pensare di fare cappotto anche con le candidature. Emiliano è il tipo che dopo aver fondato il PD in Puglia e di aver fatto il segretario regionale, essersi candidato come segretario nazionale disse, quando costretto, che lui “non è un politico” . Capito il personaggio?

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